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don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 10 maggio 2026

Il Paraclito: L’Avvocato dello Spirito e l’Arte dell’Amore

Il commento di don Fabio riflette sulla figura dello Spirito Santo inteso come Paraclito, termine che spiega attraverso l’antica giurisprudenza semitica.

A differenza di un avvocato moderno, questo assistente spirituale non sostituisce l’individuo, ma agisce come un consigliere prezioso che suggerisce le parole e le azioni giuste nel pieno rispetto della libertà umana. Don Fabio sottolinea che tale supporto divino è un privilegio riservato a chi non si lascia soffocare dalle preoccupazioni mondane e dalla ricerca del benessere materiale.

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L’accesso a questa guida interiore richiede una predisposizione del cuore basata sull’amore e sulla gratitudine verso Dio. In quest’ottica, l’osservanza dei comandamenti non è un obbligo forzato, bensì la conseguenza naturale di un rapporto di fiducia con il Creatore. Il brano invita dunque i fedeli a coltivare una sinergia con lo Spirito per navigare le sfide della vita con dignità e verità.

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UN AVVOCATO “DI LUSSO” AL NOSTRO FIANCO: IL PARACLITO

Nel commento al Vangelo di questa domenica, don Fabio Rosini ci porta nel cuore della promessa di Gesù: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito”. Ma cosa significa davvero questa parola?

Ecco i punti chiave per meditare questa settimana:

L’Avvocato che ti sussurra all’orecchio A differenza degli avvocati moderni che parlano al posto nostro, nell’antica giurisprudenza semitica il Paraclito era colui che veniva “chiamato vicino” (ad vocatus) per stare accanto all’imputato. Egli non si sostituiva alla persona, ma le suggeriva all’orecchio cosa rispondere. Lo Spirito Santo agisce così: non ci toglie le responsabilità e non ci infantilizza, ma entra in sinergia con noi, insegnandoci l’arte della verità e lasciandoci sempre liberi.

Un equipaggiamento da “figli del Re” Don Fabio sottolinea che avere un Paraclito era un lusso per pochi. Noi, come figli del Re dei Re, abbiamo accesso a uno “studio legale” di classe superiore che il mondo non può conoscere. Il mondo, infatti, è spesso troppo stordito dall’urlo delle ansie e dalla seduzione della ricchezza per udire il “mormorio gentile” dello Spirito.

L’Amore come chiave di tutto La porta d’ingresso per questa relazione è l’amore: “Se mi amate”. Ma attenzione: il nostro è un amore di risposta. Non osserviamo i comandamenti per farci amare da Dio, ma perché abbiamo scoperto di essere amati per primi. L’obbedienza è una conseguenza della gratitudine, non una premessa.

La sfida per noi Disponiamoci a chiedere questo “Consigliere ammirabile” coltivando la gratitudine. Se ricordiamo l’opera di salvezza che Dio ha già compiuto in noi, il nostro cuore si aprirà ai suggerimenti dello Spirito, l’unico capace di darci le “dritte” giuste per vivere nella verità.

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Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 10 maggio 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).