Ti sei mai trovato a chiedere aiuto e aver ricevuto silenzio? Lo scorso anno, soprattutto giovani, hanno bussato alle porte dei servizi sociali o delle istituzioni con richieste urgenti di sostegno, per poi sentirsi dire: “ripassa un altro giorno”. Quell’attesa, quell’incertezza… ci fa male.
Nel Vangelo di oggi Gesù non si stanca di dirci: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto».
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In Quaresima questa parola suona come una promessa di cuore: non siamo soli nella nostra fragilità. La regina Ester, nella prima lettura, si getta in ginocchio con le mani sul suolo ruvido, chiedendo salvezza contro un destino che sembra segnato. Anche noi, a volte, restiamo sdraiati come Ester davanti alla realtà dura, che può essere un messaggio ignorato, una delusione, una ferita relazionale che ci pesa.
Gesù usa un’immagine concreta: il pane quotidiano, quello semplice che spezza la fame, per dirci che il Padre non darà mai una pietra al figlio che domanda sostegno.
Questa Quaresima ci invita a bussare al cuore di Dio con fiducia, purificando il nostro desiderio di amore e bontà. Nel mondo di oggi, in cui si tende a cercare conferme immediate e soluzioni rapide, il cammino quaresimale ci ricorda che bussare richiede tempo, perseveranza e un cuore pronto ad accogliere una trasformazione.
Gesù non ci vuole consumatori di risposte, ma cercatori fedeli di relazione con Lui e quindi con gli altri.
E tu, stai davvero cercando quello che può darti vita o solo ciò che ti gratifica subito?
don Domenico Bruno
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