Astuti nel costruire il Regno di Dio già oggi
La parabola dell’amministratore disonesto, fin dalle origini della tradizione evangelica, è stata spesso considerata difficile e controversa, e non pochi vi hanno visto un’apparente approvazione del furto da parte di Gesù. In realtà, non è così: Gesù evidenzia l’astuzia del truffatore, non la disonestà. L’amministratore viene elogiato dal padrone per la sua capacità di preoccuparsi del proprio futuro, agendo con prontezza mentre è ancora in tempo.
Il cuore della parabola è nella constatazione che «i figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce». Per questo motivo, sarebbe più appropriato intitolarla “Il fattore astuto” piuttosto che “Il fattore infedele”. Appena si accorge che il suo futuro è in pericolo, il fattore dimostra lucidità e ingegno, trasformando a proprio vantaggio una situazione difficile. Allo stesso modo, il cristiano dovrebbe essere pronto, deciso e astuto nel costruire già nel presente il regno di Dio.
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La prudenza del fattore racchiude diverse qualità: la lucidità nel riconoscere la gravità della situazione, la prontezza nel trovare una soluzione prima che le opportano tunità svaniscano e il coraggio di assumersi responsabilità e prendere decisioni. In questo senso, l’insegnamento di Seneca nelle Lettere a Lucilio risuona in parallelo: «Dove è finita la tua prudenza? Dove il tuo acuto discernimento? E la tua grandezza d’animo? Una simile inezia ti turba?» (107). […] CONTINUA SU FAMIGLIA CRISTIANA
