La “Prima Lettura” in Pillole.
Il testo biblico narra l’arrivo del popolo d’Israele vicino a Gerico, dopo aver attraversato il Giordano sotto la guida di Giosuè. Viene sottolineata la circoncisione come rito di purificazione e la celebrazione della Pasqua come memoria della liberazione dalla schiavitù egiziana.
- Pubblicità -
Mons. Alfano evidenzia il passaggio dalla dipendenza dalla manna divina al consumo dei prodotti della Terra Promessa, simbolo di una nuova fase di responsabilità e gratitudine. La cessazione della manna non cancella il dono divino, ma spinge il popolo a coltivare e curare la terra ricevuta.
Il racconto si conclude con un accenno alla speranza futura, dove i frutti della terra di Canaan rappresentano l’impegno umano sostenuto dalla grazia divina.
Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua.
Dal libro di Giosuè
Gs 5,9a.10-12
In quei giorni, il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto».
Gli Israeliti rimasero accampati a Gàlgala e celebrarono la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nelle steppe di Gerico.
Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della terra, àzzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno.
E a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò. Gli Israeliti non ebbero più manna; quell’anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.
Parola di Dio.
