don Francesco Cosentino – Commento al Vangelo di domenica 21 Giugno 2020

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Nel deserto della vita, Dio eโ€™ pane che ci nutre

Dio ha scelto di restare nel segno del pane, elemento comune delle nostre tavole e della nostra vita quotidiana: รจ un Dio che ci nutre con la sua stessa vita e mangiando la sua vita diventiamo come lui, capaci di amare e di nutrire chi ci sta accanto.


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Sembra che lโ€™esortazione โ€œnon abbiate pauraโ€ si trovi nella Bibbia 365 volte, come dire: ogni giorno dellโ€™anno possiamo alleggerire il cuore e affrontare le fatiche del vivere ricordando questa Parola di consolazione, fondata sulla certezza che Dio ha cura per ciascuno di noi: qualunque cosa accada, non avere paura, sei nelle Sue mani.

รˆ questo il filo rosso del discorso con il quale Gesรน manda i suoi apostoli ad annunciare nel mondo il Regno di Dio. Facendosi portatori della Parola, annunciando un Dio Amore, prendendo posizione a favore dei piรน deboli, orientando i cuori alla veritร , praticando la gratuitร  e il perdono come Lui, di certo incontreranno molte forze ostili e saranno come pecore in mezzo ai lupi; il mondo, infatti, preferisce altre logiche, si affida alla potenza, sposa spesso le mezze veritร  perchรฉ alla luce del sole preferisce la penombra. Un Dio che ama e invita allโ€™amore รจ, ieri come oggi, elemento di disturbo.

Tuttavia, Gesรน vuole rassicurare i suoi apostoli e ciascuno di noi: anche se a volte il male sembra farsi strada in modo invincibile, anche se il Vangelo a volte non fa rumore e sembra restare nascosto nelle pieghe di una storia ancora segnata dalla notte, anche se quando ti impegni nellโ€™amore, nel perdono, nellโ€™accoglienza sembri essere un perdente e pare che non si smuova nulla, tu non avere paura. Il bene e la veritร , anche se silenziosamente, si fanno strada da soli. Pur restando apparentemente nascosta, lโ€™opera di Dio trasforma, libera e guarisce, finchรฉ sarร  gridata sui tetti. E anche se restare al Vangelo costa il martirio, fisico o spirituale che sia, in realtร  tu non muori e la parola porta il suo frutto. Di una sola cosa bisogna aver paura, dice Gesรน: di ciรฒ che puรฒ uccidere la nostra anima, che puรฒ spegnerla e farla diventare assuefatta e tiepida. Lโ€™apatia, lโ€™accidia, il pessimismo, la rassegnazione, la superficialitร , lโ€™egoismo sono i veri nemici dellโ€™anima e della vita.

Dentro le vicende della nostra vita, quando il bene resta nascosto e il male talvolta prevalere, Gesรน ci svela la cura di Dio per noi attraverso due immagini: i passeri e i capelli del capo. Neanche un passero cade se il Padre non vuole: non รจ il richiamo a un Dio capriccioso che decide in modo arbitrario, ma, al contrario, รจ come dire: anche per la caduta di un passero Dio si coinvolge e davanti a Lui non passa inosservata. Ora โ€” sembra dire Gesรน โ€” se รจ cosรฌ per i passeri che valgono poco, tanto piรน questa cura di Dio รจ rivolta a te: sei un figlio amato e Lui ha contato perfino i capelli del tuo capo: anche quando sono tagliati e cadono a terra, nessuno di essi andrร  perduto, perchรฉ Dio li ha contati uno per uno: nessuno rimane solo nella notte o a terra per essere caduto: Dio si abbassa per raccoglierci e ci tiene nelle sue mani, qualunque cosa accada.

Se ho un Dio che mi ama cosรฌ, allora posso camminare con fiducia. Allora, anche mentre cammino in una valle oscura, io non ho paura.

Fonte: l’Osservatore Romano

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