don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 12 gennaio 2026

Domenica 3 Agosto 2025 - XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 12,13-21

Data:

- Pubblicità -

Hai mai provato a sentirti invisibile proprio nel posto dove dovresti sentirti amato?

Partiamo da qui, perché succede spesso: in famiglia, a scuola, nel gruppo, online. Tutti parlano, tutti mostrano, tutti ottengono qualcosa… e tu no. La prima lettura di oggi (1Sam 1,1-8) racconta esattamente questo, ossia Anna è sterile, umiliata, fraintesa, ferita. Non è solo un problema biologico, è una questione di dignità. A quel tempo una donna senza figli era considerata “meno” e Peninnà glielo ricorda ogni giorno. Eppure Dio guarda proprio lì dove tutti smettono di guardare. Ci riconosciamo facilmente in Anna quando ci paragoniamo, quando ci sentiamo in ritardo, quando qualcuno ci fa pesare ciò che non siamo o non abbiamo.

Nel Vangelo (Mc 1,14-20) Gesù passa e chiama persone normalissime, pescatori stanchi, mani rovinate, vite senza clamore. Il Regno di Dio non nasce dai vincenti, ma da chi ha il coraggio di fidarsi mentre si sente incompleto.

Pensiamo a una sedia vuota a tavola. Anna vive con quella sedia vuota davanti agli occhi, ogni giorno. È l’assenza che parla, che fa rumore. Ma proprio lì Dio sta preparando qualcosa.

Al tempo di Gesù e anche prima, la sterilità era letta come una colpa; oggi sappiamo che non lo è, ma continuiamo a colpevolizzare chi non rientra negli standard. San Giovanni Crisostomo diceva che “Dio non ritarda, prepara”. Cioè, quello che a noi sembra vuoto, per Lui è spazio, ciò che per noi sembra ritardo per Lui è tempo di preparazione… a cui purtroppo non siamo più abituati, perché ci hanno insegnato il tutto e subito.

- Pubblicità -

E oggi, nelle relazioni succede lo stesso: chi viene lasciato fuori da un gruppo o una chat, chi non riceve comunicazioni o inviti, chi non viene scelto… Ma Dio non misura la vita con i numeri, bensì con la profondità. Anna piange, sì, ma non si chiude, piuttosto parla con Dio, gli affida la sua ferita. E da lì nasce Samuele, profeta del futuro.

Il messaggio è chiaro e salvifico, ovvero ciò che oggi ti manca non definisce chi sei; può diventare il luogo da cui nasce qualcosa di più grande.

Ricorda: per Dio non sei in ritardo, sei in preparazione.

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canaleYOUTUBE

- Pubblicità -

Altri Articoli
Related

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 16 Gennaio 2026

Il perdono è uno dei doni più grandi che...

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 16 Gennaio 2026

Il commento al Vangelo del giorno a cura di...

don Claudio Bolognesi – Commento al Vangelo del 18 Gennaio 2026

Che tra tutti gli animali simbolici il Vangelo di Giovanni,...

p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 18 Gennaio 2026

UN DIO DA PRENDERE IN BRACCIO II TO - 18...