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don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 3 Dicembre 2023

Commento al brano del Vangelo di: ✝ Mc 13, 33-37

Certamente la volontà di Gesù è quella di mettere in guardia e preparare i suoi discepoli a quanto sarebbe successo:

– la sua passione e morte,

perchè avrebbe costituito un momento terribile e di sconcerto per tutti i discepoli;

– e ancor più la distruzione di Gerusalemme;

ci sarebbero state delle avvisaglie… i discepoli dovevano essere abbastanza attenti e vigilanti per saperle cogliere e agire di conseguenza; per esempio: scappando.

Questo Vangelo di Marco si collega a quello delle scorse domeniche di Matteo:

– delle 10 vergini, è necessario stare sempre svegli e attenti in attesa dello Sposo, il cristiano non può distrarsi e perdere lo scopo e il senso della vita;

– dei talenti, tutti abbiamo dei doni per edificare la famiglia, comunità, la società civile… a nessuno è permesso di tenerseli per sé, senza aiutare gli altri;

– del giudizio finale: essenziale per tutti, mettere in pratica le opere di carità.

Tutti questi vangeli hanno come tema: la vigilanza, l’attesa, essere sempre attenti… e il darsi da fare per migliorare l’ambiente nel quale siamo chiamati a vivere… Tra le altre attenzioni, non dobbiamo dimenticare la carità: siamo chiamati a farci prossimo dei poveri.

– Oggi stiamo iniziando il tempo di Avvento, in preparazione della venuta di Gesù.

Cristo, per noi cristiani, è un personaggio troppo importante e come tutti i grandi personaggi vanno accolti come si deve e quindi è necessario prepararci.

         Come?

– La TV e la pubblicità ci danno dei suggerimenti;

se poi abbiamo anche possibilità economiche, non ci sono limiti.

Ma non è l’unica forma di prepararci al natale del Signore.

– Quanto ci suggerivano le Letture delle scorse domeniche:

         attesa vigilante,

         mettere a disposizione i nostri doni,

         praticare la carità…

è una buon suggerimento per dire siamo in attesa e e ci stiamo preparando.

Suggerimenti:

– con la nostra famiglia prepariamo il presepio;

-diamo un euro a un povero che incontriamo;

– prepariamo una borsetta di alimentari per una famiglia in difficoltà;

– tentiamo di fare, in dialogo con la moglie, il marito, i figli, i nonni… delle piccole scelte di povertà:

es. rinunciare a qualcosa,

     non fare una certa spesa, di cui possiamo

     fare a meno…

Credo che l’Avvento e il Natale

ci parlino di semplicità, di umiltà, di povertà,

di carità, di attenzione agli altri, di rispetto…

Su questa linea dobbiamo muoverci per dire che stiamo

preparandoci vivendo l’incontro con il Signore.

Fonte

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