don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 8 marzo 2026

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L’Incontro delle due seti: Dio in Spirito e Verità

Il commento di don Fabio approfondisce il significato spirituale dell’incontro tra Gesù e la Samaritana, interpretandolo come l’unione tra il desiderio divino e la sete umana. Don Fabio sottolinea che la vera conoscenza di Dio non nasce dai successi, ma fiorisce nei momenti di fragilità, fallimento e vulnerabilità, proprio come accade nel deserto o nelle delusioni affettive della donna.

Attraverso questo dialogo evangelico, emerge un passaggio fondamentale dall’ignoranza alla sapienza, dove le nostre frustrazioni diventano opportunità per smettere di cercare soddisfazione in fonti ingannevoli. La riflessione evidenzia come l’adorazione autentica non sia legata a un luogo fisico, ma a un’attitudine interiore vissuta in spirito e verità.

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In questo modo, ogni circostanza della vita, inclusa la sofferenza, può trasformarsi in un tempio sacro dove accogliere l’amore del Padre. Il percorso quaresimale viene dunque presentato come un invito a riscoprire il proprio cuore come il luogo privilegiato per l’incontro con il Dio vero.

Continua dopo l’audio.

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Don Fabio Rosini, commentando il Vangelo della Samaritana per la terza domenica di Quaresima, mette in luce diversi punti fondamentali relativi al cammino spirituale e all’incontro con Dio:

  • L’incontro di due seti: Il commento sottolinea come il brano sia il racconto dell’incontro tra la sete della donna e la sete di Gesù. Citando il Catechismo, Rosini spiega che questo è l’incontro tra la sete che Dio ha di noi e la nostra sete di Lui, definendolo il luogo dove possiamo effettivamente incontrarci con il Creatore.
  • La necessità e la fragilità come luogo di Dio: Il tema della sete è legato a quello del deserto. Rosini spiega che l’esperienza di Dio si fa spesso nel momento della necessità e della vulnerabilità, quando siamo “ridotti a zero”. Come il popolo d’Israele a Massa e Meriba, l’uomo tende a contestare le strategie di Dio perché non le comprende, ma è proprio nella fragilità che si scopre Dio come colui che provvede.
  • Il valore del fallimento e della verità: Un punto centrale è il passaggio dall’ignoranza alla conoscenza del Messia. La Samaritana arriva a riconoscere in Gesù un profeta quando Lui chiama per nome i suoi “disastri affettivi” e i suoi fallimenti. Rosini afferma che le nostre insufficienze, delusioni e frustrazioni non sono errori, ma occasioni per smettere di “attaccare la nostra vita alla presa sbagliata” e incontrare il Dio vero nella verità della nostra storia.
  • Adorazione in “Spirito e Verità”: Rosini evidenzia la novità inaudita del testo: non esiste più un “dove” fisico (un tempio specifico) per adorare Dio, ma un “come”. L’adorazione avviene “in spirito e verità”, ovvero nella parte più profonda del cuore e nella realtà autentica della propria vita.
  • La santificazione della vita ordinaria: Poiché il luogo dell’incontro è il cuore dell’uomo, ogni situazione può diventare sacra. L’uomo diventa il tempio di Dio, e di conseguenza anche un letto di malattia o il posto di lavoro possono essere luoghi di adorazione. La santificazione non è uno sforzo umano, ma l’accoglienza dell’opera di Dio ovunque Egli ci ponga.
  • La ricerca di ciò che vale: La Quaresima è vista come un tempo per superare le “false fontane” del mondo e le proprie proiezioni, lasciandosi guidare da una “santa inquietudine” verso ciò che disseta veramente e dà pace al cuore.

Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini

Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 8 marzo 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

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