don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 14 Maggio 2023

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Tutto va bene… tutto va male?

“Tutto va bene, Madama la Marchesa!” è il ritornello di una vecchia canzone francese, tradotta e cantata anche in italiano, che in modo ironico racconta di una telefonata tra una nobile in vacanza e il suo maggiordomo su come va al castello. Il domestico la informa che a parte la morte del suo cavallo preferito nell’incendio della stalla, dovuto all’incendio del suo castello dove sono entrati dei ladri a rubare tutti i suoi gioielli… a parte questo, “tutto va bene, Madama la Marchesa…”. Quando non si vuole vedere in faccia la realtà delle cose si rischia di andare avanti come niente fosse, fuori dal tempo, per poi ritrovarsi improvvisamente senza nulla e incapaci di affrontare le situazioni della vita. Il contrario di questo è l’atteggiamento del “tutto va male…” fatto di pessimismo e angoscia che non vede via d’uscita nelle situazioni negative, che porta a rinchiudersi accusando tutti e tutto, e alla fine non si fa nulla, esattamente come nell’atteggiamento del “tutto va bene…”.

“Tutto va bene…” nella Chiesa oggi? “Tutto va male…”?

Proprio in questi giorni leggevo di una indagine nella Chiesa di Milano nella quale si constata che con il calo delle vocazioni alla vita presbiterale, tra pochi anni non ci saranno più preti giovani sotto i 30 anni. Che dire? Tutto va male? Tutto va bene…? Se poi guardiamo alle nostre assemblee domenicali, così come anche alla partecipazione alla formazione cristiana, agli incontri per adulti, davvero si nota un calo costante e preoccupante.

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Gesù quando parla ai suoi discepoli nell’ultima cena, così come è riportato dall’evangelista Giovanni in questo passo del Vangelo, è in un momento della sua vita in cui davvero “tutto va male…”. Le sue parole sono un testamento in vista della sua partenza da questo mondo che da li a qualche ora si concretizza nella crocifissione. Queste parole di Gesù sono raccolte e riprese dalle prime comunità cristiane che vivono nell’incertezza dei primi tempi, nei quali affrontano persecuzioni e anche problemi interni. Gesù parla chiaramente di un “mondo” che non riesce a riconoscere la presenza di Dio e rifiuta il messaggio di Gesù. È un “mondo” che c’è sempre stato e rimane sempre anche oggi. Non dobbiamo avere la fretta pessimistica di definire questo mondo oggi con delle persone specifiche e situazioni specifiche anticristiane, come se si trattasse di una battaglia tra cristiani e non cristiani.

Questo “mondo” di cui parla Gesù è quella parte di vita umana che abbiamo dentro tutti, che c’è in ogni situazione e contesto, sia dentro che fuori la Chiesa, sia dentro che fuori la vita cristiana. Il “mondo” di cui parla Gesù, e che secondo lui non riesce ad accogliere Dio, è parte della nostra esperienza sempre, fin da quando siamo in terra e viviamo. Questo non è in assoluto un giudizio negativo, ma prima di tutto una constatazione molto concreta che possiamo fare anche noi: non è facile accogliere appieno il messaggio di Cristo, non siamo sempre capaci di vivere il Vangelo, c’è sempre dentro la nostra esperienza personale e anche comunitaria qualcosa che ci porta lontano, che non ci fa vivere il Vangelo, che ci mette in difficoltà.

Il “mondo” che contesta Dio e che respinge il Vangelo fa parte di noi, quel “mondo” che ha fatto fuori il Figlio di Dio allora, anche oggi vuol “far fuori” la fede dentro di noi. Non possiamo dire quindi che “tutto va bene…” dentro la nostra esperienza cristiana, e i problemi come Chiesa oggi lo rivelano, e sarebbe davvero cieco non vederli e non fare nulla. Ma non possiamo dire nemmeno che “tutto va male…” perché come dice Gesù ai suoi discepoli, abbiamo accanto a noi sempre un difensore, uno che ci dà forza nella nostra testimonianza quotidiana.

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Accanto a noi abbiamo Gesù stesso e lo Spirito Santo di Dio, il suo Amore concreto e forte, che ci dona forza, ci consola nelle prove, ci suggerisce quello che dobbiamo dire e fare. E anche se il “mondo” dentro di noi ci porta a non ascoltare, a dimenticare questa presenza, anche se tenta di farci credere che in fondo siamo soli nella vita… lui rimane accanto. Ecco il significato della parola (così difficile da tradurre in un solo termine) “Paraclito”. Gesù è “Paraclito”, e anche lo Spirito di Dio è “Paraclito”. Dio in poche parole è con noi sempre, anche dentro il nostro “mondo” ostile, dubbioso, incoerente e freddo nei confronti del Vangelo. “Tutto va bene…” quando ci lasciamo guidare dallo Spirito del Risorto, quando facciamo circolare nella mente e nel cuore il Vangelo. “Tutto va male…” se invece non ci lasciamo guidare e guardiamo la realtà della nostra vita e della Chiesa solo con il pessimismo di chi si sente solo.

E c’è un modo super efficace per sentire accanto il Paraclito… ed è amare. Chi ama, in qualsiasi situazioni si trovi, si sente meno solo e sperimenta come vere le parole di Gesù: “voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete… voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi”

Amando possiamo dire che nonostante tutto: “Tutto va bene… Signore Gesù”.

Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)