don Antonello Iapicca – Vangelo del giorno – 4 Settembre 2025

Commento al brano del Vangelo di: Lc 5,1-11

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PESCATI DALL’AMORE DI CRISTO PER PESCARE NELL’AMORE OGNI UOMO

Anche oggi Gesรน รจ “presso” il lago, immagine dei luoghi dove โ€œpeschiamoโ€ per vivere e dove spesso troviamo la morte. Ma bisogno di una “barca” perchรฉ “la folla” gli “fa ressa intorno”. Per questo si โ€œleva in piediโ€ come โ€œrisorgendoโ€ dal sepolcro dell’anonimato della massa, dove il demonio, sollecitando la paura di essere giudicati e rifiutati, ci spinge a confondere le nostre cicatrici con quelle degli altri per impedire cosรฌ alla salvezza di trovare il destinatario.

Nella โ€œfollaโ€, infatti, il mal comune รจ mezzo gaudio, perchรฉ i peccati perdono i loro proprietari; indossano la maschera del bene perchรฉ nel mondo, โ€œcostruiamo regole morali che consentono la convivenza in quel dato contesto storico. Non esistono peccati ma esistono reati. Quando finisce unโ€™epoca, finisce anche una morale, si verifica una rivoluzione che smantella la vecchia architettura per costruirne unโ€™altraโ€ (Scalfari).

Ma con la sua resurrezione Cristo ha inaugurato unโ€™epoca nuova aperta sullโ€™eternitร  e fondata sullโ€™immutabile Veritร  del suo amore: Gesรน โ€œsi leva in piediโ€ dalla notte nella quale era sceso per distruggere la morte che afferra chi costruisce โ€œnuove architettureโ€ perchรฉ confuso nella massa โ€œsballottata qua e lร  da qualsiasi vento di dottrinaโ€.

โ€œSi leva in piediโ€ dalla โ€œfollaโ€ per “vedere” le barche โ€œormeggiate alla spondaโ€ dello sconforto; il suo amore non si lascia afferrare dalla massa, ma giunge a ciascuno ormai “sceso” dalla barca e arreso al fallimento. Gesรน vuole proprio quelle barche per โ€œsalirviโ€ e farsi pescatore con quei pescatori, socio del loro โ€œnon aver preso nullaโ€.

Gesรน vuole te cosรฌ come sei, per farsi uno con il tuo fallimento, e lรฌ, accanto a te, โ€œpregarti di scostarti un poco da terra”. รˆ il primo passo, frutto dell’iniziativa di Gesรน che solo dopo essersi donato a noi ci chiede di aprirci โ€œun pocoโ€ a Lui. Ma quel “poco” รจ decisivo: รจ quando ascoltiamo il Kerygma, lo accogliamo e cominciamo a camminare nella Chiesa.

Solo chi ascolta Gesรน che lo โ€œammaestraโ€ โ€œsedutoโ€ nella comunitร , e sperimenta il potere della โ€œsua Parolaโ€ puรฒ fidarsi di Lui sino a “gettare” le reti proprio dove aveva fallito. Dove non sono stato sincero sperimentare di poter dire la veritร  senza paura; dove ho peccato nella sessualitร , sperimentare la castitร ; dove ho giudicato, sperimentare il perdono. E tutto in virtรน della Parola di Cristo che ci annuncia la Chiesa.

Lo โ€œstuporeโ€ che โ€œprendeโ€ chi โ€œpesca una quantitร  enorme di pesciโ€ nello stesso mare dove โ€œha faticato tutta la notte senza prendere nullaโ€, illumina poi la veritร : โ€œpeccareโ€ รจ fallire, ma non cโ€™รจ da โ€œtemereโ€, perchรฉ Cristo ha vinto il peccato!

La missione, infatti, รจ il frutto della rinascita battesimale: โ€œnon temereโ€, entra nelle viscere di misericordia della Chiesa, e risorgi a vita nuova, perchรฉ โ€œdโ€™ora in poi sarai pescatore di uominiโ€.

Per โ€œdiventare pescatori di uominiโ€ dobbiamo cioรจ sperimentare in noi la morte dellโ€™uomo vecchio che pesca gli altri per saziare se stesso e la nascita dellโ€™uomo nuovo che pesca offrendo se stesso per tirarli fuori dalle acque della morte.

L’espressione โ€œpescatore di uominiโ€ nasce al tempo dellโ€™esilio in Babilonia, quando gli Israeliti erano dispersi, come ciascuno di noi; Dio era andato a cercarli e pescarli: “Ecco, io invierรฒ numerosi pescatori che li pescheranno” (Ger. 16,16).

Siamo stati “pescati” mentre ci dibattevamo nei fallimenti ai quali ci avevano consegnato i nostri peccati. Siamo chiamati con Pietro e la Chiesa ad entrare in ogni giorno come nellโ€™esilio di tanti figli di Dio dispersi dal demonio. La nostra vita รจ per loro, gettata da Dio come una rete di misericordia per riportarli a casa.

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Ciรฒ significa accorgerci della loro barca, dando importanza alla loro vita ormeggiata nella massa con le reti vuote; avvicinarci senza pregiudizi ed entrare nella barca, farsi tutto a tutti, non temere di sporcarci perchรฉ altrimenti ogni altra parola o gesto saranno inutili.

Coraggio, non temere di salire sulla barca dei perdenti, perchรฉ la fede ci fa vedere nel fratello piรน debole e corrotto il “pescatore di uomini” che diventerร  per il potere del Vangelo.

Solo dopo essere entrati nel suo dolore, partecipando alla sua delusione e caricando i suoi peccati, potremo chiedere di “scostarsi un poco da terra” per annunciargli il Vangelo.

“Finito di parlare”, quando cioรจ la Parola ha preparato il terreno mostrando in noi il suo potere di compiere l’impossibile di un amore che accoglie senza esigere e giudicare, si potrร  chiedere l’impossibile di “prendere il largo” per inoltrarsi laddove ha fallito per “gettarvi” la propria vita.

Accompagnarlo cioรจ con l’offerta di noi stessi a “calare le reti” di nuovo nel mare, perchรฉ “sulla Parola di Gesรน” resa credibile dalla testimonianza della Chiesa, quello che aveva prodotto morte ora genererร  vita!

Fratelli, che meraviglia incontrare il Signore! La vita cambia radicalmente, e senza alcuno sforzo. Quando siamo chiamati a gettare via โ€œtuttoโ€, รจ per sperimentare che โ€œtuttoโ€ di noi รจ importante, anche i difetti e addirittura i peccati, perchรฉ proprio attraverso di essi possiamo conoscere l’amore di Dio; e che la sua Parola sa tirare fuori la vita dalla morte, perchรฉ ha il potere di fare delle โ€œretiโ€ con cui avevamo cercato di saziarci con i peccati in strumenti di salvezza per noi e per gli altri.

Dove accade una cosa del genere? Non certo nella โ€œmassaโ€ mondana. Solo nella Chiesa, che รจ scostata da terra ma a lei legata con amore, sempre pronta a prendere il largo con Cristo per la salvezza del mondo!

Ascoltiamo dunque la predicazione e obbediamo โ€œprendendo il largoโ€ nella nostra storia, per sperimentare che la Parola con la quale Gesรน ci chiama ha il potere di compiere in noi la missione che ci affida.o, anche una malattia, anche il dolore piรน lancinante, dell’amore infinito di Dio, della vita che non muore. Nulla รจ piรน banale, insignificante, disprezzabile; in Cristo risorto tutto รจ santo, bello e autentico. “Obbedire” a Lui allora, non รจ altro che lasciarsi toccare e attirare dalla pienezza d’amore che scaturisce dalle sue piaghe gloriose; รจ obbedire al suo invito e imbarcarci con Lui sull’aereo della Grazia, entrandovi attraverso il portello dell’umiltร . In quell’abitacolo che รจ la comunitร  cristiana, potremo aprire gli occhi sul panorama celeste per il quale ci รจ data anche questa giornata, e le persone con cui viviamo e incontreremo, le difficoltร  e le consolazioni. Obbedire al Figlio รจ l’amore, la chiave che dischiude le porte della Vita eterna nella quale passare da questa “terra“.

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