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don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 25 Febbraio 2024

Gesù fu trasfigurato davanti ai suoi discepoli, cioè cambiò figura. Il suo volto divenne luminoso come il sole, le sue vesti bianchissime. L’evangelista Marco con un tocco pittoresco dice che <<nessun lavandaio sulla terra potrebbe rendere dei vestiti così bianchi>>.

Vuol dire che non è un bianco naturale, ma è la luce divina straordinaria; non è il risultato della nostra forza, ma è la bellezza della grazia divina. È la luce di Dio stesso. I discepoli che erano abituati a vedere Gesù come semplice uomo, in quel momento, sulla montagna, vedono un volto luminoso, straordinariamente bello.

È un attimo; una esperienza che dura solo un momento, ma è un anticipo della gloria. Dopodiché tutto torna normale e i discepoli devono imparare a seguire Gesù nella normalità della vita, devono seguire Gesù che affronta la sofferenza della croce e la morte. Ma sanno che quell’uomo è veramente Dio, hanno visto il suo volto glorioso.

È quello che capita a noi nella preghiera. Se impariamo a pregare bene, abbiamo la possibilità di contemplare il volto luminoso di Gesù. Un aspetto importante della preghiera è lo sguardo: guardare al Signore è decisivo per la nostra vita.

La nostra preghiera, prima di essere parola detta o ascoltata, è sguardo d’amore. È il Figlio amato da guardare. Se c’è questo rapporto di affetto intenso, lo ascoltiamo. La preghiera è una relazione di affetto che ci cambia, ci fa crescere e maturare, ci rende migliori e capaci di affrontare la vita da autentici amici di Gesù.

AUTORE: don Claudio Doglio
FONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TV

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