Cโร PREGHIERA E PREGHIERA E Cโร GIUSTIZIA E GIUSTIZIA
Una parabola detta da Gesรน, quella di oggi, per alcuni che avevano lโintima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri. Ovvero per alcuni che avevano profonda convinzione di essere giusti, di essere โa posto cosรฌโ, insomma una convinzione molto radicata. E che, nello stesso tempo, squalificavano gli altri. La congiunzione sembra suggerire che tra le due cose ci sia una correlazione diretta.
Effettivamente lโesperienza lo conferma. Chi sottolinea la propria autosufficienza, chi si sente a posto e sempre in credito verso tutti, chi vive nella perenne preoccupazione di affermare o difendere la propria reputazione, chi รจ convinto di essere sempre dalla parte di Dio e di saper sempre esprimere la parte di Dio, generalmente costui giudica gli altri e cerca il controllo sugli altri, quando non li disprezza.
Come non riconoscere nel profilo del fariseo della parabola una persona fatta cosรฌ? Una persona โtutta dโun pezzoโ come diremmo oggi, che sta in piedi, e che perรฒ il testo giร smaschera in qualche modo nella introduzione della sua preghiera: pregava cosรฌ tra sรฉ. Come se la sua preghiera, al contrario di quella del povero della 1a lettura di oggi (che attraversa le nubi), nemmeno decollasse verso Dio, perchรฉ rimbalza su sรฉ stessa.
Il fariseo, se ci pensate, non esprime semplicemente presunzione, ma il colmo della presunzione. Perchรฉ cominciando a parlare con Dio, inizia con quello che bisognerebbe sempre sentire ed esprimere verso Dio, cioรจ gratitudine. Il fariseo ringrazia, ma qual รจ il contenuto del suo ringraziamento?
Due sono le motivazioni del suo ringraziamento: 1) Perchรฉ non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adรนlteri, e neppure come questo pubblicano. 2) Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo.
Nella prima motivazione il fariseo ringrazia Dio perchรฉ non lo ha fatto come gli altri, perchรฉ si distingue dagli altri, perchรฉ in qualche modo il male che arriva a identificare gli altri non lo riguarda. La sua coscienza di superioritร giunge a inglobare persone generiche non presenti o presenti (il pubblicano che รจ lรฌ con lui al tempio).
Nella seconda motivazione egli sottolinea ciรฒ per cui ogni fariseo si distingueva in seno al popolo di Israele: lโessere inappuntabile quanto alle opere prescritte dalla Legge, come il digiuno e il dare le decime di tutto ciรฒ che si possedeva.
In sintesi: il fariseo pensa di avere Dio interlocutore come fosse colui che coltiva e ha riguardo solo di alcuni uomini come lui, esenti dal male degli altri, perchรฉ il male lo fanno solo gli altri. Crede che Dio si conceda solo a chi, come lui, pratica certe cose dettate dalla Legge. Sembra proprio uno che conosce Dio come le proprie tascheโฆ
Il profilo molto umano del pubblicano รจ facilmente individuabile. Intanto, รจ uomo di poche parole nella preghiera. E poi il testo ci dice che si ferma a distanza, che non osava nemmeno alzare gli occhi al Cielo ma si batteva il petto.
Un comportamento che denota coscienza della propria povertร e piccolezza, coscienza di essere peccatore, coscienza di avere bisogno della misericordia divina, senza la sicurezza di conoscere bene il proprio interlocutore: oh Dio, abbi pietร di me peccatore!
Il vangelo conclude dicendo che questโuomo a differenza dellโaltro tornรฒ a casa giustificato, cioรจ torna a casa dalla sua preghiera reso giusto. Lโinsegnamento di Gesรน allora รจ cristallino.
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Chi pensa di essere giusto per quello che fa, perchรฉ pensa di conoscere Dio, credendo che Dio sia e si comporti come il suo Io, torna a casa in una bolla di illusione, senza nemmeno incontrare Dio nella preghiera. Rimarrร da solo con la propria โgiustiziaโ che non lo salva.
Chi invece si avvicina a Dio a partire dalla propria realtร di peccato, senza nascondersela, e grida a Dio per ottenere misericordia, da Dio che รจ Misericordia riceverร la pietร che domanda. E sarร Dio che lo farร giusto, poichรฉ in virtรน delle opere della Legge nessun uomo รจ giustificato davanti a Lui, perchรฉ per mezzo della Legge si ha solo la conoscenza del peccatoโฆnoi riteniamo infatti che lโuomo รจ giustificato dalla fede in Gesรน, indipendentemente dalle opere della Legge (Rm 3,20-28).
Dunque la parabola ci mette difronte a una salutare diagnosi della nostra preghiera. Perchรฉ ci farร bene scoprire se in essa sto cercando di essere qualcuno davanti a Dio, di essere giusto difronte a Lui, oppure se sto cercando veramente Lui per il bisogno che ho di essere salvato dalla sua giustizia, che รจ misericordia per il mio peccato.
AUTORE: d. Giacomo Falco Brini
FONTE: PREDICATELO SUI TETTI
