don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 27 Luglio 2025

Domenica 27 Luglio 2025 - XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 11,1-13

Data:

- Pubblicitร  -

Continua il nostro cammino alla Scuola della Liturgia.
Nel cuore dellโ€™estate, quando lโ€™attenzione tende a mollare la presa, Gesรน sembra quasi giocare al rialzo. Oggi, infatti, ci svela i segreti per consolidare la nostra amicizia con il Padre del cielo, Colui che solo รจ necessario per una vita bella e riuscita.

Continua dopo il video.

- Pubblicitร  -

Per introdurci nel testo del vangelo, la liturgia oggi ha scelto come prima lettura il testo della Genesi, che ci fa gustare il dialogo tra Abramo e Dio. Di fronte alla temibile distruzione di Sodoma โ€“ dove viveva il nipote Lot con la sua famiglia (cfr Gn 19) โ€“ Abramo instaura un dialogo confidente ed insistente con il Signore, e viene esaudito.

La preghiera di Abramo non รจ un ripetere formule, ma confidenza di un amico che si rivolge allโ€™Amico Dio, chiedendo ciรฒ che piรน gli sta a cuore in quel momento. Dirร  santa Teresa dโ€™Avila: la preghiera รจ dialogo tra amico ed Amico.

La cosa interessante non รจ tanto che Abramo farร  cambiare idea allโ€™Amico Dio, quanto il fatto che lui stesso scoprirร  fino a che punto Dio รจ disposto a spingersi per amore dei suoi amici.

รˆ proprio in questa relazione dโ€™amicizia che il Signore Gesรน vuole oggi introdurci. Dopo averci ricordato che la cosa piรน importante รจ stare con Lui (domenica scorsa, Marta e Maria), oggi veniamo aiutati a imparare come stare con Lui.

โ€œGesรน si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: โ€œSignore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoliโ€.

Ed egli disse loro:

โ€œQuando pregate, dite: Padre nostro, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione.โ€

La prima cosa che vorrei evidenziare, รจ il fatto che la richiesta dei discepoli nasce dal โ€œvedereโ€ Gesรน in preghiera. Un โ€œvedereโ€ che ha suscitato in loro un desiderio, ha risvegliato una nostalgia dormiente, quella di una gioia vera, bella, profonda.

- Pubblicitร  -

E che ora โ€œvedonoโ€ riflessa in Gesรน. I discepoli colgono che quella gioia ha a che fare con la sua preghiera, e quindi chiedono di poter entrare per quella porta; chiedono di poter entrare in quellโ€™esperienza.

E Gesรน insegna loro, o forse ricorda loro, che Dio รจ Padre tanto da poterlo familiarmente chiamare โ€œabbร /babbo/papร โ€. Questa รจ la ragione della gioia di Gesรน: Dio รจ Padre. Suo Padre. Nostro Padre.

Nella preghiera del Padre nostro โ€“ โ€œsintesi di tutto il vangeloโ€, scriveva Tertulliano โ€“ troviamo una sorta di compendio di quanto Gesรน ha insegnato.

Dando giusto orientamento al nostro dialogo, prima ci si rivolge a Lui โ€“ sia santificato il tuo nome, venga il tuo regnoโ€ฆ โ€“ e poi, solo poi, si prega per le proprie necessitร  โ€“ dacci il pane quotidiano, il perdono, il non cadere nella tentazioneโ€ฆ

La cosa piรน importante che Gesรน ci aiuta a riscoprire, quindi, non รจ tanto cosa chiedere, ma sapere a Chi ci rivolgiamo: a Dio, Padre nostro.

La gioia รจ essere figli amati. รˆ la scoperta che cโ€™รจ un Padre provvidente, sempre pronto ad ascoltare e sfamare le nostre necessitร .

Questa รจ lโ€™esperienza che Gesรน stesso vive e insegna ai discepoli, e oggi a noi. Non si tratta di recitare formule o tecniche, ma di entrare in questa relazione di amicizia, figliolanza, intimitร .

Perchรฉ la preghiera del Padre nostro รจ proprio lโ€™introdurci nella paternitร  di Dio, nel farci sentire figli: questa รจ la cosa piรน bella e importante.

Noi stiamo โ€œseguendoโ€ Gesรน, stiamo cercando di tenere fisso il nostro volto sul santo Volto e oggi scopriamo che piรน stiamo dietro a Lui, piรน impariamo a divenire figli nel Figlio Gesรน, e tra noi fratelli.

La preghiera ci apre un orizzonte nuovo. Apre relazione di fiducia e di amicizia:

“Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perchรฉ รจ giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta รจ giร  chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerร  a darglieli perchรฉ รจ suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerร  a dargliene quanti gliene occorronoโ€.

Per aiutare i discepoli โ€“ e oggi noi โ€“ a comprendere il valore della preghiera, Gesรน presenta lโ€™esperienza dellโ€™amico importuno, che, nel cuore della notte, va a disturbare il suo amico pur di avere alcuni pani per gli ospiti giunti nella notte a casa sua.

In questa insistenza, rivediamo la preghiera di Abramo rivolta a Dio, descritta nella I lettura. Una preghiera perseverante, insistente, fiduciosa, animata da una certezza:

โ€œChiedete e vi sarร  dato โ€“ dice Gesรน. Cercate e trovereteโ€ฆโ€

Ma la chiave interpretativa di tutto la troviamo nel finale:

โ€œQuanto piรน il Padre vostro del cielo darร  lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedonoโ€.

La preghiera porta a ricevere un pane che nessun amico รจ in grado di dare: il pane del cuore, lo Spirito Santo! รˆ il dono dei doni!

Possiamo dire che lo Spirito รจ il pane quotidiano che il nostro cuore cerca e desidera. รˆ lโ€™Amico interiore che solo puรฒ ricordarci che siamo figli, che solo ci aiuta a chiedere al Padre ciรฒ di cui abbiamo bisogno, รจ il solo che ci ricorda le parole di Gesรน.

In questa preghiera, confidente e fiduciosa, Gesรน ci allena a chiedere il giusto pane, ciรฒ per cui veramente merita costruire una relazione dโ€™amicizia con il Padre del cielo, il solo che puรฒ saziare la fame del nostro cuore, della nostra vita.

Gesรน ci educa a coltivare desideri grandi, veri, santi. Ci educa a coltivare il โ€œgustoโ€ per ciรฒ che vale: a distinguere i pani, per imparare a nutrirci solo del pane che ha il sapore della santitร , del regno del Padre, del perdono, della sua salvezza.

Gesรน insegna a pregare Dio non per fargli cambiare idea, ma per chiedere a Dio di coltivare le sue idee in noi, di sintonizzarci con il suo piano.

Perchรฉ alla fin fine, le cose non cambiano, ma sono i nostri cuori abitati da Dio, i nostri sguardi illuminati dalla gioia di Dio a farci โ€œvedereโ€ le cose in modo nuovo. Nel modo di Dio.

Allora sรฌ, รจ giร  qui il regno di Dio. Come in cielo, cosรฌ in terra.

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

Altri Articoli
Related

Commento alle letture della liturgia del 7 Febbraio 2026

Tempo Ordinario IV, Colore Verde - Lezionario: Ciclo A | Anno II,...

don Alfonso Giorgio – Commento al Vangelo di domenica 8 febbraio 2026

Movimento Apostolico Ciechi Riflessioni dell'assistente spirituale don Alfonso Giorgio per...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2026

Erano come pecore che non hanno pastore.Dal Vangelo secondo...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2026

Erano come pecore che non hanno pastore.Dal Vangelo secondo...