Hai mai visto qualcuno smettere di parlare, non per scelta, ma perché qualcosa dentro si è rotto? Magari non le corde vocali, ma l’anima. Ecco, oggi il Vangelo ci sbatte in faccia uno muto che, appena incontra Gesù, torna a parlare. Ma attenzione: non è solo guarigione fisica. È libertà da una prigione invisibile. Una di quelle che conosci anche tu.
Sì, perché a volte siamo muti pure noi. Muti davanti al dolore, muti davanti all’ingiustizia, muti nei sentimenti. Non sappiamo dire “ti voglio bene”, “sto male”, “scusa”, “ho bisogno”. E viviamo imbottigliati, schiacciati da mille cose, ma incapaci di dare voce a ciò che conta.
- Pubblicità -
Il Vangelo ci dice che la folla è “stanca e sfinita, come pecore senza pastore”. E non parla di allora, parla di adesso. Di una generazione che scrolla, posta, corre, ma si sente sola dentro. Che ha tutto, ma si chiede ancora “chi mi guida?”, “chi mi capisce davvero?”.
Tu, che magari credi ma ti vergogni a parlarne. Tu, che preghi poco ma senti che qualcosa ti manca. Tu, che ti senti un po’ smarrito… non sei sbagliato. Sei solo uno che cerca. E cercare è già un modo di credere.
Nel tempo di Gesù, chi era muto veniva considerato posseduto: perché la voce è vita, è relazione. Se non parli, non ti connetti. Ma Gesù rompe il silenzio, libera, restituisce all’altro. Guarire oggi significa tornare a dire chi sei, con verità, senza maschere. E magari anche ascoltare, ché non si guarisce solo parlando, ma anche essendo ascoltati.
La prima lettura ci regala l’immagine di Giacobbe che lotta tutta la notte con Dio. Alla fine resta ferito, ma riceve una benedizione. Così è anche il cammino della fede: uno scontro, non una passeggiata. Ma ne usciamo nuovi.
Immagina un nodo stretto, talmente stretto che non riesci a scioglierlo da solo. È la tua storia, i tuoi blocchi, i tuoi silenzi. Ma Dio non lo taglia: lo scioglie con pazienza, amore, tempo. Ecco cosa fa Gesù con quel muto. E con te, se glielo permetti.
In un mondo pieno di parole vuote, l’atteggiamento che salva è l’autenticità: dire la verità, ascoltare davvero, vivere relazioni profonde. Non servono discorsi perfetti, serve presenza vera.
Dai. Forse sei stanco, forse sei sfinito. Ma oggi può essere il giorno in cui ricominci a parlare davvero.
- Qual è quella cosa che non riesci ancora a dire a nessuno?
don Domenico Bruno
- Pubblicità -
Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE
