Tra vuoto e pienezza
Nel Vangelo secondo Luca, Gesรน ci propone unโaltra parabola: quella del ricco che banchettava ogni giorno senza pensieri eย del povero Lazzaro,ย giacente davanti alla sua porta, affamato e coperto di piaghe. Dopo la morte, le sorti si rovesciano: il ricco sperimenta la condanna, mentre Lazzaro trova finalmente consolazione nel grembo di Abramo. Del ricco si dice solo che viveva nel lusso, mangiava e beveva in abbondanza,ย ma non gli viene dato un nome.
Il povero, invece, si chiamaย Lazzaro, che significa โDio aiutaโ. Questo contrasto non รจ casuale: il ricco, immerso nei piaceri della vita, resta anonimo, quasi cancellato dalla storia, mentre Lazzaro, pur nella sua miseria, รจ riconosciuto e custodito da Dio. La parabola ci mostra il vuoto interiore del ricco. La sua vita, centrata esclusivamente sul piacere e sullโapparenza, รจ come una bulimia: unโabbondanza che nasconde unโanima affamata di senso e di relazioni. Mangiare e bere senza limiti non colma la solitudine; anzi, rivela un cuore incapace di uscire da sรฉ per vedere lโaltro.
Lazzaro invece non ha neppure una sepoltura: รจ lโuomo schiacciato dal peso della sua condizione, simbolo di tutta quellโumanitร dimenticata che ancora oggi muore senza un funerale, senza un luogo, senza uno sguardo di pietร . ร lโimmagine di chi non riesce ad alzarsi da solo, di chi porta un fardello troppo grande.
Questa pagina non va letta secondo la logica del contrappasso, come se chi gode in questa vita fosse destinato a soffrire nellโaltra e viceversa. Gesรน mette solo in guardia da un atteggiamento preciso: quello del ricco che, pur avendo ogni giorno davanti agli occhi il povero Lazzaro,ย non si accorge di lui,ย non lo riconosce, non lo soccorre. Il peccato non รจ la ricchezza in sรฉ, maย lโindifferenza, lโincapacitร di vedere le necessitร dellโaltro. […] CONTINUA SU FAMIGLIA CRISTIANA
