Commento al Vangelo di domenica 23 aprile 2017 – Enzo Bianchi

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Lโ€™amore fedele del Risorto

Il capitolo finale del quarto vangelo, Gv 20 (Gv 21 รจ unโ€™aggiunta posteriore), andrebbe letto interamente, per comprendere in profonditร  โ€œil primo giorno della settimanaโ€ (Gv 20,1.19; cf. 20,26), il terzo giorno dopo la morte di Gesรน. Il primo giorno della settimana รจ il giorno della resurrezione del Signore ma รจ anche quello in cui il Risorto si rende presente in mezzo ai suoi: รจ il giorno del Signore, il giorno dellโ€™intervento decisivo di Dio che, risuscitando Gesรน, ha vinto la morte. Dal Nuovo Testamento sappiamo inoltre che proprio โ€œil primo giorno della settimanaโ€ (At 20,7; 1Cor 16,2) รจ scelto dai cristiani per essere โ€œnello stesso luogoโ€ (At 1,15; 2,1.44.47, ecc.), quale assemblea di fratelli e sorelle che sperimentano la venuta del Risorto in mezzo a loro.

Scesa la sera di quel giorno, lo sconforto regna nei cuori dei discepoli che non hanno creduto nรฉ alla Maddalena nรฉ al discepolo amato. Ma Gesรน aveva promesso: โ€œDopo la mia scomparsa, โ€˜ancora un poco e mi vedreteโ€™ (Gv 16,16)โ€, e fedele alla parola data โ€œviene e sta in mezzoโ€. Gesรน รจ visto dai discepoli in mezzo a loro, al centro della loro assemblea, come colui che crea e dร  unitร , che โ€œattira tutti a sรฉโ€ (cf. Gv 12,32).

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In quella posizione di Kรฝrios, di Signore, il Risorto dice: โ€œPace a voi!โ€, il saluto messianico, parola efficace che porta pace, vita piena, e scaccia la paura. E affinchรฉ le parole siano autenticate dalla sua persona di Maestro, Profeta e Messia conosciuto dai discepoli nella loro vita con lui, Gesรน mostra le mani e il fianco che recano ancora i segni della sua passione e morte (cf. Gv 19,34). Gesรน รจ presente con un corpo che non รจ un cadavere rianimato ma che viene a porte chiuse, non obbedendo alle leggi del tempo e dello spazio: un โ€œcorpo di gloriaโ€ (Fil 3,21), un โ€œcorpo spiritualeโ€ (1Cor 15,44.46), nel quale perรฒ restano i segni dellโ€™aver sofferto la morte per amore. Sono segni di passione e insieme di gloria, segni dellโ€™amore vissuto โ€œfino alla fine, allโ€™estremoโ€ (Gv 13,1).

โ€œE i discepoli gioirono al vedere il Signoreโ€. Accade ciรฒ che Gesรน aveva profetizzato: โ€œOra siete nel dolore; ma vi vedrรฒ di nuovo e il vostro cuore si rallegrerร  e nessuno potrร  rapirvi la vostra gioiaโ€ (Gv 16,22). In questa nuova situazione della comunitร , il Risorto, che aveva promesso di non lasciarla orfana (cf. Gv 14,18) e di donarle un altro Consolatore (cf. Gv 14,16), si fa manifesta. Ripete il saluto โ€œPace a voi!โ€ e annuncia: โ€œCome il Padre ha inviato me, anche io invio voiโ€. I discepoli hanno accolto lโ€™Inviato di Dio, lo hanno seguito e hanno creduto in lui; ora sono inviati in tutto il mondo, per essere come lui, Gesรน, รจ stato in tutta la sua vita: testimoni della veritร , della fedeltร  di Dio, cioรจ del suo amore per lโ€™umanitร . Con la loro vita devono mostrare che โ€œDio ha tanto amato il mondo da donargli il suo unico Figlioโ€ (Gv 3,16).

Per essere abilitati a questa missione, devono essere ricreati: occorre unโ€™immersione nello Spirito santo, occorre lo Spirito come nuovo soffio nel cuore di carne (cf. Ez 36,26). Allora Gesรน, il Risorto che respira lo Spirito santo, lo effonde sulla sua comunitร . Noi cristiani, vasi di creta fragili e peccatori (cf. 2Cor 4,7), per dono di Gesรน risorto respiriamo lo Spirito santo che perdona i peccati e ci abilita alla vita eterna nel Regno di Cristo. Siamo dunque il corpo di Cristo, il โ€œtempio dello Spirito santoโ€ (1Cor 6,19). Lo stesso Spirito che ha risuscitato da morte Gesรน รจ datore di vita ai discepoli, e da โ€œcompagno inseparabile di Cristoโ€ (Basilio di Cesarea), diventa compagno inseparabile per ogni cristiano. รˆ lui, presente in ogni discepolo e discepola, che ricorda le parole di Gesรน (cf. Gv 14,26), che lo rende presente e testimonia che egli รจ il Signore (cf. 1Cor 12,3).

Lo Spirito santo, Spirito di Dio e Soffio di Cristo, ci รจ donato nella nostra condizione di corpo umano, di carne. Non si dimentichi che nel quarto vangelo la carne รจ il luogo dellโ€™umanizzazione di Dio โ€“ โ€œLa Parola si รจ fatta carneโ€ (Gv 1,14) โ€“, il luogo scelto da Dio per stare con noi e in mezzo a noi. La carne รจ luogo di conoscenza a servizio della Parola di Dio che la abita: ecco la dimora dello Spirito santo. Per questo, come Gesรน รจ stato concepito carne dallo Spirito santo e da una donna, cosรฌ anche la chiesa รจ generata da Spirito santo e da umanitร , e del soffio dello Spirito fa il suo respiro.

Ma questo ha una ricaduta decisiva nella vita dei cristiani: significa remissione dei peccati, perchรฉ lโ€™esperienza della salvezza che possiamo fare sulla terra รจ proprio la remissione dei peccati. Lo cantiamo ogni mattina nel Benedictus: โ€œโ€ฆ per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccatiโ€ (Lc 1,77). Ricevere lo Spirito santo รจ ricevere tale remissione, cioรจ vivere lโ€™azione del Signore che non solo perdona, ma dimentica i nostri peccati, facendo di noi delle creature nuove. Questa รจ lโ€™epifania della misericordia di Dio, dellโ€™amore di Dio profondo e infinito che, quando ci raggiunge, ci libera dalle colpe e ci ricrea in una novitร  che noi non possiamo darci! E si faccia attenzione a non intendere questo testo solo come fondamento del sacramento della riconciliazione. La capacitร  di liberare dalla colpa e di fare misericordia รจ data da Gesรน a tutti i discepoli: non solo agli Undici, perchรฉ nel cenacolo il giorno di Pentecoste ci sono anche le donne, cโ€™รจ Maria insieme ad altri discepoli e discepole (cf. At 1,13-15; 2,1).

Gesรน, โ€œlโ€™Agnello di Dio che toglie il peccato del mondoโ€ (Gv 1,29), battezzando nello Spirito santo (cf. Gv 1,33) i discepoli, li abilita alla sua missione: perdonare, riconciliare con Dio e con i fratelli e le sorelle. Dalla croce e dalla resurrezione lโ€™umanitร  รจ stata riconciliata con Dio, ma tale evento va annunciato a tutti, e i discepoli sono inviati per questo: dove giungono, devono far regnare la misericordia di Dio, devono vivere il comandamento ultimo e definitivo dellโ€™amore reciproco (cf. Gv 13,34; 15,12), devono rimettere i peccati gli uni agli altri, abilitati dunque a chiedere il perdono dei peccati a Dio.

E sia chiaro: le parole di Gesรน che accompagnano il gesto del soffiare lo Spirito โ€“ โ€œA coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonatiโ€ โ€“ sono espresse attraverso uno stile semitico che si serve di espressioni contrastanti per affermare con piรน forza una realtร . Non significano un potere che i discepoli potrebbero utilizzare secondo il loro arbitrio; al contrario, esprimono che il loro compito รจ la remissione dei peccati, il perdono, come lo รจ stato per Gesรน, che in tutta la sua vita non ha mai condannato, ma ha sempre detto di essere venuto non per giudicare e condannare (cf. Gv 8,15; 12,47), ma perchรฉ tutti โ€œabbiano la vita in abbondanzaโ€ (Gv 10,10). โ€œCome il Padre ha mandato me, anche io mando voiโ€, dove questo โ€œcomeโ€ rimanda a uno stile: โ€œCome io ho rimesso i peccati, anche voi dovete rimetterli; รจ con questo compito che vi mandoโ€.

Fatta questa esperienza, i discepoli annunciano a Tommaso, non presente alla prima manifestazione del Risorto: โ€œAbbiamo visto il Signore!โ€. รˆ lโ€™annuncio pasquale che dovrebbe essere sufficiente per accogliere la fede nel Risorto. Ma Tommaso non crede, quelle parole gli sembrano vaneggiamenti inaffidabili.

โ€œOtto giorni dopoโ€, dunque nel primo giorno della seconda settimana dopo la tomba vuota, ecco Tommaso e gli altri di nuovo insieme. รˆ il primo ma anche lโ€™ottavo giorno, giorno della pienezza, eppure i discepoli hanno ancora paura degli uccisori di Gesรน. Dovrebbero portare lโ€™annuncio pasquale a tutta Gerusalemme e invece restano al chiuso, dominati dalla paura. Ma Gesรน si rende di nuovo presente: โ€œVenne Gesรน, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: โ€˜Pace a voi!โ€™โ€. Ecco la fedeltร  di Gesรน, il Veniente tra i suoi anche quando non lo meritano e non sono in sua attesa. Innanzitutto consegna la pace, โ€œla sua, non quella del mondoโ€ (cf. Gv 14,27), poi si rivolge a Tommaso, โ€œdetto Didimoโ€, il โ€œgemelloโ€ di ciascuno noi. Tommaso รจ il gemello nel quale cโ€™รจ, come in noi, la logica del voler vedere per credere. Tommaso รจ come noi: quando si profila lโ€™evento della resurrezione, vediamo morte (cf. Gv 11,15-16); quando Gesรน annuncia che ci precede, non sappiamo quale sia la via (cf. Gv 14,2-6); quando dobbiamo fidarci della testimonianza dei nostri fratelli e sorelle, vogliamo essere quelli che vedonoโ€ฆ

Gesรน viene perรฒ anche per Tommaso e anche a lui si fa vedere con i segni del suo amore: le stigmate della sua passione impresse per sempre nella sua carne gloriosa. La resurrezione cancella i segni della morte e del peccato ma non i segni dellโ€™amore vissuto, perchรฉ lโ€™aver amato ha una forza che trascende la morte. Tutta la cura dei malati che le mani di Gesรน hanno praticato, tutte le carezze che egli ha dato, tutto il suo amore vissuto, tutte le forze sprigionate dal suo seno sono visibili anche nel suo corpo risorto. Gesรน dunque invita Tommaso ad avvicinarsi e a mettere il suo dito in quelle stigmate.

E qui, attenzione, non sta scritto che Tommaso mise il suo dito, ma che disse: โ€œMio Signore e mio Dio!โ€. Riconoscendo nelle stigmate lโ€™amore vissuto da Gesรน, Tommaso fa la confessione di fede piรน alta e piena in tutti i vangeli: Gesรน รจ il Signore, Gesรน รจ Dio. Ecco perchรฉ chi vede Gesรน, vede il Padre (cf. Gv 14,9); ecco perchรฉ Gesรน รจ lโ€™esegesi del Dio che nessuno ha mai visto nรฉ puรฒ vedere (cf. Gv 1,18); ecco perchรฉ Gesรน รจ โ€œil Viventeโ€ (Lc 24,5) per sempre. Tommaso non รจ certo un modello, anche se in lui possiamo riconoscerci. Per questo Gesรน gli dice: โ€œBeati quelli che, senza avere visto, giungono a credereโ€. รˆ conoscendo lโ€™amore vissuto dal Crocifisso che si inizia a credere: miracoli e apparizioni non ci fanno accedere alla vera fede. Solo la parola di Dio contenuta nelle sante Scritture, solo lโ€™amore di Gesรน di cui il Vangelo รจ annuncio e narrazione (โ€œsegno scrittoโ€, per dirla con la chiusura del vangelo), solo lo stare nello spazio della comunitร  dei discepoli del Signore, ci possono portare alla fede, facendoci invocare Gesรน quale โ€œnostro Signore e nostro Dioโ€.

p. Enzo Bianchi

Fonte: Monastero di Bose

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OTTAVA DI PASQUA.
In Albis, della Misericordia di Dio.

II Domenica del Tempo di Pasqua

Gv 20, 19-31
Dal Vangelo secondo Giovanni

19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesรน, stette in mezzo e disse loro: ยซPace a voi!ยป. 20Detto questo, mostrรฒ loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesรน disse loro di nuovo: ยซPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voiยป.

22Detto questo, soffiรฒ e disse loro: ยซRicevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonatiยป. 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dรฌdimo, non era con loro quando venne Gesรน. 25Gli dicevano gli altri discepoli: ยซAbbiamo visto il Signore!ยป. Ma egli disse loro: ยซSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credoยป.

26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e cโ€™era con loro anche Tommaso. Venne Gesรน, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: ยซPace a voi!ยป. 27Poi disse a Tommaso: ยซMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!ยป. 28Gli rispose Tommaso: ยซMio Signore e mio Dio!ยป. 29Gesรน gli disse: ยซPerchรฉ mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!ยป.

30Gesรน, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perchรฉ crediate che Gesรน รจ il Cristo, il Figlio di Dio, e perchรฉ, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 16- 22 Aprile 2017
  • Tempo di Pasqua I, Colore – Bianco
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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