Sai qual è una delle cose più dolorose? Quando dai tutto per qualcuno… e dall’altra parte trovi solo indifferenza e irriconoscenza. Neanche rabbia: solo il vuoto. È come urlare sott’acqua.
Gesù, nel brano del Vangelo di oggi, è così: disilluso. Dopo miracoli, guarigioni, gesti d’amore veri, non trova cuori grati ma gente anestetizzata. Corazìn, Betsàida, Cafàrnao… città “religiose” eppure più lontane di quanto sembrino. E lì, Gesù si lascia andare a un grido amaro.
- Pubblicità -
Ma non è solo la loro storia. È anche la nostra. Anche noi, spesso, siamo stanchi, assuefatti, sfiduciati. Viviamo come se niente ci bastasse mai, inseguiamo “esperienze” come si inseguono le offerte del Black Friday. Ma ci resta sempre quel buco allo stomaco.
Tu lo senti, quel vuoto? Non è depressione. È fame. Fame di senso vero.
E allora, la differenza tra chi crede e chi no qual è? Non è che il credente non soffre, è che non soffre da solo. Il credente può dire: “Io non capisco, ma Tu sei qui”.
Chi non crede, cerca consolazioni lampo: alcol, relazioni usa-e-getta, successo. Ma sono zucchero a velo su un cuore affamato.
Chi crede, si aggrappa a Dio come un naufrago a un salvagente. E Dio, anche se sembra assente, è il solo che ci tira fuori.
Come Mosè, nella prima lettura (Es 2,1-15): anche lui spaesato, cresciuto “tra due mondi”, uccide un egiziano per giustizia… ma non è ancora pronto. E fugge. Anche lì Dio c’è, anche se non si vede. Lo sta formando. Lo sta amando, nel buio.
Cafàrnao era ricca, piena di traffici e benessere: una “Milano” dell’epoca. Ma proprio lì, la fede si è addormentata.
Oggi succede lo stesso: relazioni superficiali, burnout affettivo, ansia da prestazione. Ma il cuore ha bisogno di radici, non di applausi.
L’unico modo per restare umani è tornare a stupirci. Aprire il cuore a Dio anche quando tutto urla “Non ce la fai”.
E sai che atteggiamento può salvarti? L’onestà. Dirgli: “Oggi non ti sento, ma non smetto di cercarti.”
- Pubblicità -
Forse Dio non è assente. Forse ti sta solo formando, come ha fatto con Mosè.
Ora tocca a te: se tutto crollasse, chi ti resta?
don Domenico Bruno
Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE
