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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 29 giugno 2026

Hai presente quando ti catalogano con una definizione preimpostata? Del tipo: è il figlio dell’avvocato, è il prete, è il docente di mia figlia. Che fastidio! Tutte queste descrizioni non dicono in profondità chi siamo, ma a chi apparteniamo.

È pur vero che c’è chi vive per essere parte di una categoria. C’è chi si nasconde dietro quello che dice la massa o dietro le aspettative degli amici per non fare i conti con se stessi. Viviamo in una realtà in cui cerchiamo costantemente definizioni stabili, aggrappandoci alle etichette o basando i nostri rapporti su alleanze di convenienza strategica o su fragili approvazioni di gruppo, proprio come faceva la gente del tempo di Gesù, che lo confondeva con vecchi profeti senza coglierne la novità viva.

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Però Gesù ci insegna che non siamo qualcosa, ma siamo qualcosa. Anzi, che prima di tutto siamo figli di Dio!

Fare domande sull’identità di qualcuno significava mettersi in discussione pubblicamente, un rischio enorme in una cultura basata sull’onore. Eppure Gesù rompe gli schemi e ci interpella direttamente, come fece con Simone e Paolo.

Pensiamo a una corda da arrampicata tesa lungo una parete di roccia liscia: non è lì per bloccare i movimenti, ma è l’unico legame saldo che permette all’alpinista di sfidare il vuoto e salire verso la cima. Senza quella corda tesa e sicura, ogni passo sarebbe paralizzato dalla paura di cadere.

Pietro è stato un uomo fragile, un pescatore che ha tremato e ha persino tradito, ma quando ha gridato «Tu sei il Cristo», si è legato a quella corda della grazia. Paolo era un persecutore accanito, ma una luce lo ha agganciato lungo la via. Non serve essere perfetti o granitici perché, spesso, la nostra stessa instabilità, se affidata a un legame autentico e vissuto faccia a faccia, diventa la roccia su cui edificare il futuro.

Smettila di misurarti con il metro degli altri e di elemosinare conferme superficiali nei corridoi o nei gruppi della tua quotidianità. Lasciati provocare da questo sguardo che scommette su di te prima ancora che possa dimostrare qualcosa, perché la vera salvezza è scoprire che Dio ha già scommesso su di te e sa profondamente chi sei davvero.

E tu lo sai?

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE

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