Commento al Vangelo del 8 ottobre 2017 – don Rocco Todero

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LA SPERANZA DI DIO NON MUORE MAI!

Seguendo il vangelo di Matteo siamo giunti al capitolo 21 dove troviamo la seconda parabola del rifiuto.

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In questa XXVII domenica del tempo ordinario la liturgia ci propone la parabola del proprietario terriero e della vigna, meglio conosciuta come la parabola dei ยซvignaioli omicidiยป.

Attraverso queste parabole lโ€™evangelista Matteo vuole mettere in evidenza la reazione del popolo di Israele alla predicazione del Signore Gesรน.

In queste domeniche ascolteremo parabole di tale genere.

Lโ€™immagine della vigna รจ molto importante nella Sacra Scrittura, giร  lo era in modo particolare presso lโ€™antico popolo di Israele, cosรฌ come ci mostra la prima lettura tratta dal profeta Isaia.

Piantare una vigna โ€“ nel linguaggio biblico โ€“ significava mettere su casa, mettere su famiglia; cioรจ era segno di stabilitร  economica.

La vigna rimanda al popolo di Israele.

Il contesto storico di questo testo richiama il confronto di Gesรน con i capi religiosi e le autoritร  del popolo di Israele che in questo caso specifico sono i suoi diretti interlocutori.

La parabola dei vignaioli omicidi ci narra di un padrone che, al momento di raccogliere i frutti, invia i delegati a prenderli. Purtroppo i vignaioli iniziano ad offendere, percuotere e uccidere i delegati.

Questo scenario cammina ancora verso un orizzonte di amarezza e di violenza, infatti, questo padrone decide di mandare il figlio a ritirare i frutti, pensando che avrebbero avuto maggiore rispetto.

Ma qui avviene un ulteriore colpo di scena: quei vignaioli prendono il figlio e lo uccidono.

Non facciamo molta fatica a riconoscere che dietro questo testo si intravede una sintesi della storia della salvezza che vede il culmine nella Passione di Cristo: i vari servi rimandano ai patriarchi e ai profeti che Dio aveva mandato, mentre il figlio di questa parabola รจ prefigurazione del Figlio di Dio che sarร  ucciso e ma che il terzo giorno risorgerร .

La parabola, perรฒ, vuole suscitare una domanda: ยซQuando verrร  dunque il padrone della vigna, che cosa farร  a quei contadini?ยป. Questa domanda รจ rivolta anche a noi che possiamo riconoscerci in quei contadini, quando non portiamo frutti di bene o quando non accogliamo con gratitudine lโ€™amore di Dio.

La storia perenne di bene e di male, di amore e di infedeltร  tra Dio e lโ€™uomo non si concluderร  nรฉ con un fallimento, nรฉ con una vendetta, ma con lโ€™offerta di una nuova possibilitร : darร  la vigna ad altri.

Unโ€™attenzione particolare va data proprio al padrone della vigna, che ad una lettura superficiale sembrerebbe troppo paziente e accondiscendente.

Il significato, al contrario, รจ questo: il padrone della vigna della parabola, come il Signore misericordioso rivelatosi ad Israele, non si ferma davanti alla durezza del cuore dellโ€™uomo, ma continua a cercare la conversione e la salvezza di tutti.

Lโ€™intento del vangelo non รจ quello di creare una sorta di antagonismo tra ebraismo e cristianesimo, ma di evidenziare la centralitร  di Cristo innalzato per la salvezza del mondo.

Israele ha giร  vissuto, nella sua particolare relazione di elezione, la grandezza dellโ€™amore e della misericordia di Dio, ora estesi, attraverso la Chiesa ad ogni essere umano. Tra Dio e lโ€™uomo le sconfitte servono solo a far meglio risaltare lโ€™amore di Dio. La speranza di Dio non muore mai.

Per comprendere ulteriormente il brano evangelico di questa domenica facciamo un esempio:

Chi รจ padre o padre, sa bene cosa si fa โ€“ e cosa non si fa o non si farebbe โ€“ per i propri figli. Per i propri figli si opera al meglio purchรฉ al figlio non manchi nulla. I genitori si preparano ben prima dellโ€™arrivo di un figlio per procurarsi tutto ciรฒ che gli servirร . Una volta arrivato il nuovo piccolo membro della famiglia, comincia la fase delicata della crescita. Lโ€™impiego delle risorse umane non รจ indifferente!

Eppure, puรฒ capitare che un figlio deluda i propri genitori.

Questi pongono in lui tutta la loro fiducia e lui la tradisce. Loro gli donano lโ€™amore piรน profondo e lui non se ne cura. Ma il genitore vero, quello che ama, non si stanca e cerca ogni tipo di soluzione per operare la misericordia e apre nuove possibilitร  di riscatto.

Un padre e una madre credono sempre nel proprio figlio. Lo stesso vale anche con Dio.

Ciascuno di noi รจ figlio e sa come โ€œfunzionaโ€, e ciascuno di noi รจ e resta sempre figlio di Dio e sa come โ€œfunzionaโ€. Quanto Dio ha fatto per ognuno di noi nella nostra vita, di che amore ci ha amato, di quali doni ci ha fatto, da quanti pericoli ci ha liberati, come ci ha condotto nel dipanarsi della storia della nostra vita; ciascuno sa quanto di buono, in definitiva, Dio ha fatto per noi, โ€œsua vignaโ€, suoi figli nel Figlio che ci ha mandato per salvarci.

E noi come rispondiamo alle cure e allโ€™amore che Dio ha per noi?

Ricordiamoci sempre che Dio ha fiducia nei suoi figli, il suo amore non si tira mai indietro. Sa che possono produrre ottimi risultati perchรฉ Lui li ha creati a sua immagine e somiglianza.

Non perdiamo lโ€™occasione di accogliere il Figlio suo che viene per donarci la sua grazia: apriamo le nostre mani per ricevere la sua misericordia. Lasciamoci accogliere in questa sua grande vigna che รจ la Chiesa dove cโ€™รจ posto per tutti noi.

don Rocco Todero

Presbitero della Diocesi di Caltagirone,
Vicario Parrocchiale San Rocco โ€“ SCORDIA,
Assistente Ufficio Diocesano Famiglia e Vita.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 8 ottobre 2017 anche qui.

XXVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 21, 33-43
Dal Vangelo secondoย Matteo

33Ascoltate unโ€™altra parabola: cโ€™era un uomo che possedeva un terreno e vi piantรฒ una vigna. La circondรฒ con una siepe, vi scavรฒ una buca per il torchio e costruรฌ una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andรฒ lontano. 34Quando arrivรฒ il tempo di raccogliere i frutti, mandรฒ i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. 35Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. 36Mandรฒ di nuovo altri servi, piรน numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. 37Da ultimo mandรฒ loro il proprio figlio dicendo: โ€œAvranno rispetto per mio figlio!โ€. 38Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: โ€œCostui รจ lโ€™erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua ereditร !โ€. 39Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. 40Quando verrร  dunque il padrone della vigna, che cosa farร  a quei contadini?ยป. 41Gli risposero: ยซQuei malvagi, li farร  morire miseramente e darร  in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempoยป. 42E Gesรน disse loro: ยซNon avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato รจ diventata la pietra dโ€™angolo; questo รจ stato fatto dal Signore ed รจ una meraviglia ai nostri occhi? 43Perciรฒ io vi dico: a voi sarร  tolto il regno di Dio e sarร  dato a un popolo che ne produca i frutti.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 08 – 14 Ottobre 2017
  • Tempo Ordinario XXVII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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