La resurrezione non รจ unโipotesi o un mito, ma รจ Dio che si rivela a Mosรจ, ardendo in un amore che non si consuma e brucia la morte e il peccato. Quel roveto รจ la vita divina che brucia senza consumare la carne di Cristo; รจ la Vergine Maria, la Chiesa, nella quale il Cielo prende dimora sulla terra; รจ il mistero della vita divina che scorre nella carne debole e fragile dei cristiani, la tua e la mia, e ci fa vivere da risorti in un mondo di morti, come un vessillo e un annuncio.
Eโ il fuoco che il mondo aspetta, lโunico che avrร ragione dellโinganno che ovunque sputa corpi e menti deturpati dal peccato. Il fuoco della vita eterna che riduce in cenere le menzogne del demonio, e illumina le tenebre del pensiero unico che mette fuori gioco Dio, e contesta le certezze agnostiche di Veronesi e di tutti gli intellettuali illuminati con lโamore che arde nelle malattie facendone un altare dove offrirsi crocifissi con Cristo.
Il fuoco che assorbe nella pietร tutta la pornografia che ci assedia e uccide lโimmagine divina nelle donne, vergini, spose e madri; il fuoco che รจ capace di bruciare le radici piantate dal demonio nel cuore degli uomini per produrre leggi assassine che scartano i deboli. Il fuoco che ci conduce fuori dallโEgitto della schiavitรน per condurci sul cammino dellโamore oltre la morte; il fuoco che semina nel mondo figli santi che amano oltre la morte perchรฉ, nella Chiesa che li ha rigenerati nella misericordia, sono primizie del Cielo.
Come Gesรน, che รจ stato โgiudicato degno dellโaltro mondoโ per essersi umiliato sino alla morte di croce, per non essersi difeso e aver offerto la propria vita. Eโ โSignoreโ, il Kyrios, perchรฉ ha amato sino alla fine. I figli di Dio, tu ed io, siamo chiamati a divenire โfigli della risurrezioneโ nel Figlio che ha vinto la morte. I cristiani nei quali la fede ha raggiunto la statura adulta, partecipano ormai della natura e della vita divina, e sono, giร in questo tempo e in questo mondo, โgiudicati degni di un altro mondo e della risurrezione dai mortiโ: sono cittadini della Gerusalemme celeste, della quale spargono nel mondo i segni credibili che chiamino gli uomini alla fede.
Nella Chiesa possiamo vivere ogni relazione in modo diverso, celeste, perchรฉ siamo โuguali agli angeliโ, giร oggi, nella debolezza della carne, ma non ancora in pienezza: โhanno moglie come se non lโavesseroโฆ possiedono come se non possedessero, usano del mondo senza usarne appienoโ. Per questo Gesรน dice che โnon prendono moglie nรฉ maritoโ: nei peccati abbiamo visto giร โpassare la scena di questo mondoโ, e sappiamo che โil tempo si รจ fatto breveโ come la distanza che ormai ci separa dal Cielo.
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Occorre riempirlo di opere che testimonino al mondo la vita eterna, inducendo chi ci รจ accanto a desiderare di vivere come i cristiani. Essi, infatti, in famiglia come a scuola e al lavoro, nel dolore e perfino affrontando un cancro, โnon possono piรน morireโ; per questo non si difendono piรน come i figli di questo mondo, che afferrano e si impadroniscono voracemente di cose e persone per stordire la paura della morte, tentando cosรฌ di allungare il tempo nellโillusione di allontanare la tomba. In noi รจ vivo il โDio dei viviโ che vuole trasfigurare la nostra carne incapace di andare oltre la biologia ferita dal peccato.
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