don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 25 Febbraio 2024

Commento al brano del Vangelo di: Mc 9, 2-10

Data:

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Continua il nostro cammino alla Scuola della Liturgia. Il mercoledรฌ delle ceneri ci ha ricordato che siamo โ€œpolvereโ€ ย (cfr Gn 2,7), cioรจ deboli e fragili ma destinatari dellโ€™amore di Dio, e che la vita รจ il terreno dove si fronteggiano il ย bene e il male, Dio e satana.

Nella nostra libertร  dobbiamo scegliere da quale parte stare (I dom di quaresima, le ย tentazioni). In questa seconda domenica, detta della Trasfigurazione di Gesรน, ci viene indicata la โ€œragione ultimaโ€,ย il ยซperchรฉยป, la โ€œMetaโ€ per la quale merita lottare ed accettare la fatica sia della โ€œlotta nelle tentazioniโ€, che della ย โ€œpassione-morteโ€, perchรฉ alla fine ci รจ assicurata la gloria. Questo orizzonte che mira ad alleggerire la paura ed ย infondere il coraggio nellโ€™affrontare il cammino, anche impervio, della vita. ย 

Il testo biblico โ€“ quello liturgico tralascia le prime parole – avvisa che questa esperienza avviene โ€œsei giorni dopoโ€: ย questo particolare temporale ci collega perciรฒ a quanto accaduto sei giorni prima, quando Gesรน aveva svelato ai ย suoi discepoli che a Gerusalemme avrebbe dovuto ยซsoffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei ย sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgereยป (Mc 8,31). Tale annuncio porterร  Pietro a reagire ย prendendo Gesรน in disparte per rimproverarlo, ma Gesรน, voltandosi, gli dirร : โ€œLungi da me, Satana! Perchรฉ tu non ย pensi secondo Dio, ma secondo gli uominiโ€ (Mc 8,33).

In questo modo lโ€™evangelista fa capire che la lotta contro ย Satana non รจ unโ€™esperienza che si chiude dentro 40 giorni, come giร  ci aveva giร  fatto intuire domenica scorsa nel ย testo delle tentazioni, ma attraversa lโ€™intera esistenza. La ribellione di Pietro, cosรฌ come quella degli altri discepoli, ย sta nel fatto che Gesรน aveva annunciato la sua โ€œpassione e morteโ€ e loro non potevano accettare di seguire un ย Messia la cui vicenda umana si sarebbe conclusa in quel modo.

รˆ alla luce di questa premessa che va quindi colta ย lโ€™esperienza della trasfigurazione. Gesรน aveva parlato della sua morte di croce (cfr Mc 8,31), e le condizioni per ย seguirlo: โ€œSe qualcuno vuole venire dietro a me prenda la sua croceโ€ฆโ€ (Mc 8,34); ora Gesรน cerca di aiutare i suoi ย discepoli a capire che รจ vero che Lui soffrirร  e morirร , ma รจ anche vero che risorgerร . La trasfigurazione li fa โ€œvivereโ€ ย in anticipo la risurrezione, proprio per prepararli ad affrontare il cammino di mezzo, cioรจ la passione-morte. ย 

Veniamo ai testi della liturgia.  

Nella prima lettura viene descritta la โ€œseconda Alleanzaโ€ tra Dio e gli uomini (domenica scorsa ย abbiamo meditato sulla prima, quella con Noรจ), alleanza che Dio chiede di sigillare nel sacrificio di Isacco, il โ€œfiglio ย della promessaโ€ (cfr Gn 15,5). Per capire il โ€œsacrificio di Isaccoโ€ รจ importante tener conto che nel contesto cananeo di allora era normale offrire i figli primogeniti agli dei; quindi per Abramo era โ€œnormaleโ€ quanto richiesto e quanto ย stava facendo. Ed รจ proprio questa โ€œnormalitร โ€ che Dio utilizza per svelare ad Abramo qual รจ il suo vero volto.

Nella ย fedele obbedienza a Dio -โ€œPrendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isaccoโ€ฆe offrilo in sacrificioโ€ (Gn 22,1) -Abramo ย scopre che questo Dio/Signore non โ€œchiedeโ€, ma โ€œdonaโ€; scopre che non โ€œprendeโ€ suo figlio ma, come promesso,ย glielo dona โ€œmoltiplicatoโ€: โ€œAvrai una discendenza numerosa come le stelle cieloโ€ (Gn 15,5). E sarร  sempre su un ย Monte che anche Gesรน si rivelerร  per quello che veramente รจ, come ci ricorda il Vangelo odierno. ย v. 2b โ€œGesรน prese con sรฉ Pietro, Giacomo, Giovanniโ€: sono i tre discepoli piรน vicini a Gesรน, giร  scelti come testimoni ย della resurrezione della figlia di Giairo (cf. Mc 5,37-43), quelli che saranno poi anche i testimoni della sua ย sfigurazione nellโ€™orto del Getsemani, alla vigilia della passione (cf. Mc 14,32-42). ย 

โ€œLi condusse su un alto monteโ€: โ€œLa montagna โ€“ ricorda il profeta Isaia โ€“ รจ dimora del Signore elevata al di sopra dei  montiโ€ (Is 2,2; Mi 4,1). In questa salita sul monte riecheggiano altre โ€œsaliteโ€ e altre esperienze di manifestazione di  Dio: il monte Oreb/Sinai (Es 3,1; 24,12-18), la salita e la discesa di Mosรจ (cfr Es 19-34), lโ€™esperienza di Elia (cfr 1Re  19,1-18). Sul monte, Gesรน svela ai suoi tre discepoli che la sua vita รจ molto piรน profonda di quanto โ€œvedonoโ€ e di  quanto โ€œsannoโ€. Ma ciรฒ che maggiormente interessa, รจ che Gesรน svela che la passione e morte verso le quali va  incontro, non sono la distruzione, la fine, ma la piena realizzazione della sua persona, perchรฉ passaggio alla gloria. 

v. โ€œFu trasfiguratoโ€: lโ€™evangelista รจ molto asciutto nel segnalare questo dato. Sappiamo da Luca che Gesรน salรฌ per ย pregare: la trasfigurazione รจ dunque un avvenimento di preghiera, dove Gesรน mostra il suo essere una cosa sola colย Padre (cfr Gv 10,30). E in questo dialogo, dove โ€œle sue vesti erano bianchissimeโ€ -, Gesรน si rivela luce del mondo (Gv ย 12,46).ย 

v. 4: โ€œApparve loro Elia con Mosรจ e discorrevano con Gesรนโ€: Elia, padre dei profeti, Mosรจ, custode della Legge. In  loro si raccoglie lโ€™intera storia dellโ€™Antico Testamento. Mosรจ aveva ricevuto in dono diverse manifestazioni di Dio  e proprio in questa intimitร  di amicizia, il suo volto brillava (cfr Es 34,29-35). Ma sappiamo anche che Mosรจ era  lโ€™atteso: โ€œIl Signore tuo Dio susciterร  per te, in mezzo a te e tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me: ascoltatelo!โ€ (Dt  18,15). E Mosรจ รจ anche colui che pregรฒ Dio dicendo: โ€œFammi vedere la tua gloriaโ€ (Es 33,18), sentendosi rispondere:  โ€œNon รจ possibile vedereโ€ฆ e restare in vitaโ€ (Es 33,20-23). Segnalo tutto questo perchรฉ sul monte con Gesรน, Mosรจ  puรฒ finalmente vedere la gloria di Dio, che รจ Gesรน Cristo, il โ€œSignore della gloriaโ€ (1Cor 2,8), colui sul quale โ€œbrilla lo  splendore della gloria di Dioโ€ (2Cor 4,6): Gesรน, il nuovo Mosรจ.  

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Accanto a Mosรจ, Elia, il padre dei profeti che, anche lui salito sul monte, sente Dio โ€œnella voce di una brezza/vento sottileโ€ (1Re 19,12). Egli rappresenta la sintesi ideale di tutta la schiera dei profeti che Giovanni Battista chiuderร ,  essendo lui lโ€™ultimo profeta, il โ€œnuovo Eliaโ€ (cfr Mt 11,14).  

In questo discorrere (lโ€™evangelista Luca aggiunge โ€œdiscorrevano della sua dipartita che avrebbe portato a  compimento a Gerusalemme, Lc 9,31) Gesรน si rivela come lโ€™autentico interprete della Legge e della Profezia, colui  che โ€œCominciando da Mosรจ e da tutti i profeti, spiega in tutte le Scritture ciรฒ che si riferisce a Luiโ€ (cfr Lc 24,27,  Emmaus). E lโ€™evangelista Luca fa coincidere con Mosรจ ed Elia i โ€œdue uominiโ€ presso la tomba vuota del giorno di  Pasqua: โ€œMentre le donne erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgorantiโ€ (Lc 24,4):  coloro che interpretano le parole dette da Gesรน nella sua vita e proclameranno che Gesรน, il Crocifisso, รจ risorto (cfr  Lc 24,4-7). 

v. 5 โ€œMaestro, รจ bello per noi stare quiโ€ฆ Facciamo tre capanneโ€: Pietro esprime certamente la gioia per quanto ย vissuto, ma altresรฌ svela quanto non abbia ancora compreso! Forse pensa alla gioia di poter incontrare Dio nella ย โ€œtendaโ€ (cfr Es 33,7-11)? O fa riferimento alla festa delle Capanne/Sukkot, dimenticando che sarร  comunque Dio a ย โ€œcostruireโ€ la tenda (cfr 2Sam 7; Is 66,1ss) cosรฌ come si coglie dallo stesso prologo di Giovanni: โ€œE il Verbo si fece ย carne e pose la tenda in mezzo a noiโ€ (1,14). (Sukkot: festa celebrata in autunno, al termine della vendemmia (cfr ย Lv 23,33-36).Allโ€™inizio tale celebrazione veniva realizzata per i vignaioli (Es 23,16), ma acquistรฒ presto un significato ย simbolico ricordando i 40 anni trascorsi sotto le tende dal popolo dโ€™Israele dopo essere uscito dallโ€™Egitto (Dt 16,13- 15).
Diventerร  poi festa messianica, riferendosi al raduno di tutte le nazioni che si recano fino a Gerusalemme (Zc ย 14). Per noi cristiani coinciderร  con la โ€œtendaโ€ della Croce, sotto la quale tutti veniamo attratti e salvati: โ€œElevato ย da terra, attirerรฒ tutti a meโ€ Gv 12,32) e attraverso la quale Gesรน distruggerร  โ€œil tempioโ€ fatto di pietra e lo farร ย risorgere in tre giorni (Gv 2,19). รˆ il Corpo glorioso/trasfigurato di Gesรน la nuova tenda. Si tenga presente che tra ย la festa della trasfigurazione (6 agosto) e la festa dellโ€™esaltazione della santa croce (14 settembre) trascorrono 40 ย giorni (vedi domenica scorsa, sul numero 40). ย 

v. 7: โ€œVenne una nube dal cielo..โ€: continua a fare da sfondo lโ€™esperienza dellโ€™Esodo: la faticosa marcia del popolo  nel deserto, guidato da una nube (Es 13,21ss); la nube sul monte Sinai (Es 19,16); la nube che accompagna โ€œil  tabernacoloโ€ (Es 40,34-35) che custodiva โ€œla leggeโ€ di Dio e, infine, la nube che scende su Gesรน, il quale dirร  โ€œi veri  adoratori adoreranno il Padre in Spirito e nella veritร โ€ (Gv 4,23), perchรฉ non serviranno piรน nรฉ monti nรฉ tabernacoli  particolari.  

v. 7b: โ€œUna voce dal cielo: questi รจ il figlio mio, l’amato: ascoltatelo!โ€: nel momento del battesimo, la voce dal  cielo fu udita solo da Gesรน (Mc 1,11), ora invece questa stessa voce viene udita anche dai discepoli. Ascoltatelo: รจ  lโ€™eco dello Shemaโ€™ โ€œAscolta, Israeleโ€ (Dt 6,4) e delle parole di Mosรจ: โ€œIl Signore tuo Dio, susciterร  per te, in mezzo a  te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto (Dt 18,15). La voce sul monte indica in Gesรน, lui solo,  colui che ora va ascoltato: Lui รจ la Parola vivente, Parola di vita, di veritร  (cfr Gv 14,6). รˆ Lui cioรจ il metro di misura  con il quale ascoltare Mosรจ ed Elia: รจ cambiato il baricentro. E questo crea non poco imbarazzo nei discepoli, perchรฉ  Gesรน non corrisponde allโ€™immagine che si erano fatti del Messia. Eppure, Lui va ascoltato, senza vergognarsi di Lui  e della sua Parola (cfr Mc 8,38).  

v. 8: โ€œGuardandosiโ€ฆ non videro piรน alcuno se non Gesรน soloโ€: i discepoli sono confusi, cercano i loro punti di ย riferimento, Elia e Mosรจ. Invece cโ€™รจ solo Gesรน, colui che รจ venuto a portare a compimento la legge e i profeti (cfr ย Mt 5,17).ย 

v. 9: โ€œMentre scendevano dal monte, ordinรฒ loro di non raccontare a nessunoโ€: il divieto รจ dovuto al fatto che  ancora non hanno tutti gli elementi per capire quanto รจ avvenuto. Finchรฉ Gesรน non risorgerร , i discepoli non  capiranno quanto stanno vivendo con il loro Maestro. Non hanno ancora capito cosa sia realmente avvenuto a  causa della loro poca fede (cfr Mc 9,19.29).  

Nellโ€™esperienza della trasfigurazione Gesรน anticipa di fatto la Pasqua, si mostra come il Vivente e il  Vincitore. Ecco perchรฉ, come ricorda san Paolo nella II lettura, โ€œSe Dio รจ con noi, chi sarร  contro di noi?… Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noiโ€ฆ Egli รจ alla destra del Padre, e intercede per noiโ€.  Animati da questa certezza potremmo anche dire โ€œHo creduto anche quando dicevo: sono troppo infeliceโ€ฆ A te  offrirรฒ un sacrificio di ringraziamento e invocherรฒ il nome del Signoreโ€ (salmo).  

La trasfigurazione di Gesรน non riguarda solo Lui, ma suggerisce anche il mistero della โ€œmia/nostraโ€  trasformazione. Il mio/nostro corpo รจ chiamato alla trasfigurazione, a diventare โ€œaltroโ€, come ricorda san Paolo:  โ€œEgli trasfigurerร  il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo gloriosoโ€ฆโ€ (cfr Fil 3,21); cosรฌ come varrร  per la  creazione che โ€œgeme e soffre nelle doglie del partoโ€ (Rm 8,22), fino a trasformarsi in โ€œcielo e terra nuovaโ€ (Ap 21,1).  In attesa di questo momento glorioso, ricorda san Paolo, ciascuno di noi vive โ€œcome in uno specchio la gloria di Dio,  e viene trasfigurato in quella medesima immagine attraverso lโ€™azione dello Spirito santoโ€ (cfr 2Cor 3,18). 

Tre spunti. 

Mi soffermo ad osservare i discepoli: hanno vissuto unโ€™esperienza unica, sbalorditivaโ€ฆ eppure non รจ  servita a loro per vivere con fiducia, forza e coraggio al momento della passione: Pietro resterร  scandalizzato, lo  rinnegherร โ€ฆ Elementi che ci suggeriscono che lโ€™esperienza del Tabor/della trasfigurazione, non ci custodisce dalla  paura, perchรฉ la fede non รจ solo questione di โ€œtestaโ€, ma soprattutto di cuore, di vita. Non bastano cioรจ le categorie  umane per capire il Signore: solo dentro lโ€™esperienza della vita, anche fallimentare, si potrร  comprendere la forza  del messaggio salvifico di Gesรน. Cosรฌ รจ accaduto anche ad Abramo: รจ necessario arrivare al โ€œdunqueโ€, perchรฉ il  Signore non lo si puรฒ conoscere per sentito dire (cfr Gb 42,5). Sarร  necessario accettare fino in fondo di vivere  lโ€™invito di Gesรน, โ€œVenite e vedreteโ€ (Gv 1,39).  

Gesรน necessita di confrontarsi sulla โ€œsua dipartitaโ€ (passione-morte-risurrezione). Sa di non poterlo ย fare con i suoi discepoli, i quali non capiscono. Cosรฌ sceglie due โ€œamiciโ€ di grande levatura, Mosรจ ed Elia. Due amici ย della Scrittura. Un modo con il quale Gesรน suggerisce a me e a ciascuno di noi, che su certe cose dobbiamo saper ย scegliere con chi confidarci e confrontarci, perchรฉ non tutto รจ alla portata di tutti. Gli amici della Scrittura, cosรฌ ย come anche i Santi, che la Chiesa ci indica come โ€œamici e modelli di vitaโ€, bene possono aiutarci con i loro scritti e i ย loro esempi a capire il senso della vita e a darne un giusto orientamento.ย Infine โ€œlโ€™amico Abramoโ€. Oggi sono io quellโ€™Abramo al quale viene rivolto lโ€™invito a salire sul Monte, che ย รจ Gesรน stesso: Lui รจ il santo Monte. Sono io quellโ€™Abramo al quale il Signore sta chiedendo di sacrificare il โ€œmio ย figlio Isaccoโ€, cioรจ il โ€œmio futuroโ€, la mia carriera, le mie ambizioni e aspirazioni, i miei sogni e i miei umani ย progettiโ€ฆAbramo giunge ai piedi del monte.

Qui dirร  ai suoi servi: โ€œRestate quiโ€ฆsaliremo solo io e mio figlio Isaccoโ€. ย Sembra quasi far capire che la salita e lโ€™offerta non possono avere altra โ€œcompagniaโ€ se non quella di Dio. Il ย momento della prova e della scelta non possono che essere vissuti a tu per tu con Dio, senza altre mediazioni. Gli ย amici, le sicurezzeโ€ฆ nessuno puรฒ sostituirsi alla mia/nostra responsabilitร  di accettare di arrivare fino in fondo con ย Dio. Scesi dal monte, Abramo e Isacco ritroveranno comunque i loro servi ed amici, ma quellโ€™incontro sarร  stato ย certamente diverso, i loro volti certamente avranno brillato di una luce nuova (cfr Es 34,29).

Dicevamo che โ€œIsaccoโ€ ย rappresenta il futuro di Abramo che ora lui deve sacrificare. Isacco mette alla prova il padre Abramo: ยซdovโ€™รจ ย lโ€™agnello?ยป: รจ la domanda che sorge in ciascuno ogni qual volta accettiamo di seguire la logica di Dio e non quella ย degli uomini. รˆ la domanda del โ€œbuon senso umanoโ€ che tenta di soffocare sul nascere ogni ispirazione divina:โ€œma ย รจ saggio quanto stai facendo?โ€, โ€œรจ prudente?โ€, โ€œavrai garanzie?โ€โ€ฆ A quella domanda, Abramo risponde: โ€œDio stesso ย provvederร โ€, come a dire: lasciamo fare al Signore. รˆ lโ€™atto di fiducia e di abbandono che viene richiesto a quanti ย desiderano crescere nel e con il Signore.

APPENDICE (il cammino quaresimale) 

[…]

II domenica (Mc 9,2-10): La lotta della vita non รจ mai fine a se stessa, ma finalizzata a raggiungere una  vita autentica/trasfigurata dalla Parola: โ€œAscoltateloโ€. Gesรน รจ il Figlio prediletto del Padre โ€œoffertoโ€ in sacrificio per  noi. Vorrei che si notasse ora la corrispondenza tra la voce dalla nube Mc 9,7 e le parole di Dio ad Abramo Gn 22,2:  โ€œil figlio unigenito che amiโ€. Lโ€™offerta di Isacco da parte di Abramo, perchรฉ si rinnovi lโ€™alleanza con Dio (I lettura), รจ figura dellโ€™eterna alleanza che Dio stabilirร  nel suo Figlio unigenito โ€œconsegnato in sacrificio per tutti noiโ€, il quale  โ€œper noi farร  ogni cosaโ€ (II lettura), tanto da poter dire con il salmista: โ€œHo creduto anche quando dicevoโ€ฆโ€.  III domenica (Gv 2,13-25): per giungere a questa vita โ€œtrasfigurata/autenticaโ€ รจ necessario passare  attraverso la โ€œpurificazioneโ€ del tempio della nostra vita, un eliminare gli idoli. Non si tratta di unโ€™opera umana,  ma รจ la morte risurrezione di Gesรน a purificare โ€œil tempioโ€, inaugurando il tempio nuovo nel suo stesso corpo risorto. In questo modo il culto non sarร  piรน un attenersi alla legge, quanto a una vita di fede espressa da una  condotta bella e coerente. La legge data a Mosรจ, viene dunque portata a compimento/pienezza da Gesรน risorto,  Legge/Parola vivente, che porta il salmista a cantare: โ€œLa legge del Signore รจ perfetta, rinfranca lโ€™animaโ€ e a  โ€œpredicare Cristo, crocifisso e risortoโ€ (II lettura).  

IV domenica (Gv 3,14-21): qualcuno potrebbe sentirsi โ€œesclusoโ€ ma sbaglia. Il Signore รจ venuto per dare  la vita per tutti, per salvare tutti noi: basta fare una scelta di fede, evitando di lasciarsi contaminare dalle opere di  quanti vivono nelle tenebre (I lettura), e abbracciando colui che รจ la nostra Luce, Gesรน, grazie al quale siamo salvati  (II lettura): questa รจ la nostra gioia! Per questo โ€œMi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo,  Signoreโ€ (salmo). 

V domenica (Gv 12,20-33): Gesรน si presenta come quel chicco di grano che chiede di essere gettato per  morire e portare frutto. รˆ la sua โ€œoraโ€ di obbedienza totale al Padre, che lo glorificherร . In questo modo si  concluderร  lโ€™alleanza nuova e definitiva e Dio non ricorderร  piรน il peccato dellโ€™uomo (I lettura). Imparando  lโ€™obbedienza, Gesรน divenne causa di salvezza per tutti, sigillando lโ€™eterna alleanza (II lettura) non su tavole di pietra,  ma direttamente nei cuori: โ€œCrea in me o Dio, un cuore puroโ€ (salmo).  

Domenica di Passione, โ€œPortaleโ€ della settimana santa. Compreso che siamo โ€œdeboliโ€ (Le ceneri),  sempre in lotta tra il bene e il male (I dom), ma senza rinunciare a puntare sempre verso lโ€™alto (II dom), forti della  gioia che il Signore ci ha salvati (IV dom), e consapevoli che tutto questo lo abbiamo ricevuto gratuitamente da  Gesรน (V dom), non resta che accettare di partecipare alla sua โ€œpassioneโ€ (Le palme).  

Si tratta, cioรจ, di accettare di mettersi โ€œdietro a Luiโ€ nel momento piรน cruento, evitando di rinnegare, di tradire, di  scappare. Ne vale la credibilitร  della nostra testimonianza.  

Triduo Pasquale: Lo โ€œstare dietroโ€, comporta entrare nella sua logica.  

Giovedรฌ santo: partecipare al banchetto dove Lui si fa dono: qui impariamo a renderci capaci di farci  noi stessi dono gli uni per gli altri, sapendo comprendere e vivere, come suggeriva don Tonino Bello, la  โ€œgrammatica dellโ€™Eucaristiaโ€, ossia la Messa come la intendiamo; ma anche la โ€œlogica dellโ€™Eucaristiaโ€ che รจ farsi  servizio, espressa nella lavanda dei piedi: โ€œVi ho dato lโ€™esempioโ€ฆperchรฉ lo facciate anche voiโ€.  

Venerdรฌ santo: โ€œstare dietroโ€, che chiede di imparare a seguire Gesรน e, sullโ€™esempio della Vergine Maria,  stare โ€œritti in piediโ€ anche sotto la croce.  

Sabato santo: camminare chiede anche la capacitร  di fermarsi, di attendere, di ritrovarci. Il silenzio di  questo giorno รจ forse il piรน difficile. Vivere nellโ€™attesa.  

La notte tra il sabato e la domenica: Pasqua! Solo chi vive nellโ€™attesa, incontra il Risorto, come la  Maddalena. E, incontrato, non si puรฒ che andare ad annunciare di averLo visto e toccato. รˆ la gioia della  testimonianza della vita. 

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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