C’è nel vangelo di questa solennità del Corpus Domini prima di tutto un verbo bello, che esprime accoglienza. Tu ricevi le folle di cuore, completamente. Sono, siamo i benvenuti.
La forma verbale è indefinita, vale in ogni tempo e in ogni luogo per chi si avvicina a Te, per chi Ti segue.
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Il Tuo prenderti cura è a tutto tondo: riguarda i progetti, le speranze, le gioie e le sofferenze interiori, il nostro essere spirituali, per cui parli alle folle del Regno. Che è esattamente l’immagine che esprime il nostro essere, ma in relazione con Te.
Poi Ti prendi cura delle ferite, del corpo e dello spirito, e le guarisci.
A questo punto si fa sera, viene il momento della stanchezza, di cenare e tornare a casa, bisogna prendere una decisione. La più facile è quella di accomiatarsi. Sono adulti, capaci di prendersi cura di se. Magari prima diciamo una preghiera, lasciamo una benedizione, promettiamo un perdono. Un po’ ce ne laviamo le mani. Siamo in una zona deserta, mica possiamo fare i miracoli.
La Tua voce da allora, senza tempo ci ripete: “date a loro da mangiare voi”.
Ci dice due cose: siamo noi che dobbiamo prenderci cura dei fratelli, non c’è dato di lavarcene le mani. Contemporaneamente ci avvisa che siamo noi anche il cibo, ciò di cui i fratelli si nutrono. È il nostro tempo, anche solo solo un minuto. Un grammo di attenzione, un’oncia di amore. Bisogna che lasciamo che chi ha bisogno ce le rubi rubi – ma non è più un rubare, diventa un donare -, che si nutra di noi.
È faticoso e gli apostoli – così come noi – fanno resistenza passiva. “Noi non abbiamo abbastanza per tutti, o tutti o nessuno, poi non siamo capaci, siamo pochi…”.
La Tua risposta è ovvia: ogni problema ha una soluzione, nell’ambito delle nostre possibilità. Non possiamo fare tutto? Facciamo ciò che possiamo. Intanto ci sediamo, a gruppi. L’aveva già fatto Mosè ai tempi dell’esodo, lo facciamo ogni volta che il gruppo è grosso. Magari intanto qualcuno tira fuori e condivide la sua merenda. Poi prendiamo quel po’ che abbiamo, quel poco che siamo, e lo condividiamo.
Il Vangelo ci racconta il senso dell’Eucarestia. Il Corpus Domini in sostanza è questo.
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don Claudio Bolognesi
