don Antonello Iapicca – Vangelo del giorno – 22 novembre 2025

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La resurrezione non รจ unโ€™ipotesi o un mito, ma รจ Dio che si rivela a Mosรจ, ardendo in un amore che non si consuma e brucia la morte e il peccato. Quel roveto รจ la vita divina che brucia senza consumare la carne di Cristo; รจ la Vergine Maria, la Chiesa, nella quale il Cielo prende dimora sulla terra; รจ il mistero della vita divina che scorre nella carne debole e fragile dei cristiani, la tua e la mia, e ci fa vivere da risorti in un mondo di morti, come un vessillo e un annuncio.

Eโ€™ il fuoco che il mondo aspetta, lโ€™unico che avrร  ragione dellโ€™inganno che ovunque sputa corpi e menti deturpati dal peccato. Il fuoco della vita eterna che riduce in cenere le menzogne del demonio, e illumina le tenebre del pensiero unico che mette fuori gioco Dio, e contesta le certezze agnostiche di Veronesi e di tutti gli intellettuali illuminati con lโ€™amore che arde nelle malattie facendone un altare dove offrirsi crocifissi con Cristo.

Il fuoco che assorbe nella pietร  tutta la pornografia che ci assedia e uccide lโ€™immagine divina nelle donne, vergini, spose e madri; il fuoco che รจ capace di bruciare le radici piantate dal demonio nel cuore degli uomini per produrre leggi assassine che scartano i deboli. Il fuoco che ci conduce fuori dallโ€™Egitto della schiavitรน per condurci sul cammino dellโ€™amore oltre la morte; il fuoco che semina nel mondo figli santi che amano oltre la morte perchรฉ, nella Chiesa che li ha rigenerati nella misericordia, sono primizie del Cielo.

Come Gesรน, che รจ stato โ€œgiudicato degno dellโ€™altro mondoโ€ per essersi umiliato sino alla morte di croce, per non essersi difeso e aver offerto la propria vita. Eโ€™ โ€œSignoreโ€, il Kyrios, perchรฉ ha amato sino alla fine. I figli di Dio, tu ed io, siamo chiamati a divenire โ€œfigli della risurrezioneโ€ nel Figlio che ha vinto la morte. I cristiani nei quali la fede ha raggiunto la statura adulta, partecipano ormai della natura e della vita divina, e sono, giร  in questo tempo e in questo mondo, โ€œgiudicati degni di un altro mondo e della risurrezione dai mortiโ€: sono cittadini della Gerusalemme celeste, della quale spargono nel mondo i segni credibili che chiamino gli uomini alla fede.

Nella Chiesa possiamo vivere ogni relazione in modo diverso, celeste, perchรฉ siamo โ€œuguali agli angeliโ€, giร  oggi, nella debolezza della carne, ma non ancora in pienezza: โ€œhanno moglie come se non lโ€™avesseroโ€ฆ possiedono come se non possedessero, usano del mondo senza usarne appienoโ€. Per questo Gesรน dice che โ€œnon prendono moglie nรฉ maritoโ€: nei peccati abbiamo visto giร  โ€œpassare la scena di questo mondoโ€, e sappiamo che โ€œil tempo si รจ fatto breveโ€ come la distanza che ormai ci separa dal Cielo.

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Occorre riempirlo di opere che testimonino al mondo la vita eterna, inducendo chi ci รจ accanto a desiderare di vivere come i cristiani. Essi, infatti, in famiglia come a scuola e al lavoro, nel dolore e perfino affrontando un cancro, โ€œnon possono piรน morireโ€; per questo non si difendono piรน come i figli di questo mondo, che afferrano e si impadroniscono voracemente di cose e persone per stordire la paura della morte, tentando cosรฌ di allungare il tempo nellโ€™illusione di allontanare la tomba. In noi รจ vivo il โ€œDio dei viviโ€ che vuole trasfigurare la nostra carne incapace di andare oltre la biologia ferita dal peccato.

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