IL FUOCO DELLO SPIRITO SANTO CHE ILLUMINA OGNI CONFLITTO PER SANARLO ALLA RADICE CON IL POTERE DELLA RISURREZIONE
Nel cuore della Chiesa brucia il fuoco dellโamore che Gesรน ha ยซgettatoยป sulla terra perchรฉ anche su di essa si possa compiere la volontร del Cielo. In ogni apostolo ยซcโรจ una passione che deve crescere nella fede e che deve trasformarsi in caritร che accenda come fuoco anche lโaltroยป (Benedetto XVI). La stessa โangosciaโ sofferta da Gesรน fino al โcompimento del battesimoโ che lo avrebbe inabissato negli inferi a liberare Adamo e ogni uomo, spinge da duemila anni gli apostoli sul ยซcarro di fuocoยป della visione del profeta Ezechiele, per annunciare il Vangelo sino ai confini della terra.ย Quando perรฒ una sua interpretazione sentimentale e orgogliosa induce ad adattarlo alle culture e alle mode, si spegne la profezia, si ยซdiscredita il cristianesimoยป e si inganna il mondo, offrendogli solo una triste edizione rivisitata di ciรฒ che รจ giร suo e non ha potuto salvarlo: โI vostri volti non sono volti di salvati, per questo io non crederรฒ mai al vostro Signoreโ (J. P. Sartre). Sono i volti di un genitore, un educatore, un prete, una fidanzata, un amico quando accettano un compromesso. Tradiscono lโamore consegnando lโaltro alla menzogna e al peccato.ย Se un padre, laddove appare –ย magari nascosta da sofismi sottili – una divisione con il figlio circa la volontร di Dio e l’adesione a Cristo, si lascia ingannare e inizia un dialogo teso a smussare e a frammentare la veritร , avrร consegnato suo figlio al demonio. Se un parroco si illude che la divisione nella parrocchia sia causata da una mancanza di dialogo e di comprensione, e cercherร un compromesso non individuando i demoni che si nascondono in certe posizioni che vogliono limitare il soffio dello Spirito, spegnerร lo Spirito e lascerร che l’inganno si radichi.ย
Cosรฌ in moltissimi altri casi, perchรฉ la divisione portata da Cristo ci spaventa, stentiamo a crederla possibile;ย l’immagine buonista e sentimentale secondo la quale il Signore debba ricucire sempre tutto e a qualunque prezzo, ci rende tiepidi e lascia campo aperto ad eresie striscianti, scismi incipienti, divisioni autentiche e laceranti: esse restano come germi infetti coperti da compromessi travestiti di pace e benessere. Ma รจ necessario che avvengano gli scandali, รจ necessario che appaiono, tristi e violente, le divisioni: chi ha detto che esse sono sempre un male e che debbano essere prontamente risanate?ย Maย รจย il Signore che provoca la divisione, come accade con le novitร ispirate dallo Spirito Santo: i carismi, i movimenti, gli ordini religiosi, lo zelo rinnovato nelle parrocchie. E il Papa, oggi Francesco come ieri i suoi predecessori, rivelando che lo stesso Spirito che rinnova la Tradizione soffia nellโIstituzione e nei carismi. Eโ, infatti, la novitร di un amore assoluto e radicale, che reclama per sรฉ tutto, perchรฉ tutto di sรฉ ha donato; la novitร che, abbiamo visto, raggiunge ogni ambito della vita: sessualitร , lavoro, affetti, amicizie… Laddove si fa presente la divisione di fronte al Vangelo appare evidente dove sia la novitร e chi la accoglie: “Chi รจ vicino a me, รจ vicino al fuoco;ย chi รจ lontano da me, รจ lontano dal Regno! (Vangelo sec. Tommaso, in: Origene, In Jerem. lat., 1 [3], v. 104)ย
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Il grigio non รจ colore cristiano…ย Per questo, spesso proprio la “divisione” svela il Regno di Dio, e smaschera la sua contraffazione. E’ buona solo quella “portata” da Gesรน con amore e misericordia; la stessa di un chirurgo che taglia per curare; non certo la divisione insinuata dal diavolo, il padre di ogni discomunione, frutto amaro della superbia e dell’orgoglio che si fannoย invidia, come negli scismi e nei divorzi ad esempio: “un cuore geloso รจ un cuore acido, un cuore che invece del sangue sembra avere lโaceto; รจ un cuore che non รจ mai felice, รจ un cuore che smembra la comunitร ”ย (Papa Francesco).ย ย Il fuoco di Cristo, invece, divideย per evitare di ricorrere alle toppe e annunciaย ilย vino nuovo riversato in otri nuovi! Famiglie nuove, amicizie nuove, fidanzamenti nuovi.ย Tutto santo e libero perchรฉ tutto vissuto in Cristo, nella vera pace,ย la sua pace, che ci attende anche oggi, quella di un amore libero capace di donarsi gratuitamente.ย L’amoreย al quale Dio ci torna a chiamare nel mezzo del nostro cuore ormai raffreddatosi, preoccupato piรน dellโapologia che dellโannuncio.ย Apologia di se stessi, delle proprie posizioni, anche del Magistero della Chiesa, tutto usato come una clava contro chi non la pensa come noi; tutto, anche le cose sante usate per soddisfare il proprio uomo vecchio, mentre degli altri, del peccatore, che sono per i quali esiste la Chiesa, non ci importa nulla. A casa come in Chiesa, con i familiari come tra sacerdoti, รจ sempre una continua lotta tra, da una parte l'”irrigidimento ostile,ย cioรจ il voler chiudersi dentro lo scritto (la lettera) e non lasciarsi sorprendere da Dio, dal Dio delle sorprese (lo spirito); dentro la legge, dentro la certezza di ciรฒ che conosciamo e non di ciรฒ che dobbiamo ancora imparare e raggiungere”; e dall’altra il “buonismo distruttivo,ย che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici” (Papa Francesco).ย ย
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La novitร del Concilio Vaticano II, come di ogni altro, e i suoi frutti fecondati dallo Spirito Santo, sconvolgono come fuoco la Chiesa, cosรฌ come ogni figlio provoca un terremoto impensato nella famiglia. Ma, nella Chiesa gerarchica come nelle nostre parrocchie, e anche nelle nostre famiglie, sono forti le tentazioni ricordate dal papa a conclusione dell’Assemblea speciale del Sinodo sulla famiglia: ”ย La tentazione di trasformareย la pietra in paneย per rompere un digiuno lungo, pesante e dolenteย e anche di trasformareย il pane in pietraย e scagliarla contro i peccatori, i deboli e i malatiย ย cioรจ di trasformarlo in “fardelli insopportabili”.ย La tentazione di scendere dalla croce, per accontentare la gente, e non rimanerci, per compiere la volontร del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio.ย La tentazione di trascurare il “depositum fidei”,ย considerandosi non custodi ma proprietari e padroni o, dall’altra parte,ย la tentazione di trascurare la realtร ย utilizzando una lingua minuziosa e un linguaggio di levigatura per dire tante cose e non dire niente! Li chiamavano “bizantinismi”, credo, queste cose”.
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Il โfuocoโ acceso da Gesรน sulla Croce riduce in cenere i legami morbosi che si nascondono nei desideri della carne e ; il “fuoco” che la Chiesa sempre riaccende sino agli estremi confini della terra,ย ci fa liberi diย osare, per amore, la fedeltร alla Veritร .ย Occorreย osareย di fronte al capoufficio rischiando il posto di lavoro, pur diย testimoniare laย veritร universale e ultimaย che abbiamo sperimentato.ย Osareย la notte quando, unendosi al coniuge, siamo chiamati ad offrire i nostri corpi alla volontร di Dio, ad aprirci alla feconditร e alla vita, accogliendo il terzo, quinto o decimo figlio, per riaffermare ilย significato assoluto e universale che Dio ha nella nostra storia come in quella del mondo.ย
Occorreย osare la castitร ed il rispetto nel fidanzamentoย per annunciare la veritร dell’amore crocifisso, l’unico autentico che, nel sacrificio, rivela il dono piรน grande, puro, disinteressato, quello di Cristo,ย gioia del loro cuore;ย osare nell’educazione, lottando con i compromessi affettivi, non temendo il rifiuto e la ribellione, perchรฉ i figli o gli studenti o i cristiani affidati siano ogni giorno piรน conformati e uniti a Cristo,ย pienezza delle loro aspirazioni.ย
Osare la stolta arrendevolezza della Croce, il non resistere al male che non รจ in contraddizione con l’affermazione senza smagliature della veritร . Perchรฉ la Veritร รจ sempre crocifissa, o non sarร Veritร , anche se fosse la professione senza se e senza ma dei principi non negoziabili, anche se trovasse il rifiuto violento e la morte eroica. Resterebbe, appunto, una morte eroica, ma non un martirio; la testimonianza, infatti, รจ sempre l’offerta gratuita e gioiosa della propria vita per amore dell’altro divenuto nemico. Il dogma che abbraccia e infonde vita ad ogni altro dogma รจ la Croce, l’unico luogo che afferma, senza tema d’essere smentito, la gratuitร e l’universalitร dell’amore di Dio. Solo Lui, e coloro che a Lui sono uniti, possono osare il dono totale di sรฉ, senza sperare nulla se non la salvezza del mondo. Solo questo amore รจ credibile, nel senso che solo chi ama il nemico sino a dare la vita per lui conferisce anche al dogma, ai valori e ai principi morali irrinunciabili e non negoziabili, l’autorevolezza dell’autenticitร . L’amore, infatti, li rivela “in presa diretta” mentre si realizzano nei cristiani, come connaturali all’uomo, come gli unici che si addicono alla persona, di qualunque razza e cultura. Solo l’amore riesce a far decodificare il grido nascosto nelle mille grida di dolore dell’umanitร , riconoscendo in esso il bisogno di un’accoglienza e di un perdono che superi anche le regole della convivenza civile e finanche la legge naturale.ย
E’ vero, essa รจ inscritta nel cuore di ogni uomo, non vi รจ condizionamento capace di cancellarla sino in fondo, ed รจ altrettanto vero che, usando della libertร , gli uomini l’abbiano infranta. Tu ed io, non meno di un pagano o di un politeista, di un ateo o di un agnostico. Sottolineare all’infinito questa realtร non serve a nulla, neanche battersi perchรฉ venga accettata. Essa sarร rivelata solo in carni e vite capaci di superare i limiti della natura e delle leggi che Dio stesso le ha imposto, andando a ripescare chi, liberamente e orgogliosamente, le ha infrante. La legge naturale risplenderร solo in coloro che compiranno leggi soprannaturali, quelle dell’amore che ha sconfitto la morte, il limite estremo e invalicabile della natura.ย I cristiani lo possono superare, entrano nel regno dei morti, si aggirano negli inferi e toccano, destano e si caricano dei relitti umani che vi si trovano. Amano senza condizioni chi ha abortito, ucciso, rubato, adulterato; si consegnano ai pedofili, ai terroristi, ai torturatori, agli evasori fiscali, ai corrotti, alla loro moglie e ai loro mariti, gratuitamente, nello stesso modo i cui sono stati amati. In quegli inferi depongono un raggio di speranza, un lampo della luce di Pasqua, la testimonianza credibile della vittoria di Cristo sulla morte e del conseguente perdono di ogni peccato. Non solo, proprio nel buio disperato di chi si disprezza al punto di non saper piรน vivere secondo natura, la Chiesa osa offrire la possibilitร di una vita nuova, la stessa vita di Cristo, quella che scorre nelle sue vene: la vita soprannaturale che include, compie e sublima la legge naturale; il rispetto gioioso di ogni principio non negoziabile, l’affermazione perentoria e incontestabile della vita incastonata nella vita di chi la sta perdendo per puro amore.
Quale migliore e piรน credibile e autentica affermazione “pro-life” che quella di chi, per difendere la vita che non muore nella carne destinata a morire, offre la propria di vita, nella certezza di conservarla per l’eternitร grazie alla resurrezione di Cristo? Quale maggiore difesa della vita nascente nel seno di una madre che quella di chi accoglie nel suo seno di misericordia madre e figlio, educando e accompagnando con il latte della misericordia e il bastone della Croce? E cosรฌ per la vita di un anziano, di un malato, per il matrimonio, per le persone gay e per l’educazione, per ogni ambito della vita, soprattutto quelli piรน insidiati. Soprattutto per le donne, vergini, spose e madri, oggetto dell’attaccoย piรน proditorioย del demonio: sono le donne a dover essere accolte oggi sotto il manto della misericordia, dove possano gridare, piangere, reclamare, per incontrare la gioia del loro compimento in quanto donne che il mondo le ha sottratto. A tutto questo รจ chiamata la Chiesa; a questo la chiama Papa Francesco, ad osare l’amore che esce verso le periferie dell’esistenza, quelle di chi รจ indifferente ma soffre indicibilmente, e ai quelli non si puรฒ restare indifferenti;a osare l’amore che non si difende, soprattutto quando รจ percepito, paradossalmente, come odio.ย
Occorre osare anche di vedersi rifiutati da chi ci ha dato la vita; come Edith Stein, che, pur soffrendo nella carne, non ha esitato ad abbandonare la propria religione e sua madre per seguire il Signore. E sarร proprio nella camera a gas del suo “doppio” martirio, come ebrea e come cristiana, che tutto si illuminerร e compirร : nell’amore che la consumava attirava e salvava anche ciรฒ che aveva dovuto abbandonare.ย La divisione che porta Cristo รจ il distacco dalla carne che prelude alla comunione eterna:ย “Cara madre superiora, mi permetta di offrirmi in sacrificio di espiazione per la vera pace: perchรฉ il regno dellโanticristo sprofondi, se possibile senza un nuovo conflitto mondiale, e che un nuovo ordine sโimpianti”.ย Chi vive in Cristo in Lui sarร perseguitato; dal suo uomo vecchio per cominciare e dal mondo perchรฉ un cristianoย sarร sempre un segno di contraddizione. La sua vita sarร una profezia che, ovunque giungerร , provocherร la divisione.ย Gesรน Cristo infatti non รจ un Segretario Onu, nรฉ tanto meno un gestore di fitness club o di uno di quei centri di pseudo-spiritualitร dove ritrovare se stessi. Con Lui si รจ catapultati dritti dritti dentro le arene di ogni giorno, e leoni e tigri sono lรฌ ad aspettarci.ย
Ma รจ proprio questa la vita piรน piena, buona e vera che fa scaturire il canto di ogni cristiano divorato dai suoi carnefici, il canto nuovo dei martiri di ogni parte del mondo. Il Signore ci chiama ad essere crocifissi con Lui perchรฉ il mondo riceva la vita; santi, separati, consacrati, cioรจ etimologicamente divisi, “pionieri del Cielo” – secondo un altro significato della parola che compare nel Vangelo odierno. Il Cielo offerto anche e proprio a coloro dai quali pareva ci fossimo separati, genitori, figli, sposi, amici, fidanzati. Essere discepolo di Cristo significa essere suo, non ci apparteniamo piรน. E’ questo il senso piรน profondo delle parole dure e difficili del Vangelo di oggi. Siamo suoi per discendere liberi con Lui nel โbattesimoโ che ci immerge nel dolore del prossimo perchรฉ incontri in noi il suo amore.
UN ALTRO COMMENTO
Siamo chiamati ad essere incendiati in un rogo d’amore, come tizzoni ardenti che scoppiettano sui cammini della vita: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherร . Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza รจ piena di immortalitร . Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perchรฉ Dio li ha provati e li ha trovati degni di sรฉ: li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e lร ” (Sap. 3,1 ss.). La Croce รจ il crogiuolo capace di trasformarci in testimoni. Nel cuore della Chiesa pulsa il cuore di Cristo: l’angoscia e il desiderio ardente che lo hanno spinto nell’urgenza di testimoniare la Veritร , muovono da duemila anni gli apostoli ad annunciare il Vangelo. Laddove questo fuoco che arde di zelo viene spento da una interpretazione sentimentale ed utilitaristica del messaggio di Gesรน, la Chiesa tradisce se stessa e Cristo e inganna il mondo: “Il perenne annuncio missionario della Chiesa viene oggi messo in pericolo da teorie di tipo relativistico. Le radici di queste affermazioni sono da ricercarsi in alcuni presupposti: la convinzione della inafferrabilitร e inesprimibilitร della veritร divina, nemmeno da parte della rivelazione cristiana; l’atteggiamento relativistico nei confronti della veritร , per cui ciรฒ che รจ vero per alcuni non lo sarebbe per altri; la contrapposizione radicale che si pone tra mentalitร logica occidentale e mentalitร simbolica orientale; il soggettivismo di chi, considerando la ragione come unica fonte di conoscenza, diventa ยซincapace di sollevare lo sguardo verso l’alto per osare di raggiungere la veritร dell’essereยป (Giovanni Paolo II, Fides et ratio, n. 5), la difficoltร a comprendere e ad accogliere la presenza di eventi definitivi ed escatologici nella storia; la tendenza, infine, a leggere e interpretare la Sacra Scrittura fuori dalla Tradizione e dal Magistero della Chiesa” (Dominus Iesus).ย
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Tutto questo alberga anche in noi.ย Chi cerca la pace di stracchino che allontani la divisione, si trasforma in anticristo. Spesso capita anche a noi, quando ci lasciamo sedurre dalle sue parole:ย “Popoli della terra! Io vi ho promesso la pace e io ve lโ’ho data. Il Cristo ha portato la spada, io porterรฒ la paceโ… Il Cristo, col suo moralismo ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, mentre io li unirรฒ coi benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi” (V. Soloviev,ย Il Racconto dell’anticristo). In famiglia, sul lavoro, tra amici: ovunque compromessi, ipocrisie, sbianchettamenti della veritร in nome della diplomazia. Il mondo, con il suo pensiero unico, con il relativismo descritto nella Dominus Iesus, si infila nelle nostre anime e nelle nostre menti e spegne la profezia.ย “Laย tiepidezzaย รจ un’esitazione o una negligenza nel rispondere all’amore divino” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2094), e chi รจ tiepido, ha rivelato il Signore a Giovanni, sarร vomitato….ย Adattare, mediare, distinguere, tralasciare di essere fedeli nelย pocoย illudendosi di esserlo nelย moltoย che molti potrebbero condividere, sono atteggiamenti che si impongono in ciascuno di noi e priva il mondo dell’incontro con Cristo: “I vostri volti non sono volti di salvati, per questo io non crederรฒ mai al vostro Signoreโ (J. P. Sartre).
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“La grazia a buon prezzo รจ il nemico mortale della nostra Chiesa” (D. Bonhoeffer): il buon prezzo dellaย ragionevolezza dei tiepidi, schiavi della carneย ยซincapace di sollevare lo sguardo verso l’alto perย osareย di raggiungere la veritร dell’essereยป. Il fuoco acceso da Cristo sulla Croce invece, รจ quello che, come fece il profeta Elia, riduce in cenere la tiepidezza e i suoi Baal, rivelando la loro menzogna e testimoniando laย paradossale ragionevolezzaย di chiย osaย credere in Lui: “Deve essere, infatti, fermamente creduta l’affermazione che nel mistero di Gesรน Cristo, Figlio di Dio incarnato si dร la rivelazione della pienezza della veritร divina. E questa รจ ilย motivo fondamentale per cui la Chiesa รจ per sua natura missionaria. Essa non puรฒ non proclamare il vangelo, cioรจ la pienezza della veritร che Dio ci ha fatto conoscere intorno a se stesso.ย Solo la rivelazione di Gesรน Cristo ยซimmette nella nostra storiaย una veritร universale e ultima, che provoca la mente dell’uomo a non fermarsi maiยป (Giovanni Paolo II,ย Redemptoris missio, n. 5).ย Si puรฒ e si deve dire che Gesรน Cristo ha un significato e un valore per il genere umano e la sua storia, singolare e unico, a lui solo proprio, esclusivo, universale, assoluto. Gesรน รจ, infatti, il Verbo di Dio fatto uomo per la salvezza di tutti.ย Il Signore รจ il fine della storia umana, โil punto focale dei desideri della storia e della civiltร โ, il centro del genere umano, la gioia d’ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni. Egli รจ colui che il Padre ha risuscitato da morte, ha esaltato e collocato alla sua destra, costituendolo giudice dei vivi e dei mortiยป. ยซร proprio questa singolaritร unica di Cristo che a lui conferisce un significato assoluto e universale, per cui,ย mentre รจ nella storia, รจ il centro e il fine della stessa storia: โIo sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fineโ (Ap 22,13)ยป” (Dominus Iesus).ย
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Occorre dunqueย osareย di fronte al capoufficio rischiando il posto di lavoro, pur diย testimoniare laย veritร universale e ultimaย che abbiamo sperimentato.ย Osareย la notte quando, unendosi al coniuge, siamo chiamati ad offrire i nostri corpi alla volontร di Dio, ad aprirci alla feconditร e alla vita, accogliendo il terzo, quinto o decimo figlio, per riaffermare ilย significato assoluto e universale che Dio ha nella nostra storia come in quella del mondo. Occorreย osare la castitร ed il rispetto nel fidanzamentoย per annunciare la veritร dell’amore crocifisso, l’unico autentico che, nel sacrificio, rivela il dono piรน grande, puro, disinteressato, quello di Cristo,ย gioia del loro cuore;ย osare nell’educazione, lottando con i compromessi affettivi, non temendo il rifiuto e la ribellione, perchรฉ i figli o gli studenti o i cristiani affidati siano ogni giorno piรน conformati e uniti a Cristo,ย pienezza delle loro aspirazioni.ย Osare la stolta arrendevolezza della Croce, il non resistere al male che non รจ in contraddizione con l’affermazione senza smagliature della veritร . Perchรฉ la Veritร รจ sempre crocifissa, o non sarร Veritร , anche se fosse la professione senza se e senza ma dei principi non negoziabili, anche se trovasse il rifiuto violento e la morte eroica. Resterebbe, appunto, una morte eroica, ma non un martirio; la testimonianza, infatti, รจ sempre l’offerta gratuita e gioiosa della propria vita per amore dell’altro divenuto nemico. Il dogma che abbraccia e infonde vita ad ogni altro dogma รจ la Croce, l’unico luogo che afferma, senza tema d’essere smentito, la gratuitร e l’universalitร dell’amore di Dio. Solo Lui, e coloro che a Lui sono uniti, possono osare il dono totale di sรฉ, senza sperare nulla se non la salvezza del mondo. Solo questo amore รจ credibile, nel senso che solo chi ama il nemico sino a dare la vita per lui conferisce anche al dogma, ย ai valori e ai principi morali irrinunciabili e non negoziabili, l’autorevolezza dell’autenticitร . L’amore, infatti, li rivela “in presa diretta” mentre si realizzano nei cristiani, come connaturali all’uomo, come gli unici che si addicono alla persona, di qualunque razza e cultura. Solo l’amore riesce a far decodificare il grido nascosto nelle mille grida di dolore dell’umanitร , riconoscendo in esso il bisogno di un’accoglienza e di un perdono che superi anche le regole della convivenza civile e finanche la legge naturale. E’ vero, essa รจ inscritta nel cuore di ogni uomo, non vi รจ condizionamento capace di cancellarla sino in fondo, ed รจ altrettanto vero che, usando della libertร , gli uomini l’abbiano infranta. Tu ed io, non meno di un pagano o di un politeista, di un ateo o di un agnostico. Sottolineare all’infinito questa realtร non serve a nulla, neanche battersi perchรฉ venga accettata. Essa sarร rivelata solo in carni e vite capaci di superare i limiti della natura e delle leggi che Dio stesso le ha imposto, andando a ripescare chi, liberamente e orgogliosamente, le ha infrante. La legge naturale risplenderร solo in coloro che compiranno leggi soprannaturali, quelle dell’amore che ha sconfitto la morte, il limite estremo e invalicabile della natura. I cristiani lo possono superare, entrano nel regno dei morti, si aggirano negli inferi e toccano, destano e si caricano dei relitti umani che vi si trovano. Amano senza condizioni chi ha abortito, ucciso, rubato, adulterato; si consegnano ai pedofili, ai terroristi, ai torturatori, agli evasori fiscali, ai corrotti, alla loro moglie e ai loro mariti, gratuitamente, nello stesso modo i cui sono stati amati. In quegli inferi depongono un raggio di speranza, un lampo della luce di Pasqua, la testimonianza credibile della vittoria di Cristo sulla morte e del conseguente perdono di ogni peccato. Non solo, proprio nel buio disperato di chi si disprezza al punto di non saper piรน vivere secondo natura, la Chiesa osa offrire la possibilitร di una vita nuova, la stessa vita di Cristo, quella che scorre nelle sue vene: la vita soprannaturale che include, compie e sublima la legge naturale; il rispetto gioioso di ogni principio non negoziabile, l’affermazione perentoria e incontestabile della vita incastonata nella vita di chi la sta perdendo per puro amore.
Quale migliore e piรน credibile e autentica affermazione “pro life” che quella di chi, per difendere la vita che non muore nella carne destinata a morire, offre la propria di vita, nella certezza di conservarla per l’eternitร grazie alla resurrezione di Cristo? Quale maggiore difesa della vita nascente nel seno di una madre che quella di chi accoglie nel suo seno di misericordia madre e figlio, educando e accompagnando con il latte della misericordia e il bastone della Croce? E cosรฌ per la vita di un anziano, di un malato, per il matrimonio, per le persone gay e per l’educazione, per ogni ambito della vita, soprattutto quelli piรน insidiati. Soprattutto per le donne, vergini, spose e madri, oggetto del’attacco del demonio piรน proditorio: sono le donne a dover essere accolte oggi sotto il manto della misericordia, dove possano gridare, piangere, reclamare, per incontrare la gioia del loro compimento in quanto donne che il mondo le ha sottratto. A tutto questo รจ chiamata la Chiesa; a questo la chiama Papa Francesco, ad osare l’amore che esce verso le periferie dell’esistenza, quelle di chi รจ indifferente ma soffre indicibilmente, e ai quelli non si puรฒ restare indifferenti;a osare l’amore che non si difende, soprattutto quando รจ percepito, paradossalmente, come odio.ย Occorre osare anche di vedersi rifiutati da chi ci ha dato la vita; come Edith Stein, che, pur soffrendo nella carne, non ha esitato ad abbandonare la propria religione e sua madre per seguire il Signore. E sarร proprio nella camera a gas del suo “doppio” martirio, come ebrea e come cristiana, che tutto si illuminerร e compirร : nell’amore che la consumava attirava e salvava anche ciรฒ che aveva dovuto abbandonare.ย La divisione che porta Cristo รจ il distacco dalla carne che prelude alla comunione eterna:ย “Cara madre superiora, mi permetta di offrirmi in sacrificio di espiazione per la vera pace: perchรฉ il regno dellโanticristo sprofondi, se possibile senza un nuovo conflitto mondiale, e che un nuovo ordine sโimpianti”.ย
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Per questo la Croce penetra fin nelle midolla, ed รจ divisione, spesso dolorosa. Separa veritร e menzogna, morte e vita, cielo e inferno, peccato e Grazia, carne e Spirito, veri e falsi apostoli.ย Chi vive in Cristo in Lui sarร perseguitato; dal suo uomo vecchio per cominciare e dal mondo perchรฉ un cristianoย sarร sempre un segno di contraddizione. La sua vita sarร una profezia che, ovunque giungerร , provocherร la divisione.ย Gesรน Cristo infatti non รจ un Segretario Onu, nรฉ tantomeno un gestore di fitness club o di uno di quei centri di pseudo-spiritualitร dove ritrovare se stessi. Con Lui si รจ catapultati dritti dritti dentro le arene di ogni giorno, e leoni e tigri sono lรฌ ad aspettarci.ย Ma รจ proprio questa la vita piรน piena, buona e vera che fa scaturire il canto di ogni cristiano divorato dai suoi carnefici,ย il canto nuovoย dei martiri di ogni parte del mondo.ย Crocifissi con Cristo perchรจ il mondo riceva la vita; santi, separati, consacrati, cioรจ etimologicamenteย divisi, “pionieri del Cielo” – secondo un altro significato della parola che compare nel Vangelo odierno. Il Cielo offerto anche e proprio a coloro dai quali pareva ci fossimo separati, genitori, figli, sposi, amici, fidanzati. Essere discepolo di Cristo significaย essere suo, non ci apparteniamo piรน. E’ questo il senso piรน profondo delle parole dure e difficili del Vangelo di oggi: occorreย osare l’odio, la divisione, anche la piรน dura, senza voltarsi indietroย per seppellire o salutare; per amore dei nostri piรน intimi, spesso siamo chiamati a tagliare radicalmente, perchรจ “l’astuto avversario, quando si vede scacciato dal cuore dei buoni, cerca quanti sono molto amati da loro, e parla per mezzo di essi con parole carezzevoli: affinchรจ, penetrato il cuore con la forza dell’amore, la spada della sua persuasione irrompa facilmente nelle fortificazioni della rettitudine interiore” (S. Gregorio Magno). Cristo ci ha attirati in un esodo che ci fa passare dalla schiavitรน allaย libertร e alla parresia;ย da rapporti schiacciati sugli accomodamenti di ogni giorno che spesso diventano peccati e schiavitรน, a rapporti liberi di amore vero.ย La morte e il peccato sono rimasti infilzati sulla Croce, non sui nostri sentimenti buonisti. ย Ma attraverso il fuoco della Croce,ย attraverso le piaghe della carne entriamo ogni giorno di piรน nel Regno del Padre, dove non conosciamo piรน nessuno secondo la carne. Unaย nuova generazioneย che non ha piรน relazione con il peccato, con il mondo e con la carne. Ecco il senso della divisione tra padre e figlio, madre e figlia, tra la generazione che ha conosciuto Cristo e quella che lo rifiuta. “Per il peccato e l’infedeltร dei nostri progenitori,ย il peccato divenne per le generazioni seguenti il padre del nostro corpo,ย l’infedeltร la madre della nostra anima.ย Ma quando siamo rinnovati nel lavacro del battesimo,ย la virtรน della parola ci separa dai peccati della nostra origine,ย e con questi tagli che opera la parola di Dio ci ritroveremo separati dagli attaccamenti di nostro padre e di nostra madre.ย Cosรฌ nella stessa casa si eleva unย grande contrasto,ย e ciรฒ che vi รจ di piรน familiare in lui diventa un nemico per l’uomo rigenerato;ย egli troverร felicitร in questo rinnovamento del suo spirito,ย finchรฉ ciรฒ che resta in lui della sua vecchia origineย si arresterร di fronte ai desideri della sua concupiscenza” (S. Ilario).ย
Ilย grande contrastoย annuncia allora la novitร invincibile della veritร . Troppo spesso in nome del dialogo che vorrebbe comporre le tensioni ci si inchina all’anticristo! Spesso la divisione viene confusa con la discomunione e si cade nel tranello teso dall’angelo rivestito di falsa luce: mentre i demoni agiscono indisturbati nell’ombra, una malintesa accoglienza e un dialogo fumoso rapiscono energie e discernimento. Anche nella Chiesa, anche in famiglia, ovunque. Ci sono momenti, anch’essi favorevoli, da cogliere per stanare le menzogne e gli inganni: se un padre, laddove appare –ย magari nascosta da sofismi sottili –ย una divisione con il figlio circa la volontร di Dio e l’adesione a Cristo, si lascia ingannare ed inizia un dialogo teso a smussare e a frammentare la veritร , avrร consegnato suo figlio al demonio. Se un parroco accetta che la divisione nella parrocchia sia causata da una mancanza di dialogo e di comprensione, e cercherร un compromesso non individuando i demoni che si nascondono in certe posizioni che vogliono limitare il soffio dello Spirito, spegnerร lo Spirito e lascerร che l’inganno si radichi. Cosรฌ in moltissimi altri casi, perchรจ la divisione portata da Cristo ci spaventa, stentiamo a crederla possibile; l’immagine buonista e sentimentale secondo la quale il Signore debba ricucire sempre tutto e a qualunque prezzo ci rende tiepidi e lascia campo aperto ad eresie striscianti, scismi incipienti, divisioni autentiche e laceranti: esse restano come germi infetti coperti da compromessi travestiti di pace e benessere. Ma รจ necessario che avvengano gli scandali, รจ necessario che appaiono, tristi e violente, le divisioni: chi ha detto che esse sono sempre un male e che debbano essere prontamente risanate?ย E’ il Signore che provoca la divisione, come qualunque novitร che sconvolga lo stato delle cose. La novitร di un amore assoluto e radicale, che reclama per sรฉ tutto, perchรจ tutto di sรฉ ha donato; la novitร che, abbiamo visto, raggiunge ogni ambito della vita: sessualitร , lavoro, affetti, amicizie… Laddove si fa presente la divisione di fronte al Vangelo appare evidente dove sia la novitร e chi la accoglie: “Chi รจ vicino a me, รจ vicino al fuoco;ย chi รจ lontano da me, รจ lontano dal Regno! (Vangelo sec. Tommaso, in: Origene, In Jerem. lat., 1 [3], v. 104) Il grigio non รจ colore cristiano, non si puรฒ servire Dio e il denaro. Ma se si mischiano Cesare e Dio si compromettono l’autenticitร , la veritร e la novitร del Vangelo. Per questo il grande contrasto svela il Regno di Dio, e smaschera la sua contraffazione. E’ buono ilย contrasto, perchรจ evita di ricorrere alle toppe e annunciaย ilย vino nuovo riversato in otri nuovi! Famiglie nuove, amicizie nuove, fidanzamenti nuovi.ย Tutto santo e libero perchรจ tutto vissuto in Cristo, nella vera pace,ย la sua pace, che ci attende anche oggi, quella di un amore libero capace di donarsi gratuitamente.
AUTORE: don Antonello Iapicca
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