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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 8 novembre 2026

Ti è mai capitato di avere la batteria del telefono al 2% proprio quando ne avevi più bisogno?

Lo schermo si spegne, non riesci più a vedere nulla e ti accorgi di quanto sia importante avere energia.

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Nel Vangelo Gesù racconta di dieci ragazze che aspettano lo sposo con una lampada. Cinque hanno portato anche l’olio per alimentarla, le altre no. Tutte si addormentano, ma quando arriva lo sposo soltanto alcune hanno la luce per andargli incontro.

Anche noi siamo un po’ così. Possiamo avere una lampada bellissima, ma se non la riempiamo di olio prima o poi si spegne. La nostra lampada è il cuore e l’olio è tutto ciò che ci tiene vicini a Dio. La sua Parola, ascoltata e vissuta, alimenta in noi una luce che si vede nei gesti, nel modo di parlare e di trattare gli altri.

La prima lettura ci dice che la Sapienza si lascia trovare da chi la cerca. È bello pensare che Dio non si nasconde, ma viene incontro a chi desidera incontrarlo. Non serve essere perfetti, serve tenere acceso il desiderio.

E se qualche volta sei triste, non pensare che sia colpa tua o che Dio sia lontano. Anche Paolo, nella seconda lettura, parla del dolore per chi è morto. Non ci chiede di non piangere, ma di non perdere la speranza. La luce di Cristo non cancella le nostre lacrime, ci aiuta ad attraversarle.

I santi sono persone che hanno lasciato brillare questa luce. Le loro aureole, nell’arte, non indicano una perfezione esteriore, ma una vita illuminata da Dio.

Non aspettare che la lampada si spenga per cercare l’olio. Ogni giorno fai spazio alla Parola: Cristo ha una luce da accendere anche attraverso di te.

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE