don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 15 gennaio 2026

Domenica 3 Agosto 2025 - XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 12,13-21

Data:

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“Se vuoi, puoi purificarmi!”. Sembra una richiesta importante… direi che graffia l’anima: un lebbroso supplica Gesù mentre prova sofferenza e desidera riscatto. E Gesù che fa? Lo tocca.

Questo gesto può sembrare ovvio, ma nella mentalità ebraica del tempo la lebbra ti isolava completamente. Un corpo fermo che nessuno osa accostare, come una panchina dove nessuno si siede perché fresca e puzzolente di vernice e che se la sfiori ti rovini i vestiti. Un segno di esclusione totale.

Oggi capita questo quando una persona, o un ragazzo finisce in un video virale per un errore o perché qualcuno si è preso gioco di lui e poi viene messo da parte da tutti, anche da chi il giorno prima ci stava giocando insieme…

La prima lettura ci mostra Israele che in battaglia perde, non capisce e cerca l’arca come se fosse un amuleto magico, mentre il popolo è sconfitto e confuso. Qui ci mettiamo noi, tutti. Quante volte chiediamo a Dio una scorciatoia, un aiuto pratico, dimenticando che Lui non è un oggetto o una strategia…

Sant’Agostino ci ricorda: “Dio non ci dà quello che chiediamo quando lo chiediamo, ma sempre ciò che è meglio per la nostra salvezza”. La salvezza è più grande della vittoria a breve termine.

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Il gesto di Gesù è brutalmente tenero: tocca quell’uomo da fuori ma lo cambia da dentro. Come quando fai una carezza a un bambino che sta facendo capricci. Il qualche modo lo segni.

Poi Gesù chiede al lebbroso di mostrare quella “panchina” rovinata, cioè il suo corpo, ai sacerdoti, come testimonianza. Gesù non cancella l’identità di quell’uomo, piuttosto la trasforma e la rimanda più forte nel mondo.

Questi cambiamenti sono concreti oggi. Pensiamo a un ex bullo che diventa coach nei gruppi di supporto, o un ex bullizzato che aiuta altri a studiare…

Allora proviamo a chiederci: stiamo cercando Gesù come fosse un talismano, o lo stiamo cercando come compagnia per cambiare la nostra panchina, la nostra esistenza e rendere più forte la nostra identità?

don Domenico Bruno

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