Commento al Vangelo di domenica 10 Maggio 2020 – p. Alessandro Cortesi op

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Tommaso che chiede a Gesรน lโ€™indicazione di una via. Eโ€™ una domanda importante e rivela un poโ€™ la fisionomia interiore di Tommaso, lโ€™apostolo che desidera vedere e che si pone in ricerca: โ€˜non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?โ€™ la risposta di Gesรน รจ invito a guardare al suo cammino, alla sua vita come โ€˜viaโ€™. E aggiunge che il suo andare รจ per preparare un posto: โ€˜Io vado a prepararvi un posto; quando sarรฒ andato e vi avrรฒ preparato un posto, ritornerรฒ e vi prenderรฒ con me perchรฉ siate anche voi dove sono ioโ€™. Gesรน indica innanzitutto una via, non come sistema di dottrina o di morale, ma come rapporto vivo in un incontro.

Suggerisce poi che la sua via, lโ€™orientamento fondamentale di tutta la sua vita รจ il preparare una accoglienza allargata: รจ lโ€™orizzonte di una comunitร  e di una comunione. Il suo essere โ€˜viaโ€™ si collega allโ€™altra immagine: Gesรน รจ la porta, per entrare ed uscire in quellโ€™incontro caratterizzato come โ€˜venire al Padreโ€™. Cโ€™รจ il cuore di una comunione nella vita di Gesรน, il suo essere nel Padre e in relazione con il Padre, che viene comunicato come dono che coinvolge nel profondo e genera una comunione nuova.

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Il cammino di Gesรน รจ tutto orientato al Padre, ed in lui si โ€˜fa vedereโ€™ il volto invisibile del Padre. Il Padre stesso si cela e si manifesta nelle sue opere, nei segni della cura e del servizio di una esistenza vissuta come essere uomo-per-gli-altri. Il prologo del IV vangelo dirร  perciรฒ che Gesรน รจ Parola, Verbo โ€˜rivolto verso il Padreโ€™.

Gesรน manifesta il volto del Padre, la sua โ€˜gloriaโ€™ nel suo affrontare la morte: la croce รจ esito della sua fedeltร  allโ€™amore. Per giungere al Padre la via รจ il dono di sรฉ. Al centro della vita cristiana sta lโ€™incontro con Dio, il Padre misericordioso. Non รจ volto autoritario di dominio e di imposizione, ma il volto amante di chi conosce i gesti della tenerezza, di chi si consegna fino in fondo a noi..

La prima lettera di Pietro, scritto battesimale per comunitร  che vivevano nella prova, richiama allโ€™essere chiesa come uno โ€˜stringersi a Cristoโ€™. Gesรน risorto รจ pietra viva e fondamento di una costruzione composta di tante presenze, pietre vive. E lโ€™autentico culto a Dio si attua nella vita, nel costruire una convivenza nella forza dello Spirito: โ€œStringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dioโ€ฆ โ€œ.

Nel cammino dellโ€™esodo, nel deserto, il popolo dโ€™Israele aveva scoperto che Dio liberatore lo aveva chiamato quale โ€˜stirpe eletta, regale sacerdozio, nazione santa (Es 19,6) per testimoniare la sua presenza nella storia. Pietro riprende questo riferimento e parla della comunitร  come sacerdozio santo, stirpe eletta. Tutti nel popolo di Dio sono perciรฒ โ€˜sacerdotiโ€™, resi responsabili di una terra affidata (quindi โ€˜reโ€™). Unico fondamento รจ Cristo pietra scartata dai costruttori, ma divenuta pietra dโ€™angolo (Sal 118,22-23; cfr. Mt 21,42-43). Eโ€™ lui la base di un edificio che vive nello Spirito.

La comunitร  di Gesรน non dovrร  mai perdere di vista che suo fondamento รจ il crocifisso, lo scartato e oppresso e le logiche di relazione nella comunitร  dovranno essere quelle del servizio e della comune dignitร . Ogni tentativo di evitare questo scandalo โ€“ il paradosso della gloria che si rende presente nella croce e nello svuotamento โ€“ utilizzando i modi di affermazione del potere e del dominio, e la violenza stessa, sarร  un tradimento del suo Signore. La comunitร  ha cosรฌ il volto di un popolo che vive nello Spirito ed รจ chiamato a percorrere i passi del suo unico Signore: รจ lui la via vivente e la patria del nostro cammino.

Nella comunitร  โ€“ ci ricorda la prima lettura โ€“ ci sono diversi doni e servizi. E questi ministeri sono anche da individuare in base delle esigenze storiche per lasciar correre il disegno di Dio. Un gruppo di nuovi predicatori della Parola viene strutturato in vista di un servizio a โ€˜quelli di lingua grecaโ€™. Il disegno di Dio non mira alla formazione di un gruppo contrapposto ad altri, ma alla salvezza, vita in abbondanza sin da qui e ora, per tutta lโ€™umanitร . Ogni servizio non proviene da un privilegio, ma da un dono ricevuto e da vivere per la crescita degli altri, sempre al di lร  di confini e recinti che spesso poniamo nel nostro pensare alla chiesa.

Fonte


p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia. Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.

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