Don Luciano Labanca – Commento al Vangelo del 23 novembre 2025

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Dopo cento anni dal 1925, quando Pio XI โ€” pubblicando lโ€™enciclica Quas primas โ€” istituรฌ la solennitร  di Cristo Re dellโ€™universo, la celebrazione di oggi conserva unโ€™attualitร  sorprendente. Il Papa la volle in un tempo segnato dai grandi totalitarismi e dal trionfo del secolarismo; e tuttavia, a distanza di un secolo, il contesto non รจ meno problematico.

Anzi: le dinamiche culturali, sociali ed esistenziali del nostro tempo rendono ancora piรน complesso e amplificato quel fenomeno che il Papa denunciava allora, cioรจ il tentativo di espellere Cristo dalla vita degli uomini e dei popoli. Celebrare oggi la regalitร  di Cristo โ€” di lui che รจ โ€œlo stesso ieri, oggi e sempreโ€ โ€” significa andare controcorrente.

Noi viviamo in una cultura che moltiplica i suoi โ€œreโ€: il potere, i mercati, le mode, il piacere, la comoditร , le grandi hi-tech che orientano persino il pensiero e il desiderio. Qual รจ il ruolo di Cristo dentro questo mondo? Come puรฒ regnare colui che appare cosรฌ distante dai criteri del successo?

La Parola di Dio ci viene incontro con forza: per comprendere la regalitร  di Cristo, bisogna guardare alla sua Passione. Non cโ€™รจ vera regalitร  al di fuori di questo contesto. รˆ lรฌ, sul trono della Croce, che Cristo regna.

E sul Calvario si manifestano vari modi di rapportarsi alla sua regalitร . Anzitutto il popolo. รˆ presente, assiste, ma gran parte rimane spettatrice: alcuni partecipano interiormente, molti altri restano indifferenti e distratti.

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Poi ci sono i capi, che conservano unโ€™idea distorta del Messia: se Gesรน รจ il Cristo, allora deve salvare se stesso. La loro idea di regalitร  resta chiusa nelle categorie del potere umano.

Ci sono i soldati, che non solo non comprendono, ma deridono: riducono la regalitร  di Cristo a un paradosso, convinti che un vero re debba innanzitutto dimostrare la propria forza. E tuttavia, il titulus crucis โ€” โ€œQuesti รจ il re dei Giudeiโ€ โ€” dice la veritร .

Cristo regna da quel legno, non attraverso eserciti, influenza o manipolazione delle masse, ma con la forza disarmata dellโ€™amore. Regna offrendo totalmente la sua vita.

Infine, ci sono i due malfattori. Uno rimane imprigionato nella mentalitร  dominante: non riesce a immaginare un Messia che non salvi se stesso. Lโ€™altro โ€” che la tradizione ha chiamato Disma โ€” riconosce lโ€™innocenza di Gesรน, ma riconosce anche la sua vera regalitร .

E osa chiedere: โ€œRicordati di me quando entrerai nel tuo regnoโ€. รˆ a questi cuori che Cristo rivela la sua sovranitร : a chi, anche nel buio del dolore, sa intravedere una presenza diversa, una luce che apre allโ€™eternitร . รˆ a questi cuori che il Re crocifisso promette il suo regno, regno di misericordia, di veritร  e di vita.

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Per gentile concessione di don Luciano Labanca, dal suo sito.

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