โSe non vedo, non credoโ. ร la frase che tutti ci siamo detti almeno una volta. Ma oggi, festa di San Tommaso, quel dubbio diventa vangelo, annuncio. E no, Tommaso non รจ lโincredulo da rimproverare, รจ il coraggioso che ha il coraggio diย mettere le maniย dove gli altri si accontentano di parole.
Siamo una generazione che ha visto troppo per credere subito, e troppo poco per smettere di cercare. Viviamo in mezzo a contraddizioni continue: social pieni di โproveโ e storie editate, relazioni liquide dove โfidarsiโ sembra piรน pericoloso che restare soli. Eppure dentro di noi cโรจ fame di autenticitร .
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Ci sono eventi che ci portano magari a non ti fidarci nemmeno piรน del nostro riflesso su uno schermo, eppure Tommaso ci somiglia piรน di quanto pensiamo. Non si accontenta di una fede da copertina, vuole toccare, vuole esperienza. E Gesรน, invece di giudicarlo, gliela concede. Gli lascia mettere il dito nelle ferite. Come dire: โVa bene dubitare, purchรฉ tu sia disposto a cercarmi davveroโ.
Questo รจ il problema oggi: molti dubitano non per mettersi in ricerca, ma per soddisfare la propria curiositร senza desiderio di cambiamento. Ecco perchรฉ i miracoli non avvengono per tutti.
Il cuore di ciascuno di noi รจ come una cassaforte: non si apre con la chiave degli slogan religiosi o dei like spirituali. Si apre solo se hai il coraggio di conoscere la combinazione, che spesso รจ fatta di ferite, domande vere, incontri autentici, desideri di conversione.
La Prima Lettura ci ricorda che non siamo estranei, ma concittadini dei santi, costruiti sulla roccia degli apostoli. E ogni โmattoneโ della nostra fede โ anche il dubbio โ serve a costruire qualcosa di piรน grande: una casa abitata da Dio.
Oggi, in un mondo di relazioni veloci e risposte pronte, lโatteggiamento piรน controcorrente e cristiano รจ la pazienza di cercare davvero, di ascoltare a fondo, di entrare nel mistero dellโaltro senza volerlo subito risolvere.
Coraggio allora! Oggi non sei chiamato a credere subito, ma a cercare sul serio. Perchรฉ forse รจ proprio nel toccare le ferite โ le tue e quelle altrui โ che troverai il Dio che non si scandalizza della tua fatica.
E se oggi ti senti spento, chiediti: โQuale ferita sto evitando di guardare in faccia?โ
don Domenico Bruno
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