Tommaso che chiede a Gesรน lโindicazione di una via. Eโ una domanda importante e rivela un poโ la fisionomia interiore di Tommaso, lโapostolo che desidera vedere e che si pone in ricerca: โnon sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?โ la risposta di Gesรน รจ invito a guardare al suo cammino, alla sua vita come โviaโ. E aggiunge che il suo andare รจ per preparare un posto: โIo vado a prepararvi un posto; quando sarรฒ andato e vi avrรฒ preparato un posto, ritornerรฒ e vi prenderรฒ con me perchรฉ siate anche voi dove sono ioโ. Gesรน indica innanzitutto una via, non come sistema di dottrina o di morale, ma come rapporto vivo in un incontro.
Suggerisce poi che la sua via, lโorientamento fondamentale di tutta la sua vita รจ il preparare una accoglienza allargata: รจ lโorizzonte di una comunitร e di una comunione. Il suo essere โviaโ si collega allโaltra immagine: Gesรน รจ la porta, per entrare ed uscire in quellโincontro caratterizzato come โvenire al Padreโ. Cโรจ il cuore di una comunione nella vita di Gesรน, il suo essere nel Padre e in relazione con il Padre, che viene comunicato come dono che coinvolge nel profondo e genera una comunione nuova.
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Il cammino di Gesรน รจ tutto orientato al Padre, ed in lui si โfa vedereโ il volto invisibile del Padre. Il Padre stesso si cela e si manifesta nelle sue opere, nei segni della cura e del servizio di una esistenza vissuta come essere uomo-per-gli-altri. Il prologo del IV vangelo dirร perciรฒ che Gesรน รจ Parola, Verbo โrivolto verso il Padreโ.
Gesรน manifesta il volto del Padre, la sua โgloriaโ nel suo affrontare la morte: la croce รจ esito della sua fedeltร allโamore. Per giungere al Padre la via รจ il dono di sรฉ. Al centro della vita cristiana sta lโincontro con Dio, il Padre misericordioso. Non รจ volto autoritario di dominio e di imposizione, ma il volto amante di chi conosce i gesti della tenerezza, di chi si consegna fino in fondo a noi..
La prima lettera di Pietro, scritto battesimale per comunitร che vivevano nella prova, richiama allโessere chiesa come uno โstringersi a Cristoโ. Gesรน risorto รจ pietra viva e fondamento di una costruzione composta di tante presenze, pietre vive. E lโautentico culto a Dio si attua nella vita, nel costruire una convivenza nella forza dello Spirito: โStringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dioโฆ โ.
Nel cammino dellโesodo, nel deserto, il popolo dโIsraele aveva scoperto che Dio liberatore lo aveva chiamato quale โstirpe eletta, regale sacerdozio, nazione santa (Es 19,6) per testimoniare la sua presenza nella storia. Pietro riprende questo riferimento e parla della comunitร come sacerdozio santo, stirpe eletta. Tutti nel popolo di Dio sono perciรฒ โsacerdotiโ, resi responsabili di una terra affidata (quindi โreโ). Unico fondamento รจ Cristo pietra scartata dai costruttori, ma divenuta pietra dโangolo (Sal 118,22-23; cfr. Mt 21,42-43). Eโ lui la base di un edificio che vive nello Spirito.
La comunitร di Gesรน non dovrร mai perdere di vista che suo fondamento รจ il crocifisso, lo scartato e oppresso e le logiche di relazione nella comunitร dovranno essere quelle del servizio e della comune dignitร . Ogni tentativo di evitare questo scandalo โ il paradosso della gloria che si rende presente nella croce e nello svuotamento โ utilizzando i modi di affermazione del potere e del dominio, e la violenza stessa, sarร un tradimento del suo Signore. La comunitร ha cosรฌ il volto di un popolo che vive nello Spirito ed รจ chiamato a percorrere i passi del suo unico Signore: รจ lui la via vivente e la patria del nostro cammino.
Nella comunitร โ ci ricorda la prima lettura โ ci sono diversi doni e servizi. E questi ministeri sono anche da individuare in base delle esigenze storiche per lasciar correre il disegno di Dio. Un gruppo di nuovi predicatori della Parola viene strutturato in vista di un servizio a โquelli di lingua grecaโ. Il disegno di Dio non mira alla formazione di un gruppo contrapposto ad altri, ma alla salvezza, vita in abbondanza sin da qui e ora, per tutta lโumanitร . Ogni servizio non proviene da un privilegio, ma da un dono ricevuto e da vivere per la crescita degli altri, sempre al di lร di confini e recinti che spesso poniamo nel nostro pensare alla chiesa.
p. Alessandro Cortesi opSono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia. Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.
