Oggi l’intelligenza artificiale ci fa credere che possiamo avere tutto. Internet ci rende tutto così veloce e accessibile che quando non riusciamo in una impresa ci sentiamo frustrati.
Ma ci sono cose che non si possono ottenere su internet, nemmeno la fede che i tanti influencer della fede dicono di riuscire a trasmettere. La fede è un rapporto personale che si coltiva solo con la preghiera, buone letture e privandosi di qualcosa per fare spazio a Dio (un atteggiamento, un pensiero, qualcosa di materiale…).
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Purtroppo viviamo in una società sempre più moderna che ci insegna il contrario: accumula, possiedi, proteggi, fatti vedere, raggiungi molti follower. Invece Gesù oggi ci spiazza: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita e tutto questo di chi sarà?”. Ci chiede: perché stai facendo la scorta di sabbia quando hai bisogno di acqua viva?
Siamo sinceri, quante volte ragioniamo così? Facciamo dipendere la nostra felicità da quello che abbiamo: vestiti, like, soldi, reputazione. Ma il Vangelo ci dice che la vita vera non dipende da quello che possediamo, perché non apparteniamo nemmeno a noi stessi.
Come nella prima lettura: “vanità delle vanità, tutto è vanità” (Qo 1,2). Siamo affaticati da mille preoccupazioni inutili (Qo 2,21-23) e dimentichiamo che siamo fatti per volare alto, non per accumulare zavorre.
San Paolo nella seconda lettura ci dà la chiave: “cercate le cose di lassù” (Col 3,1-5.9-11), non quelle che appesantiscono l’anima.
Guardiamo alle nostre relazioni: quante volte ci chiudiamo nel nostro ego, nel bisogno di “aver ragione” o di “essere migliori” invece di accogliere l’altro per quello che è? In fondo, siamo tutti affamati di qualcosa che non si può comprare: amore vero, libertà, senso profondo.
La Parola di questa Domenica ci svela un evento incredibile: il Regno di Dio è qui, in mezzo a noi, e non lo otteniamo con le nostre forze. È un pane che ci viene incontro, che ci sfama non perché lo meritiamo, ma perché Dio è Padre e ci ama senza misura.
Lo so, sembra assurdo, irrazionale e meraviglioso. Ma Dio è così, non è logico, non è ragione, è amore gratuito e inaspettato. Noi possiamo solo alzare le mani, come quei bambini che siamo abituati a vedere nelle terre martoriate dalla guerra, mentre aspettano il cibo a mani alzate mentre qualcuno dall’alto glielo cali.
E noi, cosa stiamo cercando davvero? Stiamo accumulando beni o stiamo raccogliendo vita?
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Il Regno si costruisce lasciandosi amare e portando quell’amore agli altri.
Quindi smettila di misurare il tuo valore. Riconosci che sei già prezioso perché amato.
E tu, se tutto finisse stanotte, cosa rimarrebbe davvero di te?
don Domenico Bruno
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