Quando il tragico viene a interrompere la normale vicenda degli uomini, รจ quasi innato il bisogno di stabilire una responsabilitร , รจ istintivo andare alla ricerca di quale possa essere stata la causa scatenante un evento che altrimenti resterebbe senza capi di accusa. Tuttavia, non sempre รจ possibile attribuire alla cattiveria di qualcuno la responsabilitร di certi incidenti che sono fatali per la vita umana. E in questi casi non interessa tanto il come siano accadute le cose quanto il perchรฉ siano avvenute. Chi cโรจ dietro certe catastrofi naturali? Chi cโรจ dietro un incidente? Chi dietro un suicidio? Quandโanche non sia di Dio la responsabilitร , perchรฉ non ha impedito che accadesse quella strage o quel disastro? Perchรฉ รจ rimasto spettatore muto, egli che รจ lโOnnipotente?
Partendo da due episodi di cronaca nera che avevano interessato i giorni in cui Gesรน aveva invitato tutti a maturare lโattitudine al discernimento, egli ribadisce che quegli eventi non sono il segno di un castigo da parte di Dio. Quegli eventi, infatti, dovrebbero restituire una diversa consapevolezza che riguarda proprio la nostra esistenza impastata di fragilitร e perciรฒ sempre esposta a non pochi pericoli.
Chi di noi รจ immune dalla violenza che puรฒ travolgerlo in una piazza o in uno stadio? Chi di noi ha lโassicurazione circa il fatto che, senzโaltro, la sua vita sarร risparmiata da un incidente o da una catastrofe naturale? Chi di noi ha la certezza ferma che di sicuro sarร padrone della sua vita fino alla fine senza conoscere momenti depressivi che non poche volte potrebbero comprometterla?
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Il rischio piรน grande, ripete Gesรน, non รจ tanto perdere la vita perchรฉ ucciso in una rivolta o sotto il crollo di una torre. Il rischio piรน grande รจ continuare a stare nella vita senza accogliere lโinvito a mutare pensieri, sentimenti, atteggiamenti, stili, comportamenti, invito che Gesรน continua a rivolgerci molte volte e in diversi modi. Il rischio รจ il continuare a vivere come se nulla possa mettere a repentaglio la riuscita della nostra esistenza.
In gioco non cโรจ tanto cosa noi pensiamo di un evento piuttosto che un altro; in gioco cโรจ il modo in cui noi stiamo di fronte al tragico quando esso fa capolino come di fronte al banale con cui mi interfaccio non poche volte al giorno. In gioco non cโรจ la mia capacitร di giudicare ma la mia fede, come affronto da credente quellโevento, quellโincidente, quel dramma. In gioco non cโรจ la colpevolezza dellโuno o dellโaltro ma la mia disponibilitร a intraprendere un nuovo percorso.
Il tempo non รจ un vuoto recipiente in cui continuare a fare disamine sullโaccaduto: il krรฒnos (il tempo nel suo scorrere cronologico) รจ chiamato a diventare kairรฒs (tempo propizio, momento favorevole), la successione degli eventi una opportunitร di salvezza. Esso รจ lโoccasione a noi offerta da Dio per imparare a passare dalla condanna per ciรฒ che accade di negativo allโimpegno a essere strumenti di bene, ciascuno per la sua parte. Smettere il ruolo di chi sta di fronte alla storia vestendo i panni del giudice di quanto in essa accade e assumere, invece, i panni di chi inizia la difficile operazione di estirpare la radice di male presente nel proprio cuore.
Tra chi pretenderebbe lโuso del potere che possa salvaguardare la propria incolumitร e chi la strada della rivoluzione, Gesรน ne indica e ne imbocca unโaltra: quella del mettersi in gioco personalmente attraverso uno stile mite ed umile. Altro รจ lo stile di Dio. Esso mal si coniuga con la fretta di giungere a conclusioni sommarie e tantomeno si dispiega con un giudizio facile e una condanna inappellabile. Pur avendo tutto il diritto di intervenire in maniera decisiva e risoluta, non si lascia prendere dallโansia di un giustizialismo che non poche volte attraversa il nostro cuore.
Mai come in questo momento abbiamo bisogno di recuperare il senso di quel gesto con cui si apre ogni nostra celebrazione e con cui vorremmo aprire e chiudere le nostre giornate: il segno della croce. Ci affidiamo a quel gesto per esprimere che abbiamo bisogno di cambiare modo di pensare secondo quello che il Padre stesso ispira; ci affidiamo a quel gesto per esprimere il bisogno di imparare ad amare con il cuore stesso del Figlio di Dio, fino in fondo; ci affidiamo a quel gesto perchรฉ, con lโaiuto dello Spirito Santo, possiamo avere spalle capaci di sostenere le decisioni prese.
AUTORE: don Antonio Savone
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