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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 21 Marzo 2025

Qualche tempo fa, ha fatto notizia il caso di un’azienda familiare finita in rovina perché i figli, invece di valorizzare l’eredità ricevuta, hanno sperperato tutto per egoismo e superficialità. È una storia che si ripete: quando perdiamo il senso di ciò che abbiamo tra le mani, rischiamo di distruggere anche il dono più prezioso.

Gesù racconta qualcosa di simile: un padrone affida la sua vigna a dei contadini, ma questi, anziché prendersene cura, vogliono impadronirsene con la violenza, arrivando perfino a uccidere il figlio del proprietario. Se ci pensiamo, anche noi siamo spesso così: riceviamo vita, opportunità, talenti, relazioni… ma invece di custodirli e farli fruttare, ci comportiamo come padroni assoluti, tagliando fuori Dio e gli altri.

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Tu, ad esempio, come gestisci quello che ti è stato dato? Le tue relazioni, il tuo lavoro, il tuo tempo, il tuo corpo: sono uno spazio per ringraziare Dio e dare valore a quello che fai o sono una terra di conquista, di lotta, di sfruttamento per il raggiungimento di uno scopo o di un piacere effimero?

La vigna era il simbolo di Israele, il popolo scelto. Ma questa immagine racconta anche di noi oggi: la nostra vita è una vigna, e il modo in cui la coltiviamo e ce ne prendiamo cura, dice chi siamo. Sant’Ambrogio ci ricorda che la Quaresima è il tempo in cui dobbiamo “potare i tralci secchi”, cioè togliere ciò che non porta frutto. Ed è proprio così: la vita funziona meglio quando impariamo a eliminare il superfluo e a prenderci cura dell’essenziale.

Immagina una diga che trattiene l’acqua di un grande fiume. Se le paratoie sono sempre chiuse, la pressione aumenta fino a farla crollare; se sono sempre aperte, l’acqua si disperde senza più forza. Anche le nostre relazioni funzionano così: se riusciamo a controllarle troppo, esplodiamo; se non mettiamo cura ed equilibrio, si svuotano. La Quaresima è quel tempo in cui impariamo a gestire il flusso: lasciare andare ciò che opprime, ma senza perdere ciò che conta davvero: tornare a Dio per tornare anche agli altri, senza paura di perdere, ma con il desiderio di donare.

Allora, che cosa vuoi fare della tua vigna? Vuoi sprecarla o prepararla e trasformarla in qualcosa di bello? C’è ancora tempo per scoprirlo e recuperare…

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE