Siamo alla conclusione del Vangelo di Matteo, dove viene presentata lโultima apparizione di Gesรน Risorto agli Undici. Questo vangelo si era aperto con lโannuncio della nascita dellโEmmanuele, il Dio-con-noi; ora si chiude con la stessa buona novella, la promessa dellโEmmanuele di rimanere con i suoi tutti i giorni: Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Diventa ora invisibile il Maestro nostro, ma non assente, รจ il Dio con noi per chi รจ attento a cogliere i segni della sua presenza nella Parola, nella realtร sacramentale, nella Chiesa suo Corpo. Dopo la sua risurrezione Gesรน รจ rimasto ancora con i suoi, ma a loro รจ stato necessario un nuovo senso per riconoscerlo. Solamente la loro fede e il loro amore sono riusciti a penetrare il mistero del Cristo risorto. Lo stesso avviene per noi: la fede e lโamore rimangono le sole vie per riconoscere il Cristo, per entrare in rapporto con lui.
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Sparendo dalla presenza visiva dei suoi, Gesรน ha obbligatoย gli amici, di allora e di sempre, ad incontrarlo nello Spirito che ha promesso: ร bene per voi che io me ne vada, perchรฉ se non me ne vado, non verrร a voi il Consolatore; ma quando me ne sarรฒ andato ve lo manderรฒ (Gv 16,7). Lโascensione รจ la conclusione della pasqua di Gesรน, il punto di arrivo della sua vita, lโinizio della missione per i suoi.
Con la sua ascensione Gesรน solleva anche tutti noi a unโesperienza nuova: vedere la vita attraverso lโesperienza del Cristo risorto. Il cielo in cui Gesรน รจ entrato non consiste in cose, non sono cioรจ le nubi che lo hanno avvolto, e neppure sono gli spazi infiniti. Gli angeli di Dio invitano continuamente gli uomini a staccare gli occhi dal cielo azzurro perchรฉ ritornino alla terra. Troppe volte abbiamo immaginato il cielo di Gesรน e lโabbiamo riempito con i nostri desideri, con le nostre voglie, abbiamo cioรจ materializzato la fede, forse per sfuggire al peso della vita che ci spaventa e avere un mondo alternativo in cui rifugiarci.
Gesรน, sparendo tra le nubi del cielo e invitandoci a staccare i nostri occhi dalla nube che lo nasconde, vuole che impariamo a vederlo nel mistero di ogni cosa creata, nellโaldilร di ogni avvenimento, e nellโinvisibile di ogni presenza della terra. Il cielo รจ Qualcuno. ร la presenza del Padre, di me stesso, รจ presenza degli altri, soprattutto รจ presenza degli ultimi, la Gerusalemme celeste. Questa Gerusalemme celeste non รจ un avvenimento futuro, รจ il momento presente: Ma รจ giunto il momento, ed รจ questo in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e veritร ; perchรฉ il Padre cerca tali adoratori (Gn 4,23).
Il cielo di Gesรน รจ un banchetto a cui sono invitati gli uomini della strada, gli storpi, i ciechi, gli zoppi, i rifiutati dalla nostra mentalitร , un banchetto in cui sono dichiarati beati i perseguitati, e in cui si รจ commensali a casa di ogni Zaccheo e di ogni Maddalena che possiamo incontrare e si conversa amichevolmente con la donna adultera e con la samaritana. Il cielo di Gesรน ci rimette continuamente in cammino, รจ una continua invenzione, non รจ una spiritualitร disincarnata, ma conversione sempre da realizzare in noi stessi e in cui mai nessuno puรฒ dire di essere arrivato. Amen.
