Festa di San Francesco, il poverello di Assisi. Che poi tanto poverello non era in quanto proveniva da famiglia benestante. Tuttavia, Francesco ci insegna che se l’incontro con Gesù non ti cambia radicalmente non è autentico.
Il Signore, quando tocca il cuore, suscita sempre un cambiamento profondo in qualche ambito della vita, Francesco ha abbandonato la propria condotta mondana, le ricchezze della sua casa, il prestigio militare… Anche san Paolo ha vissuto questo cambiamento tanto che nella Prima Lettura ai Galati di oggi parla di “essere nuova creatura”.
Gesù, sia a Paolo che a Francesco, dona le stigmate, ossia i segni della sua passione, vale a dire il segno di un amore profondo che spesso costa dolore, ma chi sa portare quel dolore vive in modo autentico l’amore e sente il bisogno fisico di un cambiamento totale.
Nel Vangelo Gesù ci illustra cosa significa vivere in unione con Dio Padre: essere capaci di riconoscere la sua benevolenza e avere fiducia che quel dolore fisico e psichico che abbiamo dentro solo in Lui può essere guarito.
Francesco, come anche Paolo, non si lamentavano per i dolori e le offese che ricevevano, ma affidavano tutto al Signore e trovavano in Lui la forza per continuare il cammino verso la santità. Anche oggi ci sono ancora uomini e donne che hanno abbandonato la vita pubblica, lo spettacolo, alcuni modi mondani di vivere, perché hanno sentito che il mondo passa e solo Dio conta.
Quando scopri che Dio ti ama e quanto ti ama vuoi cambiare tutto, altrimenti chiediti in cosa credi veramente.
Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE
