Sai qual è una delle più grandi paure dell’essere umano? Non essere visto. Non contare nulla. Essere dimenticato.
Gesù, nel Vangelo di oggi, ci sbatte in faccia una verità scomoda: Dio lavora sempre. Non si ferma mai. Anche quando noi pensiamo che sia assente, anche quando tutto ci sembra immobile, Lui è all’opera. Ma noi facciamo fatica a fidarci. Perché? Perché misuriamo la vita con i nostri tempi e non con i Suoi.
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Viviamo in un’epoca dove tutto deve essere immediato. Messaggi, risultati, conferme. Se non rispondono a una chat dopo due minuti, già pensi di aver fatto qualcosa di sbagliato. Se non arriva subito una risposta a una preghiera, immagini che Dio ti abbia messo in lista d’attesa. Ma Isaia ci ricorda una promessa sconvolgente: “Io non ti dimenticherò mai” (Is 49,15). Dio ha tatuato il tuo nome sulle Sue mani.
Ai tempi di Gesù, gli schiavi marchiavano la pelle con il nome del padrone. Ma qui è il contrario: Dio si incide il tuo nome. Sei così importante per Lui da imprimerti nella Sua stessa esistenza.
Sant’Agostino diceva: “Dio ti ama come se tu fossi l’unico al mondo”. Eppure, nella vita ci sentiamo spesso invisibili. Nei gruppi, nelle relazioni, perfino con noi stessi. E quando non ci sentiamo visti, ci chiudiamo, diventiamo duri, giudichiamo gli altri per difenderci.
Questa Quaresima può essere un’occasione per cambiare atteggiamento. Invece di chiederti: “Chi mi vede?”, prova a domandarti: “Chi sto vedendo io?”. L’amore vero è questo: smettere di aspettare di essere riconosciuti e iniziare a riconoscere l’altro.
Dio sta già lavorando per te. Sei disposto a fidarti e a fare altrettanto?
don Domenico Bruno
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