Il costo della fede
โMezzo milione di dollari!โ. ร stata questa la prima cosa che ci disse il tassista mentre accompagnava me e i miei amici dallโaeroporto allโhotel, nel centro di Washington DC. Non parlava del prezzo della corsa, ma del costo dellโedificio davanti al quale stavamo passando e di cui, incuriositi dallโarchitettura, avevamo chiesto informazioni.

Non ci disse quando o da chi quellโedificio fosse stato costruito o quale funzione avesse, ma solamente il suo costo. E cosรฌ fece con quasi tutti gli edifici lungo il percorso: โQuello vale piรน di un milioneโฆ in quel complesso gli appartamenti non costano meno diโฆโ.
Che modo davvero strano di raccontare le cose, dicendone solo il prezzo in denaro! Sembra voler spingere a pensare: ma me lo potrei permettere? A quante cose sono disposto a rinunciare pur di comprare quella cosa e di farla mia per sempre?
Anche Gesรน, nel brano di Vangelo che ascoltiamo questa domenica, sembra usare lo stesso ragionamento. Anche lui, osservando le molte persone che pian piano lo seguono per strada, partecipano alle sue predicazioni, assistono ai suoi gesti miracolosi e si dichiarano suoi discepoli, pone una domanda precisa: quanto siete disposti a dare per avere la mia amicizia e dirvi miei discepoli? Perchรฉ il prezzo non รจ affatto bassoโฆ
Qui non si tratta di mezzo milione di dollari, e nemmeno di unโaltra moneta corrente, ma si tratta della vita!
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Sono davvero forti le parole di Gesรน quando indica il โprezzoโ che permette di โabitareโ nello spazio dellโamicizia stretta con lui: il prezzo รจ amare Gesรน di piรน, amare di piรน il suo Vangelo, piรน dei legami familiari e di sangue, e persino piรน della propria vita con i suoi progetti e le sue aspirazioni.
Il prezzo del Vangelo รจ davvero altissimo, quasi assurdo da sembrare ingiusto. Come si puรฒ mettere in contrapposizione la fede in Gesรน con lโamore e i legami piรน intimi e profondi della famiglia e delle persone vicine?
E mentre medito e scrivo queste cose, rivolgo anche a me stesso la domanda, e mi passano davanti agli occhi del cuore le persone che amo profondamente, a cominciare dalla mia famiglia, compresi i miei genitori che non ci sono piรน, ma ai quali resto ancora in debito dโamore.
La domanda รจ davvero provocatoria: Cosa sono disposto a pagare per la mia fede e la mia vocazione?
Gesรน dice queste cose guardando le folle che in quel momento lo acclamano, ma che di lรฌ a poco, da seguaci, si trasformeranno in accusatori, gridando โcrocifiggiloโ. Gesรน sembra intuire che anche i suoi amici piรน stretti, nel momento in cui sarร arrestato, non se la sentiranno di stargli vicino, perchรฉ โcosta troppoโ rischiare per lui. Anche lโevangelista Luca, che scrive alla sua comunitร di primi cristiani, ripropone loro la domanda di Gesรน: quanto siete disposti a dare per rimanere fedeli al Vangelo, anche se โcostaโ la persecuzione, lโostilitร della famiglia, la condivisione vera dei beni, il superare divisioni?
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In questa domenica di settembre verranno proclamati santi due giovani: Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Pur vivendo in due epoche distanti quasi 100 anni, hanno in comune lโamore per il Vangelo e il desiderio di vivere come amici di Gesรน, in modo concreto e sincero. Hanno in comune anche il fatto di non aver percorso molta strada nella vita, essendo morti improvvisamente molto giovani: Pier Giorgio a 24 anni e Carlo addirittura a 15. Possiamo dire che, nella loro breve vita, non hanno avuto tempo per accumulare titoli, onori e ricchezze personali; eppure sono diventati cosรฌ ricchi di fede da poter essere considerati capaci di abitare il palazzo del cielo. Penso che sia questo a renderli straordinari e un modello di come vivere la fede non solo per i giovani, ma per i cristiani di ogni etร . Pier Giorgio e Carlo hanno amato di piรน Gesรน, senza per questo smettere di amare la propria famiglia e gli amici. Hanno amato di piรน il Vangelo, e ciรฒ li ha resi cosรฌ ricchi interiormente da diventare capaci di trovare casa, non per le vie del ricco centro di Washington, ma nel cuore dei poveri e di chi cercava Dio. Hanno vissuto brevemente eppure hanno fatto come chiede Gesรน, cioรจ a prendere la propria croce, cioรจ la vita come dono, e sono stati pienamente discepoli di Gesรน anche nel loro tempo, dentro le loro brevi storie.
Non รจ quindi impossibile essere discepoli di Gesรน, e proprio perchรฉ โcosta moltissimoโ, perchรฉ chiede tutta la propria vita, alla fine rende straordinariamente ricchi: capaci di amare e di farsi amare, e capaci di abitare giร da ora nello stupendo palazzo dellโamore di Dio.
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)



