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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 22 ottobre 2026

Ma perché Gesù, che ci parla continuamente di amore, dice di essere venuto a portare divisione? Non è una contraddizione?

A volte pensiamo che vivere in pace significhi non discutere mai, non deludere nessuno, essere sempre assertivi o d’accordo con tutti. E così finiamo per tacere quello che pensiamo davvero. Accettiamo situazioni che ci fanno male, seguiamo il gruppo anche quando sentiamo che qualcosa non va. Purché nessuno si arrabbi con noi.

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Gesù non è venuto a insegnarci a litigare. È venuto a liberarci da tutto ciò che ci impedisce di amare davvero. E qualche volta scegliere il bene significa scontentare qualcuno, mettere in discussione un’abitudine, smettere di fingere che vada tutto bene.

San Paolo, nella Prima Lettura, ci indica la direzione, ossia dobbiamo essere «radicati e fondati nella carità». Non nella voglia di avere ragione, non nel bisogno di vincere una discussione. Ma nella carità! Perché anche quando dobbiamo dire un no, possiamo farlo senza umiliare l’altro e restare edificanti.

San Giovanni Paolo II ci ha lasciato un invito diventato famoso: «Non abbiate paura!». Non significa non provare paura. Significa non lasciare che sia lei a decidere al posto nostro.

Il fuoco di cui parla Gesù è un’immagine forte. Non è la rabbia che distrugge, ma qualcosa che non ci lascia più vivere nell’indifferenza e che in qualche modo ci illumina. È il desiderio di una vita più vera, anche quando costa fatica e sacrifici.

Allora non chiederti soltanto se riesci ad andare d’accordo con tutti. Chiediti se, per piacere a tutti, stai smettendo di essere te stesso. Cristo non ci promette una vita senza conflitti. Ci offre un amore capace di attraversarli senza trasformarci in nemici.

Dobbiamo solo aprirgli il cuore.

don Domenico Bruno

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