RIMETTERE I DEBITI
«Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza».
Se isoliamo queste parole dal loro contesto è difficile credere che siano contenute nel vangelo e che siano state pronunciate da Gesù!
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Questa parabola è collocata subito dopo le tre parabole della misericordia e prima di alcuni brani che riguardano il pericolo della ricchezza e l’importanza di condividerla con chi è povero. Gesù vuole farci capire che la ricchezza più grande, quella che conta davanti a Dio, e per la quale potremo essere “accolti nelle dimore eterne” del Cielo è avere un cuore ricco misericordia, pronto a rimettere i propri “debiti”: ciò che gli altri ci “devono”, ad esempio perché ci hanno fatto del male e hanno compiuto qualcosa di “ingiusto” nei nostri confronti.
Gesù non ci invita affatto a mentire e a rubare ma a “rimettere i nostri debiti ai nostri debitori”, come diciamo nel Padre nostro!
È “scaltro”, cioè saggio e intelligente, chi sa rinunciare alle proprie “ragioni”, alla pretesa di essere nel giusto ed è disposto anche a perdere i beni materiali che gli spettano per diritto, pur di “guadagnare il fratello” (Cfr. Mt 18,15).
Chi di noi può dire di non avere contratto debiti d’amore e di gratitudine verso Dio e i fratelli? Vogliamo che ci siano rimessi?
Rimettiamo allora ogni debito ai nostri debitori, a coloro che ci hanno deluso e ferito, e potremo recitare senza ipocrisia “il Padre nostro”.
Don Francesco
