L’Ultima Parola di Dio: La Continuità della Risurrezione
Questa riflessione di don Fabio analizza il significato profondo della Pasqua, partendo dal paradosso del sepolcro vuoto che inizialmente lascia il fedele senza l’incontro fisico con il Risorto. Don Fabio mette in discussione le traduzioni comuni che usano congiunzioni avversative, suggerendo che tra la morte in croce e la risurrezione non vi sia una contrapposizione, bensì una continuità divina.
Dio non si limita a opporsi al male umano, ma lo attraversa e lo trasforma dall’interno in una storia di salvezza senza fine. La tomba vuota diventa così il simbolo di una vita che non si ferma dinanzi al peccato, segnando il passaggio della morte da punto fermo a semplice virgola. In questa prospettiva, l’amore di Dio agisce come una forza onnicomprensiva che converte ogni sofferenza o errore in una nuova esistenza come figli di Dio.
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Ascolta “don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 5 aprile 2026” su Spreaker.La Pasqua: non un “ma”, ma una “e” che cambia la storia
Cosa ci aspettiamo di trovare nel Vangelo della domenica di Pasqua? Spesso cerchiamo l’incontro sfolgorante con il Risorto, ma la Chiesa quest’oggi ci spiazza. Don Fabio Rosini ci invita a riflettere sul fatto che, nel racconto di Giovanni, ci troviamo di fronte a un senso di vuoto: Maria di Magdala, Pietro e il discepolo amato corrono verso un sepolcro senza corpo.
Perché questa scelta? Ecco i punti chiave del commento:
Dalla morte alla virgola: Siamo di fronte a una sorpresa assoluta. La morte non ha detto l’ultima parola; per il Signore Gesù, la morte è passata da essere un “punto” a essere una “virgola”. Il discorso della nostra vita va avanti, non si ferma più davanti al male o alla fine biologica, perché Dio pronuncia un’ultima parola che è eterna.
Non un’opposizione, ma una continuità d’amore: Don Fabio sottolinea un dettaglio prezioso delle Scritture. Spesso leggiamo: “Gli uomini lo uccisero, ma Dio lo ha risuscitato”. Eppure, nei testi originali, quella congiunzione avversativa (“ma”) non c’è. Non c’è una contrapposizione tra il male dell’uomo e l’azione di Dio. Dio non si contrappone a noi; Egli prende il nostro male e, proprio dentro quel male, tira fuori la sua storia di salvezza. La Risurrezione è l’ultimo capitolo di un processo d’amore per ognuno di noi.
Oltre l’analisi del peccato: Il vuoto del sepolcro è un invito a continuare a cercare. Don Fabio ci ricorda che analizzare i nostri peccati non ci servirà mai a molto. Ciò che conta è come Dio risponde: non con un “ma”, ma con una “e“. Noi abbiamo peccato e Dio ci ha amato, è rimasto con noi, lasciandosi crocifiggere per trasformare tutto in luce.
Oggi celebriamo questa potenza trasformatrice: l’amore di Dio è più forte del peccato e trasforma la nostra esistenza umana in una vita da figli di Dio.
Buona Pasqua di Risurrezione!
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Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 5 aprile 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
