Quel Dio che ha scelto come beati gli ultimi
Padre Ermes Ronchi commenta il brano del Vangelo di domenica 1 Novembre 2020.
[…] Beato lโuomo, prima parola del primo salmo. Cui fa eco la prima parola del primo discorso di Gesรน, sulla montagna: Beati i poveri. Cosa significa beato, questo termine un poโ desueto e scolorito? La mente corre subito a sinonimi quali: felice, contento, fortunato. Ma il termine non puรฒ essere compresso solo nel mondo delle emozioni, impoverito a uno stato dโanimo aleatorio.
Indica invece uno stato di vita, consolida la certezza piรน umana che abbiamo e che tutti ci compone in unitร : lโaspirazione alla gioia, allโamore, alla vita. Beati, ed รจ come dire: in piedi, in cammino, avanti, voi poveri (A. Chouraqui), Dio cammina con voi; su, a schiena dritta, non arrendetevi, voi non violenti, siete il futuro della terra; coraggio, alzati e getta via il mantello del lutto, tu che piangi; non lasciarti cadere le braccia, tu che produci amore. Profonditร alla quale non arriverรฒ mai, Vangelo che continua a stupirmi e a sfuggirmi, eppure da salvare a tutti i costi; nostalgia prepotente di un mondo fatto di pace e sinceritร , di giustizia e cuori puri, un tuttโaltro modo di essere vivi.
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Le beatitudini non sono un precetto in piรน o un nuovo comandamento, ma la bella notizia che Dio regala gioia a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicitร di qualcuno, il Padre si farร carico della sua felicitร . Vostro รจ il regno: il Regno รจ dei poveri perchรฉ il Re si รจ fatto povero. La terra รจ dei miti perchรฉ il potente si รจ fatto mite e umile.
A questa terra, imbevuta di sangue (il sangue di tuo fratello grida a me dal suolo), pianeta di tombe, chi regala futuro? Chi รจ piรน armato, piรน forte, piรน spietato? O non invece il tessitore di pace, il non violento, il misericordioso, chi si prende cura? La seconda dice: Beati quelli che sono nel pianto. La beatitudine piรน paradossale: lacrime e felicitร mescolate assieme, ma non perchรฉ Dio ami il dolore, ma nel dolore egli รจ con te […]
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NUVOLA DI CANTO
Non ci stancheremo mai di assaporare le nove beatitudini, da Gandhi definite โle parole piรน alte che l’umanitร abbia ascoltatoโ.
Collante tra le feste dei santi e dei defunti, esse dipingono nove tratti del volto di Cristo e dell’uomo, disegnando creature amanti del cielo e custodi della terra, sedotte dall’eterno eppure innamorate di questo tempo bello e difficile: i santi.
La storia si aggrappa ai santi per non ritornare indietro, e si stringe alle beatitudini, che ogni volta ci disarmano nello stupore.
Non c’รจ prova o garanzia per queste affermazioni, sono una nuvola di canto che seduce e riaccende una nostalgia prepotente di bontร , di sinceritร , di limpidezza e di giustizia.
Un tutt’altro modo di essere vivi.
Le beatitudini ci assicurano che i misteriosi legislatori del mondo sono i giusti, che i tessitori segreti del meglio sono i poveri. Se le accogli, la loro logica ti cambia il cuore, sullโonda di Dio che ha un debole per i deboli, che incomincia dalle periferie fragili, nella storia di ogni tempo.
Per capire qualcosa della parola โbeatiโ osservo come essa ricorra giร nel primo dei 150 salmi, aprendo l’intero salterio: โBeato l’uomo che non resta nella via dei peccatori, che cammina sulla via giustaโ. E nel salmo dei pellegrini: โBeato l’uomo che ha la strada nel cuoreโ (Sl 84,6).
Dire beati รจ dichiarare: โIn piedi voi che piangete; avanti voi, i poveri! I vostri diritti non sono diritti poveri, Dio cammina con voi, fascia il vostro cuore, asciuga le lacrime e le raccoglie nei suoi otriโ.
Dio conosce solo uomini in cammino.
Nelle beatitudini la santitร evoca vicende nostre, tesse trame su situazioni comuni, fatiche, speranze, lacrime e gioie. Il nostro pane quotidiano.
Sono detti beati i poveri, non la povertร .
Beati gli uomini, non le situazioni.
Beati quelli che sono nel pianto, perchรฉ hanno Dio dalla loro parte. Sempre.
ร la beatitudine piรน paradossale: felice chi non รจ felice. Ma non perchรฉ la felicitร sia nel piangere, ma perchรฉ un angelo misterioso annuncia: โIl Signore รจ con teโ, nel riflesso piรน profondo delle tue lacrime.
Beati i misericordiosi: sono gli unici che troveranno ciรฒ che hanno giร , la misericordia. Essa รจ qualcosa da portare con sรฉ, bagaglio per il viaggio eterno, sigillo d’eternitร posto su tutta la lunghezza del tempo.
Fra quelle nove parole ce n’รจ una scritta, proclamata proprio per me, il mio cielo da individuare e realizzare per farmi piรน uomo, una misura che contiene la mia missione nella vita.
Su di essa sono chiamato a fare il mio percorso, per un mondo che ha bisogno di stelle e di storie di bene che contrastino le storie di male; di cuori puri e liberi che si occupino della felicitร di qualcuno; nella mitezza, nella misericordia, nella giustizia, nella pace. E Dio si occuperร della loro: โBeati voi!โ
- AUTORE: p. Ermes Ronchi
- FONTE: Avvenire
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