don Francesco Pedrazzi – Commento al Vangelo di domenica 15 Gennaio 2023

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«Ecco l’Agnello di Dio!»

«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». 

Sono parole che ascoltiamo in ogni santa Messa poco prima della Comunione. Perché Gesù è chiamato “L’AGNELLO DI DIO”? 

Questa espressione rimanda alla Pasqua ebraica (cfr. Es 12,1-14), in cui il Signore aveva chiesto agli israeliti di preparare un agnello per famiglia e di porre il suo sangue sugli stipiti e sull’architrave delle case, per evitare di essere colpiti dallo sterminatore. Si tratta di un racconto che il cristiano interpreta in senso spirituale e cristologico: esso prefigura la vera Pasqua, in cui Dio stesso prepara “un agnello”, suo Figlio Gesù, che si immola per liberarci dalla schiavitù del peccato. 

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Nel libro dell’Apocalisse, Gesù appare nella forma di un «Agnello, in piedi, come immolato», acclamato con le parole: «Sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione…» (cfr. Ap 5,6.9). Riscattare” vuol dire liberare da qualcosa che opprime: dalle catene inique del peccato che ci rendono egoisti e tristi. 

Nelle parole del Battista il verbo “TOGLIERE” ‒ nell’originale greco e nel latino ‒ significa “prendere” non semplicemente nel senso di “eliminare”, ma nel senso di “PRENDERE SU DI SÉ”. Gesù ci libera dallo “sterminatore” prendendo su di sé il peso opprimente del peccato, attraverso la sua passione e morte in croce. Ecco perché è “l’Agnello immolato”! Se l’Agnello di Dio porta su di sé – al posto nostro e per amor nostro – il peccato del mondo, dovremmo essere tutti liberi da questo peso.

Ma non è detto che sia così! L’opera di Gesù si compie se manteniamo vivo in noi, ogni giorno, il desiderio di essere liberati dall’oppressione del peccato e se lo chiediamo con umiltà e fiducia. Per questo nella Messa diciamo: «AGNELLO DI DIO CHE TOGLI I PECCATI DEL MONDO, ABBI PIETÀ DI NOI!». Facciamo in modo che queste parole siano accompagnate da vivo amore e gratitudine per «Colui ci ama e ci ha liberati con il suo sangue» (cfr. Ap 1,5)

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