don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 21 Settembre 2025

Domenica 21 Settembre 2025 - XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Non potete servire Dio e la ricchezza. - Lc 16,1-13

Data:

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Continua il nostro cammino con e dietro a Gesรน verso Gerusalemme.
Domenica scorsa i testi sono stati sostituiti con quelli della Festa dellโ€™Esaltazione della Santa Croce: se avessimo invece seguito il calendario ordinario, avremmo ascoltato il capitolo 15 di Luca, dedicato alle tre parabole della misericordia (la pecorella smarrita, la dramma perduta e il figliol prodigo).

La lectio continua dopo il video.

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A questi testi segue quindi lโ€™odierno brano del vangelo, preceduto come sempre dalla prima lettura, oggi tratta dal libro del profeta Amos: โ€œAscoltate voi che calpestate il povero e sterminate gli uominiโ€ฆ che usate bilance falseโ€ฆโ€.
Il profeta denuncia lโ€™ingiustizia praticata nei riguardi dei poveri e degli ultimi e mette in guardia i responsabili di tutto questo, ricordando loro โ€“ come risponderemo nella preghiera del salmo โ€“ che il Signore โ€œSi china a guardare sulla terraโ€ฆ solleva dalla polvere il debole, dallโ€™immondizia rialza il poveroโ€.

Con questa premessa che la liturgia ci dona, anche il testo del vangelo, che puรฒ apparire โ€œstranoโ€, si fa chiaro.
v.1: ยซDiceva anche ai discepoli: โ€œUn uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamรฒ e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perchรฉ non potrai piรน amministrare”ยป.

Se andiamo al versetto 14, che la liturgia non presenta oggi dato che si ferma al versetto 13, noteremo che il contesto รจ lo stesso di domenica scorsa: โ€œI farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di luiโ€ (Lc 16,14).
Capiamo quindi che il tema odierno รจ continuazione del tema dedicato alle tre parabole della misericordia.

vv. 3-7: ยซL’amministratore disse tra sรฉ: “Che cosa farรฒ, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farรฒ perchรฉ, quando sarรฒ stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamรฒ uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”ยป.

Lโ€™amministratore comincia a pensare al suo avvenire, cercando di trovare qualunque stratagemma che gli permetta di guardare con serenitร  al suo futuro.
Se teniamo presenti le parabole che avremmo dovuto ascoltare domenica scorsa, allora diventa piรน comprensibile il testo.

Nelle tre parabole della misericordia emergeva la difficoltร  di un pastore che non trovava la pecora; quella di una donna che non trovava una moneta; quella di un figlio in difficoltร  perchรฉ lontano da casa.
Oggi vediamo la difficoltร  di un amministratore disonesto che, scoperto dal suo padrone, si ritrova senza un lavoro.

โ€œDomenicaโ€ il figlio minore e oggi lโ€™amministratore disonesto โ€œrientrano in loro stessiโ€.
Lo fanno una volta che toccano il fondo. Ebbene, questo amministratore reagisce prima con luciditร , riconoscendo i propri limiti: โ€œZappare non ne ho forza; mendicare mi vergognoโ€ฆโ€ (v.3).
E poi agisce con astuzia, derubando il padrone.

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vv. 8-13: ยซIl padrone lodรฒ quell’amministratore disonesto, perchรฉ aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono piรน scaltri dei figli della luce.

Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร  a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importanti; e chi รจ disonesto in cose di poco conto, รจ disonesto anche in cose importanti.

Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderร  quella vera?
E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darร  la vostra? Nessun servitore puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร  l’uno e amerร  l’altro, oppure si affezionerร  all’uno e disprezzerร  l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”ยป.

A prima vista ci si potrebbe domandare come mai il padrone lodi la scaltrezza di questo amministratore che salda i debiti sottraendoli alla sua stessa cassa.
Ma se teniamo presente lโ€™orizzonte delle parabole della misericordia, la ricchezza del padrone non รจ tanto il denaro, quanto il tanto amore con il quale ci ha amati.

รˆ la misericordia la ricchezza di Dio. E il padrone โ€“ Dio โ€“ dร  allโ€™amministratore anche il tempo necessario per sistemare le cose: cโ€™รจ sempre tempo per rimettersi in ordine, ritrovare la via.
Ciรฒ che conta รจ non restare bloccati o prigionieri del proprio debito di caritร -misericordia verso gli altri.

Lโ€™amministratore capisce che la vera ricchezza non sono i beni, ma le relazioni, lโ€™amicizia, la fratellanza.
Quello che fa alla fine รจ liberare gli amici dallโ€™oppressione dei debiti, dal sentirsi in colpa.

La ricchezza alla quale fa riferimento il Signore non รจ solo o non รจ tanto il denaro, ma prima di tutto รจ il bene sommo che รจ la vita, della quale un giorno dovremmo renderne conto a chi ce lโ€™ha donata, a Dio.
Alla fin fine ci verrร  richiesto se abbiamo usato la ricchezza della nostra vita solo per arricchirci o se lโ€™abbiamo usata per rendere felici chi avevamo accanto, a cominciare dai poveri e ultimi, anche perchรฉ saranno questi ad accoglierci nel regno dei cieli.

Non si tratta di mettere la testa sotto il cuscino o di scappare dalle nostre responsabilitร .
Il Signore, come abbiamo visto nel vangelo, dona anche a noi il tempo per convertirci, per recuperare nellโ€™amore, per farci amici veri, i soli capaci di colmare di senso e gioia la fame del nostro cuore.

Se ho causato lacrime, imparare a rendere felici coloro che mi stanno accanto; se ho sottratto, donare a chi รจ nel bisogno; se ho ferito con la parola, riconciliare nellโ€™amoreโ€ฆ

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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