Ti sei mai chiesto chi sei davvero? Non chi pensano o chi vogliono gli altri che tu sia, né il personaggio che ti sei costruito, ma la tua vera identità. Magari proprio quella nuda e cruda, talvolta scomoda. È esattamente la domanda che Gesù pone ai suoi discepoli: “Voi, chi dite che io sia?”.
Noi viviamo di maschere. Adattiamo il nostro volto a seconda del contesto: siamo un tipo con gli amici, un tipo in famiglia, un altro tipo a lavoro, un altro ancora sui social. Cerchiamo sempre di rispondere a quella domanda atavica che ci hanno inculcato da quando siamo piccoli: che cosa devono pensare le persone? Quasi che la nostra identità sia il risultato di come siamo riconosciuti dagli altri. Ma dentro, chi siamo veramente?
Pietro risponde d’istinto a Gesù: “Tu sei il Cristo”. Sembra la risposta giusta, quella che tutti si aspettano e che tutti pensano che si realizzerà con un trionfo glorioso e gioioso, ma Gesù lo spiazza subito dopo, parlando di sofferenza, rifiuto, croce. Pietro non ci sta. Ha un’idea di Dio che funziona finché non tocca la fatica e il fallimento. Proprio come noi che amiamo credere in una vita senza inciampi, dove tutto deve avere senso subito.
Ai tempi di Gesù, il Messia era atteso come un re potente, non come un uomo pronto a perdere. L’idea che il Messia dovesse soffrire era uno scandalo. Così anche noi ci scandalizziamo quando la vita non segue i nostri piani. Vogliamo un Dio che risolve, non uno che chiede di fidarsi nel buio.
Pensa a un vetro sporco. Se ci guardi attraverso, tutto ti sembra confuso e distorto. La nostra idea di felicità spesso è così: vogliamo vedere tutto chiaro subito, ma il Vangelo ci invita prima a pulire lo sguardo, a lasciare che la realtà si mostri per quella che è, senza filtri comodi.
Quante volte nelle relazioni vogliamo solo la parte bella? Cerchiamo amicizie e amori che non ci mettono mai in crisi. Ma il vero legame è quello che resiste anche ai giorni difficili. Gesù ci invita a fidarci di Lui anche quando il copione della nostra vita prende una piega che non ci aspettavamo.
- E tu, hai il coraggio di essere te stesso anche quando sei fragile?
don Domenico Bruno
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