Cari bambini e bambine, ragazzi e ragazze, ben trovati a tutti.
Siamo giร arrivati alla trentaquattresima domenica del Tempo Ordinario, che oggi porta un titolo importantissimo โNostro Signore Gesรน Cristo Re dell’Universoโ. Presto ci avvieremo all’Avvento, per poi celebrare il Natale, ma intanto oggi ci godiamo questa festa meravigliosa.
Ma andiamo con ordine.
La Prima Lettura, tratta dal Libro di Samuele, racconta le lezioni di Davide come re degli Israeliti. Dobbiamo fare un piccolo appunto: Davide รจ un lontanissimo parente di Gesรน, perciรฒ Gesรน stesso discende da una dinastia di re. Ma Davide non รจ re perchรฉ ha ereditato la corona, ma se l’รจ conquistata duramente infatti ha sconfitto Golia e tutti i Filistei, cacciandoli da Gerusalemme mettendo a rischio la sua stessa vita pur di rispondere ad un compito che gli aveva dato Dio. Perciรฒ quella di Davide, piรน che unโincoronazione come le abbiamo viste sui libri di storia, รจ una vera e propria unzione cioรจ una consacrazione. Davide non รจ un semplice re, ma รจ un salvatore mandato da Dio. La sua autoritร non deriva dalla sua nascita, ma dalla volontร di Dio. Davide quindi รจ il primo servo di Dio perchรฉ deve custodire in Suo Popolo.
Nella Seconda Lettura, San Paolo fa riferimento a Gesรน. Anche Lui รจ un re, Gesรน รจ il primogenito di Dio, l’Eletto, colui che unisce tutti sotto la stessa croce. ร anche la sede della pienezza. Infatti conoscendo Gesรน, conosciamo Dio, conoscendo l’Amore tra Lui e il Padre, sappiamo qual รจ l’Amore di Dio. Ma noi non siamo solo spettatori: qui รจ la novitร straordinaria. Se nella prima lettura solo Davide era il consacrato, nella seconda lettura San Paolo ci dice che il primo ad esserlo รจ Cristo, ma noi per mezzo suo siamo chiamati a vivere la stessa esperienza di luce. Siamo chiamati ad essere santi, cioรจ diversi, non per essere superiori o inferiori agli altri, ma per essere di Cristo: in questo sta la nostra diversitร , lโappartenere alla Luce e il vivere manifestando che siamo figli della Luce.
Nel Vangelo invece si torna a parlare del re. Potrebbe sembrare strano il fatto che si celebra un re secondo l’immagine della croce. Nei nostri libri di storia, infatti, i re, i grandi condottieri, gli imperatori, sono manifestati della loro immagine piรน elevata. Per esempio mi viene in mente il famosissimo quadro di Napoleone a cavallo dove viene manifestata tutta la sua forza di militare. Qui invece ci viene mostrata l’umiltร di questo Regno o, per meglio dire, la sua novitร . Il Regno di cui Cristo รจ re, infatti, รจ un regno che prevede di passare per la morte, non per cattiveria ma per sperimentare la resurrezione. Possiamo capire meglio questo ragionamento guardando le tre figure presenti nel vangelo. Oltre a Cristo, ci sono i sacerdoti, che rappresentano la religione vuota di Dio e piena di regole. Loro dicono che Cristo ha salvato molti, quindi ne riconoscono le capacitร , ma lo mettono alla prova: โSalvi se stessoโ dicono. Cioรจ vogliono un vantaggio dalla religione in quanto loro se ne assumono i doveri, come quando noi andiamo in chiesa la domenica e per questo pensiamo che ci meritiamo di andare bene a un compito anche se non abbiamo studiato abbastanza. La seconda figura รจ quella dei soldati, che rappresentano il potere politico, la forza. Loro parlano in modo ipotetico: โSe รจ il re dei giudei, allora salvi se stessoโ il che significa: โFacci vedere che cosa รจ un vero re, fai il re secondo il nostro criterioโ. Infine abbiamo un parallelismo tra il malfattore buono e quello cattivo. Il primo rappresenta lโumanitร sofferente, quella umiliata e depredata da altri uomini. Lui riconosce chi รจ Cristo non tanto le sue opere, ma proprio la sua natura: Lui รจ il figlio di Dio e cerca con Lui una relazione. Quando, infatti, l’altro malfattore gli chiede di tirarlo fuori da quel dolore, cioรจ pretende di avere un cambiamento istantaneo, il primo vuole una relazione personale, reale e concreta con Cristo: solo questo lui sa che la sua croce, la sua sofferenza, durerร un tempo, ma vuole che questo tempo sia vissuto con Cristo e che, soprattutto, sia vissuto con Cristo il dopo. E gli viene riconosciuta questa Sapienza, infatti Gesรน gli risponde: โoggi sarai con me in paradisoโ. Che potremmo tradurre dicendo: โal momento bisogna ancora stare sulla croce, ma insieme questa croce puรฒ diventare giร una resurrezione. Sei ancora nella sofferenza, ma c’รจ anche la luce. Quindi non c’รจ piรน la paura perchรฉ รจ certo che dopo la croce ci sarร il paradisoโ. La sofferenza non รจ fine a se stessa e nรฉ esiste per essere schiacciata da una qualsiasi forma di potere, ma viene in qualche modo trasfigurata, cioรจ diventa una via per il cielo. Non รจ quindi solo dolore, ma รจ il mezzo necessario per la gioia cosรฌ come la morte รจ indispensabile per la resurrezione.
Ma quindi di cosa รจ re Cristo? Lui รจ il re dell’universo, cioรจ unisce tutto. Cristo รจ il re, il custode, il difensore della nostra esistenza e, soprattutto, del senso di quelle cose che ci fanno male e che distruggono gli altri uomini, ma che per noi diventano motivo di Forte vicinanza con Gesรน cosรฌ come lo รจ stato la croce per il malfattore buono che sulla croce ha potuto conoscere ed essere vicino a Gesรน.
Mi rendo conto che queste Letture sono veramente un poโ difficili, ma sono certa che cercando Gesรน sempre non perchรฉ le cose cambino, ma perchรฉ le cose siano Sante come รจ Santo Lui, allora sperimenteremo la Sua regalitร .
AUTORE: Cristina Pettinari
FONTE: Omelie.org
SITO WEB: https://www.omelie.org
