- Pubblicità -

don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 10 Agosto 2025

Domenica 10 Agosto 2025 - XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 12,32-48

Data:

C’è una cosa che fanno i bambini quando hanno un segreto bellissimo: ti guardano, sorridono con gli occhi, e poi ti dicono: “Chiudi gli occhi… ho una sorpresa!”. E tu lo fai, anche se non capisci. Perché sai che dietro quella richiesta c’è qualcosa di buono, di inaspettato, perché c’è un cuore puro che te lo sta chiedendo.

Nel Vangelo di oggi Gesù fa lo stesso. Ci dice: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre è piaciuto dare a voi il Regno”. Sì, hai capito bene: dare. Non vendere. Non prestare. Non meritare. Dare. Gratuitamente.

- Pubblicità -

Purtroppo però, spesso noi siamo incapaci di ricevere.

Viviamo dentro una cultura dove devi guadagnarti tutto: affetto, attenzione, follower, rispetto. Devi dimostrare, apparire, primeggiare. Ti misurano in base al voto col quale hai passato un esame, quanti soldi guadagni, quanti follower hai sui social.

E così, anche con Dio, ci sentiamo in debito. Come se fossimo sempre “in ritardo” spirituale. Come se la fede fosse una tassa da pagare o un dovere da compiere. Ma non è questo il cristianesimo.

Il Regno non è una punizione per chi sbaglia, è una festa per chi sa aspettare. Gesù oggi ci chiede solo una cosa: di essere svegli. Pronti. Come un cameriere in una festa, che non sa a che ora arriverà il titolare, ma lo aspetta con gioia. Perché lo stima. Perché sa che quella relazione vale.

Eppure, nelle nostre amicizie o negli amori, stiamo con gli altri solo se tutto va come vogliamo, se l’altro è disponibile quando vogliamo noi o si adatta a noi… Ma l’amore vero — quello che sa vegliare, come dice il Vangelo — non si misura a orari o condizioni. È lì, anche quando l’altro è in ritardo. È lì, anche quando l’altro sbaglia.

Il Regno di Dio è come un amico che ti aspetta anche se non ti presenti subito.

La prima lettura (Sapienza 18,6-9) ci ricorda che “quella notte fu preannunciata ai nostri padri”, perché la speranza cristiana non è cieca, ma preparata da una promessa.

E l’autore della lettera agli ebrei dice (Ebrei 11) che la fede non è capire tutto, ma “credere senza vedere”, come Abramo che partì senza sapere dove andava.

- Pubblicità -

Gesù ci invita a vivere così: con un cuore acceso, pronto, sveglio, felice. Non per paura di essere puniti, ma per amore di Qualcuno che ci vuole dare tutto.

Il Regno è una sorpresa bellissima che ci viene incontro e oggi, proprio oggi, è il tempo buono per aprire gli occhi e accoglierla.

Se ti portasse una gioia che non capisci… saresti capace di lasciarti sorprendere?

Se Cristo bussasse ora alla tua porta… ti troverebbe sveglio o addormentato?

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE