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don Antonello Iapicca – Vangelo del giorno – 17 agosto 2026

Vuoi essere perfetto?” Chi scappa non diventa discepolo.

Il mondo invita a comprare tutto per controllare tutto, Gesù a vendere tutto per seguirlo: non un consiglio per preti e suore, ma l’unica condizione, perché solo Lui è buono.

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Ascoltiamo questo Vangelo con un fondo moralista, come quel giovane triste. Ma il cristianesimo non è un dover tagliare: scambiamo il frutto per l’albero, dimenticando il lavoro dietro.

Chiedere cosa fare per ereditare la vita eterna è un controsenso: solo un figlio eredita, per natura. Al massimo puoi perderla, se perdi il Buono.

Fare la volontà di Dio non è un metodo né regole da rispettare: è relazione profonda, esistenziale, paradossalmente assoluta.

Dio è geloso, non vuole un cuore diviso, ma questo non toglie l’amore per moglie, marito, figli: ogni relazione umana nasce da quella con Dio.

Le ricchezze non sono solo il denaro: sono:

  • la volontà
  • i progetti
  • l’immagine di noi

Senza un rapporto assoluto con Dio mettiamo assoluti falsi, come un fidanzamento vissuto come totalizzante, o una vita multitasking a portata di smartphone. Vogliamo fare cose buone senza sapere cos’è la bontà: non è una cosa, è Dio.

La tristezza nasce dal mancare l’unica ricchezza necessaria. Il giovane resta senza nome perché pensa di potersi dare un nome possedendo cose.

Il Signore gli nasconde il primo comandamento: amare Dio con tutto il cuore, essere una sola cosa con Lui. Le cose della terra non sono negative, tutto è meraviglioso, perché siamo di Cristo.

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La domanda vera è: usi le ricchezze per te o come dono, perché Cristo ami attraverso di te?

“Non commetto adulterio” significa restare fedeli anche nel cuore. C’è la legge di Dio scritta in me, dice san Paolo, ma c’è la legge del peccato: le ricchezze usate male impediscono di morire con Cristo, e torniamo tristi come chi preferisce le lenticchie all’amore di Dio.

Oggi Cristo dice: getta tutto in me, taglia quella relazione morbosa, muori con me, chi è morto è libero dal peccato.

Non c’è libertà senza morire: apri la porta a Cristo anche quanto una fessura, e vedrai la vita eterna. Amandolo sopra ogni cosa, dice la colletta di oggi, otteniamo beni che superano ogni desiderio: il cuore sarà nel cielo se ci spogliamo per rivestirci di Lui.

Non si tratta di capire cosa fare, ma di cosa essere: figli di Dio, vivi in Cristo, come Maria che sceglie l’unica parte buona mentre Marta si affanna.

“Vieni e seguimi” è mettere i piedi sulle sue orme, come i compagni di san Francesco nella neve: Francesco vendette tutto e restò nudo e libero, perché la vita voluta da lui coincideva con quella donata da Dio.

Dare la vita, anche a chi fa del male, è vera gioia, già paradiso: ogni attimo colmo d’amore diventa immortale, scritto in oro nel cielo.

Tutto va messo nelle mani del Signore: sono un foglio bianco, scrivi tu. Uniscimi a te, che non sia più io a vivere ma vivi tu in me, attirami come la sposa nel Cantico dei Cantici.

Vendere il tesoro che oggi difendiamo è l’unica via per farci un tesoro nel cielo: senza, restano solo sogni, e la realtà pronta a spezzarli. Ma Cristo è vivo, ci aspetta oggi nella nuda realtà, seminando l’amore, seguendo le sue orme con cuore libero.

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