Dato che il 2 novembre questโanno cade di domenica, i testi della XXXI domenica del tempo ordinario vengono sostituiti con quelli dedicati allaย Commemorazione di tutti i fedeli defunti: tra le tre messe proposte, qui sarร presentata la prima.
La lectio continua dopo il video.
Lโodierna liturgia segue quella di Tutti i Santi. Ieri abbiamo meditato sui santi, ma abbiamo ricordato che ogni cristiano รจ giร santo, perchรฉ il Battesimo unisce a Gesรน Cristo, nostro Signore. Certo non basta dirlo se poi non ci sโimpegna a diventarlo giorno dopo giorno vivendo il vangelo. Celebrare i Santi, far tesoro della loro ricchezza รจ importante proprio perchรฉ ci stimolano a tirar fuori anche noi il meglio che รจ custodito nei cuori, come ricorda papa Leone: โInteressatevi alle loro storie, studiate le loro vite e le loro opere, imitate le loro virtรน, lasciatevi accendere dal loro zelo, invocate spesso, con insistenza, la loro intercessione! Il nostro mondo propone troppo spesso modelli di successo e di prestigio discutibili e inconsistenti. Non lasciatevene affascinare!โ.
In fondo i veri rivoluzionari sono stati e sono proprio i santi: rivoluzionari nellโamore. E nessuno deve neppure sentirsi escluso, anzi! Anche le nostre fatiche, lotte, fragilitร partecipano al cammino di santitร : non dobbiamo temere le fragilitร perchรฉ queste possono trasformarsi in occasioni provvidenziali per convertirci e crescere. Ieri dunque siamo stati invitati a guardare ai Santi, a questi โsegniโ di Dio presenti nella nostra storia quotidiana come โstelleโ capaci di orientare verso il cielo.
Oggi, invece, il pensiero si rivolge ai tanti nostri fedeli defunti, ossia a quanti hanno varcato la porta di โsorella morteโ. Per loro oggi siamo chiamati a pregare, a celebrare lโeucaristia, offrendo anche il nostro impegno quotidiano, le nostre preghiere e fatiche perchรฉ tutto contribuisca a purificare quanti sono passati a miglior vita, ma hanno ancora bisogno di un tempo di purificazione. Si spiega perchรฉ in questi giorni รจ concessa lโindulgenza plenaria a favore dei nostri defunti.
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ร quanto chiamiamo la โcomunione dei santiโ, la comunione tra noi, pellegrini su questa terra, con quanti sono ormai cittadini del cielo.
La colletta, ossia la preghiera dopo il canto del Gloria, cosรฌ recita: โNella tua bontร , o Padre, ascolta le preghiere che ti rivolgiamo, perchรฉ cresca la nostra fede nel Figlio tuo risorto dai morti e si rafforzi la speranza che i tuoi fedeli risorgeranno a vita nuovaโ. I nostri morti che in vita sono stati fedeli al Signore, sono giร risorti in Cristo, ma in questo giorno preghiamo perchรฉ sia tolta da loro ogni traccia di peccato.
ร quanto in fondo ci ricorda Giobbe, nella prima lettura: โโฆIo so che il mio redentore รจ vivo e che, ultimo, si ergerร sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarร strappata via, senza la mia carne vedrรฒ Dio. Io lo vedrรฒ, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altroโ. Una Parola, unโesperienza che si trasforma in confidente preghiera nel salmo: โSono certo di contemplare la bontร del Signore nella terra dei viventiโ.
Questa, ricorda san Paolo nella II lettura, รจ la speranza che tiene accesa la fiaccola della nostra fede: la certezza che Gesรน โquandโeravamo ancora deboliโฆ morรฌ per gli empiโฆ A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati per mezzo della morte del Figlio Suoโ. La nostra fede si fonda su questa speranza che per noi รจ certezza in Gesรน, morto e risorto. Lui ha vinto la morte e ci rende vincitori con Lui!
E se avessimo qualche dubbio, lasciamoci illuminare dalle parole del vangelo: โTutto ciรฒ che il Padre mi dร , verrร a me: colui che viene a me, io non lo caccerรฒ fuoriโฆ questa รจ la volontร di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nellโultimo giornoโ.
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Lโodierna celebrazione risveglia certamente in noi gli affetti condivisi con tanti familiari ed amici e porta anche a ravvivare ricordi e importanti eventi. Siamo perรฒ invitati a vivere tutto questo non come un passato che non torna piรน, ma come un futuro che verrร , che ci aspetta. Certo, la morte rimane questa โportaโ oscura e tragica, eppure unico varco per entrare nel cielo, perchรฉ Gesรน con la sua risurrezione ci ha aperto la via e la porta per giungervi. La fede in Gesรน, morto e risorto, รจ la nostra speranza! ร la certezza che niente e nessuno รจ perduto.
Accogliamo con serenitร le domande, i nostri dubbi, i nostri criteriโฆ e impariamo a fidarci di quanto Gesรน stesso ci ha detto: Lui vuole che tutti siano salvi. Questo รจ il punto. Il resto sono parole. Certo, forse dettate dal fatto che non vediamo, non tocchiamo, non abbiamo le proveโฆ ma Gesรน ha giร dato prova in se stesso: รจ morto ed รจ risorto! E siamo certi che quanti sono morti Lui li ha accolti nella sua Casa.
Preghiamo allora per loro, assicuriamo loro la nostra vicinanza con la preghiera e accostandoci al sacramento della Confessione per ricevere lโindulgenza per i nostri cari, certi che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio. Noi forse non ci rendiamo conto della forza della preghiera, ma i nostri cari possono toccare con mano quanto vogliamo loro bene proprio in questo fiducioso atto di preghiera.
E siamo pur certi che loro ci ricambiano pregando per noi, portandoci con loro presso il Signore.
Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.
