Vangelo del giorno e breve commento a cura di Don Francesco Cristofaro.
Tempo di Avvento – Prima Domenica
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Sia lodato Gesù Cristo.
Ha inizio il tempo santo dell’Avvento, un tempo di preparazione al Natale, un tempo di cammino verso la grotta di Betlemme, un tempo che ci porta ad incontrare Gesù.
E allora, se è un cammino verso Gesù, sicuramente c’è una strada precisa da percorrere. Il Salmo di questa prima domenica d’Avvento, il Salmo 24, è una richiesta:
“Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza.”
Ecco, per arrivare dal Signore bisogna partire da questa consapevolezza precisa: Dio è il Dio della mia salvezza e io vado incontro a Cristo, che è la mia salvezza.
Le sue vie e i suoi sentieri sono precisi: l’osservanza della Parola, l’osservanza delle sue leggi, l’osservanza del santo Vangelo. Ma per percorrere questa via occorre un amore grande, un amore fedele, un amore perseverante.
San Paolo, nella prima lettera ai Tessalonicesi, che è la seconda lettura di questa prima domenica di Avvento, dice:
“Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore tra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori irreprensibili nella santità davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo con tutti i suoi santi.”
E nel Vangelo, nel Vangelo di oggi, ci viene consigliato questo sguardo al passato e questo sguardo al futuro: al passato, per contemplare le meraviglie del Signore; al futuro, per renderci conto dove stiamo andando e verso chi stiamo andando.
Leggiamo la pagina del Vangelo e poi un’altra parola di commento.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Dal Vangelo secondo Luca
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“In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
‘Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli, infatti, saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita, e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso, come un laccio. Infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia della terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo.'”
Parola del Signore.
Lode a te, o Cristo.
E allora, questo primo Vangelo ci dice con forza la necessità di ritornare a quella grotta di Betlemme. Perché? Perché oggi la storia ci sta testimoniando che l’uomo, allontanandosi da quella grotta, ha dato il via a tanto male.
Basta aprire o ascoltare i telegiornali: quanto vi sto dicendo corrisponde al vero. Ci sono due grandi conseguenze di questo allontanamento dalla grotta di Betlemme.
La prima: la distruzione della famiglia. Gesù ha scelto non le ricchezze, non una casa: si è accontentato di una mangiatoia, ma ha voluto una famiglia semplice, umile, vera, stabile, forte, innamorata di Dio, attenta alla carità.
E poi, ecco l’altra grave conseguenza: il crescere di una violenza inaudita. Oggi si verificano scene che un tempo erano impensabili. Perché? Perché ci siamo allontanati da Dio. Allontanandosi da Dio succede il finimondo. Scusate l’espressione, detta fra virgolette, ma è così.
Più si cammina con il Signore e più si ritorna alla luce che è iniziata in quella grotta di Betlemme.
E allora, a tutti voi: buon cammino d’Avvento!
Mettete mano al vostro cuore, rendetelo bello, vedete cosa dovete fare, e mi raccomando: siate desiderosi di questo incontro, siate desiderosi della santità.
Buon Avvento a tutti.
AUTORE: Don Francesco Cristofaro
