Il commento alle letture del 21 Novembre 2018 a cura diย Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dellโArcidiocesi di CatanzaroโSquillace (CZ).
FATELE FRUTTARE FINO AL MIO RITORNO
Ap 4,1-11 ; S al 150; Lc 19,11-28
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Il talento รจ la vita che Dio dona allโuomo, perchรฉ, attraverso di essa, Lui possa manifestare un frammento della sua gloria eterna. Il Salmo dice che i cieli narrano ogni giorno la gloria del Signore. Basta contemplarli e ogni cuore deve gridare la grandezza, la bellezza, la magnificenza, lโonnipotenza del nostro Dio e Signore. Il Libro della Sapienza ci rivela che รจ sufficiente contemplare la bellezza della creazione per giungere alla bellezza del suo Creatore. Invece lโuomo contemplando i cieli di Dio giunge alla dichiarazione di ateismo o anche a dichiararli dรจi.
I cieli narrano la gloria di Dio, lโopera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio. Lร pose una tenda per il sole che esce come sposo dalla stanza nuziale: esulta come un prode che percorre la via. Sorge da un estremo del cielo e la sua orbita raggiunge lโaltro estremo: nulla si sottrae al suo calore (Sal 19 (18) 1-7). Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nellโignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che รจ, nรฉ, esaminandone le opere, riconobbero lโartefice. Ma o il fuoco o il vento o lโaria veloce, la volta stellata o lโacqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dรจi, reggitori del mondo. Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dรจi, pensino quanto รจ superiore il loro sovrano, perchรฉ li ha creati colui che รจ principio e autore della bellezza. Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciรฒ quanto รจ piรน potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. Tuttavia per costoro leggero รจ il rimprovero, perchรฉ essi facilmente sโingannano cercando Dio e volendolo trovare. Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dallโapparenza perchรฉ le cose viste sono belle. Neppure costoro perรฒ sono scusabili, perchรฉ, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato piรน facilmente il sovrano? (Sap 13,1-9).
Il talento che รจ la vita รจ stato arricchito dal Signore con molti altri talenti, sia per il corpo che per lo spirito. Ogni uomo deve produrre frutti secondo il numero dei talenti ricevuto. ร attraverso i frutti che si rivela e si manifesta la grandezza del Creatore e Signore.
Mentre essi stavano ad ascoltare queste cose, disse ancora una parabola, perchรฉ era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento allโaltro. Disse dunque: ยซUn uomo di nobile famiglia partรฌ per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnรฒ loro dieci monete dโoro, dicendo: โFatele fruttare fino al mio ritornoโ. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: on vogliamo che costui venga a regnare su di noiโ. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornรฒ e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentรฒ il primo e disse: โSignore, la tua moneta dโoro ne ha fruttate dieciโ. Gli disse: โBene, servo buono! Poichรฉ ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci cittร โ. Poi si presentรฒ il secondo e disse: โSignore, la tua moneta dโoro ne ha fruttate cinqueโ. Anche a questo disse: โTu pure sarai a capo di cinque cittร โ. Venne poi anche un altro e disse: โSignore, ecco la tua moneta dโoro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminatoโ. Gli rispose: โDalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perchรฉ allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno lโavrei riscosso con gli interessiโ. Disse poi ai presenti: โToglietegli la moneta dโoro e datela a colui che ne ha dieciโ. Gli risposero: โSignore, ne ha giร dieci!โ. โIo vi dico: A chi ha, sarร dato; invece a chi non ha, sarร tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a meโยป. Dette queste cose, Gesรน camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.
Chi non manifesta attraverso i suoi frutti la gloria Dio non ha diritto di entrare nel suo regno. Non ha manifestato Dio ai suoi fratelli. Dio non manifesterร a Lui la sua gloria.
