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Don Donato della Pietra – Commento al Vangelo di domenica 24 Novembre 2024

Nella città di Benevento, sin dalla fine degli ani ’60 e fino al 2015, anno della sua morte, viveva un sacerdote semplice e umile ma che aveva una forte carica pastorale da attirare intere generazioni intorno alla sua parrocchia. Si chiamava “Don Domenico Miraglia” detto “Don Mimì”, parroco della chiesa di S. Donato dove, nella solennità odierna, è presente una forte devozione verso “Cristo Re dell’Universo” talmente che quella parrocchia viene chiamata ancora sotto questo titolo.

Fu proprio don Mimì a istituire fortemente questa festa nella sua piccola, vivace e amata parrocchia, che da alcuni gli valse il soprannome di “Discepolo di Cristo Re”. Egli insegnava ai suoi fedeli a vedere nel Santo dei Santi l’unico vero Re non soltanto dell’intero universo, ma soprattutto della nostra vita. Cristo è il re della verità dell’uomo, della verità tutta intera. Egli è l’unica e vera verità. Perché “chiunque è della verità ascolti la mia voce”.

Papa Benedetto XVI attraverso il suo motto prima episcopale di “Cooperatore veritatis” (collaboratori della verità) spesso ci invitava a sentire e a seguire la voce della verità: “E’ vero che Gesù è il profeta dell’amore, ma l’amore ha la sua verità. Anzi, amore e verità sono due nomi della stessa realtà, due nomi di Dio. gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita”. Il cristiano, dalla risposta di Gesù a Pilato, deve essere sempre dalla parte della verità.

Forza e Coraggio: oltre che essere un aforisma, per don Mimì è stata la squadra parrocchiale di calcio che lui stesso fondò nel 1972, sfiorando addirittura la Serie C nella stagione 2010/11 di Serie D perdendo la finale play-off. Con la nascita di questa squadra calcistica, don Mimì riuscì a togliere dalla strada molti giovani aiutandoli a credere e ad avere fiducia in quel Cristo Re, l’unico Salvatore che può infondere forza e coraggio all’uomo.

Ma quando Cristo è davvero il Re della nostra vita? Quando ci salva dai nostri peccati o dalle sofferenze, certo. Ma soprattutto è Re quando lo riconosciamo nei fratelli più poveri ed emarginati; quando tendiamo la mano all’altro che vive una situazione personale difficile o precaria; quando visitiamo un ammalato; quando ci accorgiamo che c’è più gioia nel dare che nel ricevere; quando non ci lamentiamo ma ringraziamo per i doni che il Signore ci ha dato; quando ogni giorno viviamo e sentiamo il suo amore nella nostra vita attraverso la sua Parola eterna, la preghiera e l’adorazione; quando amiamo il nostro prossimo…

“Nessuno è felice da solo, nessun uomo è un’isola al riparo dalle tempeste, ma è il cuore dell’uomo che deve cambiare” (San Giovanni Paolo II), perché Cristo conosce il cuore di ogni uomo ed è Re già per questo! Anzi, Cristo è Re perché si è fatto servo; è Re perché non è un dittatore, ma ci lascia liberi e si aspetta tutta la nostra fiducia. Infatti, “Gesù Cristo è un abisso pieno di luce. Bisogna chiudere gli occhi per non parteciparvi” (Franz Kafka). E la vera avventura personale è quella che si costruisce a partire dal cuore, luogo prediletto della presenza dell’unico vero Re che ci unisce tutti nel grande sacramento dell’amore.

Paolo scriveva al suo discepolo Timoteo e allo stesso tempo scrive a noi: “Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni. Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio, il beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, il solo che possiede l’immortalità e abita una luce inaccessibile: nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo. A lui onore e potenza per sempre. Amen (1Tm 6,12-16).

A Te cantiamo Cristo Re dell’Universo, tu Divino Redentore vieni a dimorare in noi; la tua luce risplenda su di noi! Gesù, Re di gloria, mio Signor! Dal tuo amore chi mi separerà? Perché s𝑒 𝑡𝑢 𝑠𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑚𝑒, 𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑒𝑚𝑒𝑟ò… 𝑆𝑒𝑖 𝑅𝑒!

A cura di don Donato della Pietra.