Don Luciano Labanca – Commento al Vangelo del 5 Novembre 2023

573

I destinatari del discorso di Gesรน nel brano di questa domenica sono la folla e i suoi discepoli, in altre parole siamo tutti noi. Il Maestro prende le mosse da unโ€™affermazione di fatto: gli scribi e i farisei hanno preso in carico lโ€™insegnamento in mezzo al popolo di Israele, come successori di Mosรจ.

Come porsi di fronte a loro? Credere in quello che dicono, ascoltare e osservare, ma fare attenzione a non seguirne le orme. San Paolo VI scriveva: โ€œLโ€™uomo contemporaneo ascolta piรน volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perchรฉ sono dei testimoniโ€ (Evangelii nuntiandi, 41).

Sรฌ, gli scribi e i farisei erano ottimi maestri a parole, ma non testimoni. Cโ€™era in loro una profonda spaccatura fra quanto insegnavano e quanto vivevano. Quelle parole di Gesรน pesano quanto macigni: โ€œdicono e non fannoโ€. La spaccatura dellโ€™incoerenza รจ una malattia trasversale, che purtroppo si รจ riversata anche tra le schiere dei discepoli di Cristo, perchรฉ deriva dalla debolezza umana di chi cerca lโ€™apparenza, di chi vuole salire sul piedistallo del protagonismo e nella sua vanagloria ama piรน il proprio successo che il Signore.

Quando questa malattia spirituale si riscontra in chi ha un ruolo di responsabilitร  allโ€™interno della comunitร , genera terribili conseguenze, causando scandalo specialmente per la fede dei piccoli. La raccomandazione iniziale di Gesรน, tuttavia, deve essere sempre tenuta in altissima considerazione: la veritร  stessa non puรฒ mai venir oscurata dalla cattiva testimonianza di chi la presenta.

Certamente chi ha il compito di annunciarla dovrร  rispondere del modo in cui vi ha anche personalmente aderito, ma nulla puรฒ scalfire il valore e lโ€™efficacia del messaggio in sรฉ stesso. รˆ come un diamante che cade nello sterco: la bellezza della pietra preziosa non potrร  mai essere scalfita da quellโ€™infimo putridume. Troppo spesso perรฒ, lโ€™incoerenza dei maestri, senza nulla togliere alla loro responsabilitร  di dover dar conto delle loro inconsistenze a Dio e agli uomini, diventa un alibi per chi non vuole neppure ascoltare la veritร .

Non ci sono scuse allora, per quelli che dicono: โ€˜come posso essere cristiano, se i cristiani danno cattiva testimonianza?โ€™, oppure โ€˜cosa vado a fare in chiesa, se le persone di chiesa sono peggiori di me?โ€™. La Parola di oggi รจ estremamente chiara sul punto: non ci sono scuse per non ascoltare quanto ci viene annunziato o per sottrarci allo splendore della veritร .

Tuttavia, per chi ha una responsabilitร  educativa nella Chiesa, ma come anche nella famiglia e nella societร , lโ€™esortazione di Gesรน รจ quella di impegnarsi ad essere seriamente profetici, parlando con la vita prima che con le parole.

Il segreto per mantenersi in questo giusto atteggiamento spirituale รจ dato dallโ€™esortazione finale: non cโ€™รจ coerenza nรฉ efficacia della propria testimonianza senza umiltร , la virtรน di chi pur sapendo di essere fragile, inconsistente e peccatore, si mette al servizio degli altri, non con la pretesa di essere migliore, ma con il desiderio di migliorarsi ed aiutare i fratelli a fare altrettanto.

Fonte